mercoledì 4 ottobre 2017

#ChiamaleBazzecole #1




#ChiamaleBazzecole = Titolo e hashtag per una nuova rubrica di attualità, nata oggi con l'obiettivo di sensibilizzare l'eventuale pubblico su questioni troppo spesso nascoste sotto i tappeti da chi poi pretende che camminiamo con le pattine, al fine di evitare il "tutti giù per terra". Ciò attraverso sintetici approfondimenti su dati di fatto (oggettività), sigillati da esternazioni personali più o meno condivisibili (soggettività).
#1 = Numero assegnato al post che segue e che inaugura la rubrica. Strategia preventiva: se tutto ciò avrà un futuro, il secondo post sarà etichettato #2, il terzo #3, e così via.



"Submarine" by Paweł Kuczyński



6 Settembre 2017 - «Facebook ha venduto spazi pubblicitari politici a una società sotto copertura russa durante le elezioni del 2016, vinte da Donald Trump. Lo rende noto lo stesso social network, sottolineando di aver rinvenuto circa 100mila dollari di spese pubblicitarie legate ad account falsi riconducibili probabilmente alla Russia. Nei messaggi pubblicitari non si faceva espresso riferimento al voto». [La Repubblica]
«Alex Stamos, capo della sicurezza di Facebook, ha dichiarato che gli annunci e gli account sembravano concentrarsi sull'amplificazione di messaggi sociali e politici divisivi in ​​tutto lo spettro ideologico - toccando argomenti da questioni LGBT alle questioni di razza all'immigrazione ai diritti alle armi». [Time]

21 Settembre 2017 - «Mentre i media tradizionali (giornali, radio, tv) sono soggetti a leggi rigorose che impongono di verificare l'identità di chi acquista spazi pubblicitari in campagna elettorale, nulla di simile esiste per i social media. I russi hanno capito che quello è il Far West, e ne hanno approfittato. Con perizia tecnica, perché a quanto pare i loro messaggi di propaganda politica erano minuziosamente adattati a tante micro-categorie di elettori, a ciascuno arrivava un linguaggio tagliato su misura». [La Repubblica]

30 Settembre 2017 - Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore di Facebook, pubblica un post sul proprio profilo:

«Stasera si conclude Yom Kippur, il giorno più sacro dell'anno per gli ebrei in cui riflettiamo sull'anno passato e chiediamo il perdono per i nostri errori. Per coloro che ho ferito quest'anno, chiedo perdono e cercherò di essere migliore. Per i modi in cui il mio lavoro è stato usato per dividere le persone anziché riunirle, chiedo perdono e lavorerò per fare meglio. Che possiamo essere tutti migliori nell'anno a venire, ed essere tutti iscritti nel libro della vita».



Carissimo - nel senso del prezzo costantemente pagato da noi tutti per i tuoi errori - Mark, prendo atto del nobile gesto di contrizione, e non ho dubbi che tu possa fare di meglio. Ma consentimi: l'idea che «essere tutti iscritti nel libro della vita» debba dipendere da te non mi sfagiola neanche un po'.



DOC



3 Ottobre 2017 - «Facebook: i post pagati dalla Russia hanno raggiunto 10 milioni di utenti». [Il Sole 24 Ore] - Non finisce sicuramente qui, ma io mi fermo: to be continued, se vorrete, sui media internazionali.

4 commenti:

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Nonostante Facebook esista ormai da un po', è il Farwest, è vero. E il sig. Mark non ne fa mistero, peraltro (nonostante la "contrizione"). A questo punto servono leggi chiare che regolamentino questo Farwest... ma chissà quando arriveranno!
Ps. Seguo con interesse la nuova rubrica 😉

Maria D'Asaro ha detto...

Ottimo post di approfondimento giornalistico. Grazie. Buona giornata.

Pippicalzelunghe ha detto...

Caro Doc di questo argomento sono profondissimimamente ignorante ma mi fido ciecamente di quello che dici perché sei sempre ben aggiornato in questo mondo...chiedo perdono anch'io per i miei errrrrori e commenti !!!
Cosmoabbracci !!!

DOC [Riccardo Mangoni] ha detto...

@Vele - Sono d'accordo sulle leggi: mirate laddove potrebbero scaturire i maggiori problemi, ovvero senza togliere il buono che in internet già c'è. Grazie per la tua appassionata partecipazione.

@Maruzza - Solo un gioco per appagare virtualmente la mia sete di giustizia... 100mila dollari: una cifra mostruosa per me, una pericolosa "bazzecola" evitabile da casse già stracolme, ma evidentemente non basta mai. Grazie per il generoso commento.

@Pippi - Vorrei avere un po' di quella bella filosofia che ti fa volare così in alto: a certe altezze si vedono solo cose belle, che poi basterebbe un po' di coraggio in più per ritrovarle anche sulla terra. Altrettanti cosmoabbracci, carissima.