martedì 13 febbraio 2018

Louis & Lucille: what a wonderful love


La foto qui sopra ritrae Lucille Wilson (1914-1983) con suo marito Louis Armstrong (1901-1971) nella loro residenza a Corona, New York, mentre sfogliano e commentano un album di ricordi del grande jazzista. E' il 23 Giugno 1971. Due settimane più tardi si separeranno, loro malgrado e dopo quasi 30 anni di matrimonio: il 6 luglio, all'età di 70 anni, Louis Armstrong muore di infarto. La moglie continuerà a conservarlo nel cuore e ad onorarne ampiamente il ricordo fino al 13 ottobre 1983, quando tornerà a sedergli accanto.

Louis Armstrong e la moglie Lucille nel 1952

Lucille aveva avuto un ruolo fondamentale, nella vita di Louis. Lo aveva amorevolmente incoraggiato, accompagnato nelle tournèe in giro per il mondo, sostenuto nella carriera al punto da risultare una colonna portante del suo successo artistico.
Donna affettuosa quanto intelligente e determinata, Lucille era riuscita a raddrizzare l'irrequieto timone che l'umana avventura di Louis aveva imbracciato nel corso del suo vissuto precedente. La casa a Corona (foto in apertura e seguente), dove si trasferirono poco dopo le nozze celebrate nel 1942, e che rimase il loro focolare fino alla fine, fu lei a proporla. All'epoca Louis non aveva una dimora fissa, solitamente alloggiava negli alberghi; ma Lucille, che già versava un acconto per quella casa, lo convinse ad abitarla in comune e stabilmente.

Louis Armstrong e la moglie Lucille nella loro casa a Corona, Queens, New York. Dopo la morte dell'artista, Lucille Wilson cedette la proprietà alla città di New York affinché vi fosse allestito un museo dedicato a suo marito. Il museo, dichiarato luogo di interesse storico nazionale nel 1976, è a tuttoggi operativo.

Lei aveva rinunciato al mondo dello spettacolo, per seguirlo; e lui aveva divorziato dalla terza moglie, Alpha Smith, per quello che sarebbe stato il suo grande amore per il resto della vita.
Si erano conosciuti pochi anni prima, nel 1938. Lei cantava in un coro nello storico "Cotton Club" di New York, e Louis l'aveva notata: «Quando l'ho vista per la prima volta al Cotton Club, lei era la ragazza più scura di tutte... Lucille è stata la prima ragazza nera a rompere l'alto standard di colore giallo o marrone che veniva adottato nella scelta delle ragazze del coro».

Lucille Wilson in un musical del 1936 (in basso a sinistra): fu la prima donna afro-americana dalla pelle scura ad essere inclusa nel corpo di ballo del Cotton Club di New York.

Prima dell'incontro con Lucille, la vita di "Satchmo" (è il soprannome preferito dai fans di Armstrong) aveva avuto un sapore decisamente diverso. Proveniva da un periodo di difficoltà economiche, ed era anche afflitto da problemi di salute: il suo modo "eccessivo" di suonare la tromba gli stava creando problemi alla bocca e alle dita (motivo per cui, in seguito, preferì sempre più dedicarsi al canto). E la situazione sentimentale non gli era certo di conforto. Il matrimonio con la terza moglie, durato appena 4 anni - per l'appunto dal 1938 al 1942, era stato preceduto da un rapporto piuttosto conflittuale con la seconda moglie Lil Hardin, durato dal 1924 al 1938. La pianista Lil aveva idee tutte sue su come avrebbe dovuto agire il marito per ottenere successo da trombettista: così, anziché agevolarne il naturale percorso, entrava spesso in contrasto con le sue intime volontà, frenandolo. Louis nel frattempo si faceva largo negli ambienti musicali americani dell'epoca: assecondava e sfidava le sonorità dei musicisti, stringeva preziose collaborazioni, si esibiva con le orchestre, esordiva persino come attore, e registrava quei primi brani - anche vocali - che ne avrebbero delineato la personalità artistica agli occhi del mondo.

Louis Armstrong, in occasione di un compleanno della seconda moglie Lil Hardin (a sinistra), l'abbraccia per farle gli auguri, sporcandola con la schiuma da barba, e facendo dispettosamente ingelosire la quarta moglie Lucille Wilson (a destra), che minaccia scherzosamente di inveirgli contro. La "comparsa" con gli occhiali è Mezz Mezzrow, noto jazzista americano, clarinettista, sassofonista e direttore d'orchestra.

Più si va a ritroso nel tempo, e più il vissuto di Louis Armstrong si discosta dalla gioia che il suo volto radioso e sorridente ispira nell'immaginario collettivo. Prima dei vent'anni, periodo in cui aveva cominciato a prendere seriamente a cuore la passione per la musica, c'era stata l'avventura con la prima moglie Daisy Parker: una prostituta che aveva frequentato da giovanissimo, e che aveva sposato a 16 anni, nel 1918. Lui e Daisy adottarono un bambino di tre anni, bambino che poi si sarebbe rivelato mentalmente disabile, e di cui lui si sarebbe poi occupato a vita. Louis e Daisy si separarono nel 1923, e lei morì poco dopo.
Ancora prima c'era stato il riformatorio di New Orleans (è qui che predisposizione e talento naturale per la musica cominciarono a manifestarsi), un istituto di correzione per ragazzi difficili di colore dove venne rinchiuso varie volte per le sue bravate con i compagni di strada, dopo essere stato espulso dalla scuola. L'infanzia l'aveva trascorsa a tratti con la madre, a tratti da parenti, aggirandosi per le vie di uno squallido sobborgo conosciuto con il nome di "Battlefield" (campo di battaglia), e cercando ogni giorno di portare qualcosa a casa, cibo o altro; ma non era mai abbastanza, così la madre era costretta a prostituirsi. Il padre se n'era andato con un'altra donna quando lui era ancora neonato.


Tornando dunque al futuro, a Lucille, e alla piega che prese la vita di Louis Armstrong - o meglio, che presero le vite di entrambi - dopo la reciproca dichiarazione d'amore... Cosa sarebbe accaduto se non si fossero mai incontrati? Avremmo avuto ugualmente, oggi, una canzone come "What a Wonderful World" (Che mondo meraviglioso, 1967) da lui interpretata con quella passione negli occhi? Difficile a dirsi, e ancor più difficile crederlo. Qualcosa di sicuro avremmo perso: una grande lezione di vita, di quelle che - opportunamente messe a frutto - sono capaci davvero di trasformare questa nostra esistenza in un luogo meraviglioso.




DOC

2 commenti:

Maria D'Asaro ha detto...

Che bella, autentica storia d'amore ... Come quella tra Faber e Dori ... Chissà, forse è possibile volersi bene anche in condizioni difficili e con un "passato" alle spalle. Grazie. Buon tutto.

Pippicalzelunghe ha detto...

Caro Doc adorissimo questo argomento come si può vivere senza musica ???
Per ogni stato d'animo c'è un'armonia che ci accompagna.
Il jazz è una di queste forme d'arte armonica, devo dire che a tutti piace ogni volta che delle amiche vengono a trovarmi quando e sentono questa musica mi dicono "ma che cavolo ascolti?",ma sono abituata a queste critiche, è vero in una canzone il grande Paolo Conte dice che le donne non amano il jazz...è una questione di educazione, in famiglia c'è sempre stata armonia di qualsiasi tipo, ritornando all'ultimo blog mi hai fatto un regalo la vita Louis Armostrong come tutti gli artisti molto intensa e piena di amori, certo che il suo aspetto e voce non è delle più belle ma l'intensità interpretazione è di rara bellezza...un po come Paolo Conte non è bello non è bella la voce ma le parole sono affascinanti come la sua persona.
Queste mie constatazioni sono sempre dal mio punto di vista.
Maruzza dice che tra Fabrizio De Andrè e Dori Gezzi c'è stato un grande amore è vero ma chissà come sarà stato faticoso stare con un'arista del genere...scusa la mia lungaggine caro Doc ti stimissimo !!!
Cosmoabbracci!!!