venerdì 20 ottobre 2017

3quilibri




Uno. Dal film "Tempi moderni" (1936), una memorabile scena del primo equilibrista di questo trittico sul filo del rasoio: l'impareggiabile Charlie Chaplin, qui attore protagonista, scrittore, sceneggiatore, regista e produttore. Suoi anche montaggio e colonna sonora.




Due. Passiamo a qualcosa di più tosto, come attraversare un cavo teso tra le (buonanime) Torri Gemelle di New York, a 400 metri di altezza. Lui è Philippe Petit: funambolo, mimo e giocoliere francese.


A 22 anni (oggi ne ha 68) provò a fare qualcosa di simile per la prima volta, a Parigi: tese una corda tra i due campanili di Notre-Dame e vi camminò sopra, mentre dal basso lo osservavano stupite centinaia di persone. Una volta sceso lo arrestarono, cosa che - da allora - si ripetè puntualmente in decine e decine di altre esibizioni in giro per il mondo.


A 25 anni l'impresa che lo consacrò alla Storia, documentata dalle immagini qui postate. Il 7 agosto 1974 salì sul tetto di una delle Twin Towers e fece avanti e indietro per otto volte sul cavo di acciaio lungo più di 60 metri: camminò, si sdraiò sul filo, si inginocchiò e salutò gli osservatori che nel frattempo lo applaudivano. La polizia gli ordinò di fermarsi, e quando decise di farlo fu arrestato per l'ennesima volta. Tuttavia, visto il successo dell'impresa, il procuratore distrettuale fece cadere le accuse formali a suo carico e lo condannò ad esibirsi per i bambini a Central Park.


Nel 2002 lo stesso Philippe ha svelato tutti i retroscena di quella indimenticabile giornata in un libro, "Toccare le nuvole"; nel 2015 il regista Robert Zemeckis ("Ritorno al futuro I-II-III", "Forrest Gump", etc.) ha voluto dedicare una pellicola a questo bizzarro personaggio ed alla sua biblica impresa. Il film si intitola "The Walk" (La passeggiata), avvincente già dal trailer:




Tre. Francese è anche Manu Topic, al secolo Emmanuel Forcade. La sua arte è decisamente meno rischiosa delle precedenti, ma si allinea nella conferma di quanto la ricerca di un equilibrio fisico/estetico soddisfi con vincente efficacia il recupero di una pace interiore. Rende bene l'idea, in questo senso, il video che segue e che lo vede all'opera, complice anche una location naturale di rara bellezza.


Impilare pietre in equilibrio una sull'altra, fino a ottenere composizioni che sfidano le leggi della fisica, è una pratica che affonda le radici nei tempi antichi. Si chiama "stone balancing", o "rock stacking": arte, disciplina, rito spirituale o più semplicemente hobby, comunque la si voglia considerare questa forma di espressione ha una moltitudine di appassionati in ogni parte del mondo. Manu Topic firma le sue opere con la macchina fotografica, esaltandone ulteriormente l'incantevole effetto "carpe diem".




Anzi quattro. Menzione fuoriprogramma per un altro appassionato di stone balancing, tale Andrea Mei, campione mondiale 2017 nella disciplina. Artista di Loreto (Ancona), a marzo è volato in Texas per partecipare alla competizione internazionale "Llano Earth Art Fest", dove ha conquistato il primo premio battendo i tanti concorrenti in gara.



DOC



P.S.: Nel ringraziarvi per l'attenzione, vi svelo un piccolo segreto. Un'insospettabile "magia" si nasconde nella scena del film postato in apertura: senza nulla togliere alle abilità atletiche del protagonista, il trucco c'è ma non si vede grazie agli effetti speciali di un cinema lontanissimo dall'impiego dei computer:

1 commento:

Maria D'Asaro ha detto...

Hai deciso di farmi venire le vertigini?! Già per le evoluzioni sui pattini di Charlie Chaplin, pensa poi guardare Philippe Petit che percorre su un filo la distanza tra le Twin Towers ... Il massimo degli incubi per me. E, comunque, il post è bellissimo e, nonostante la mia fobia, mi comunica sensazioni positive: amore per la sfida, capacità di superare i punti di vista e di confrontarsi con l'infinito. Intanto, comincerò a cimentarmi con lo stone balancing ... Immagini molto belle. Grazie!