mercoledì 23 agosto 2017

Rami, foltezze, mosaici di saggezze

"Vita nello spazio" (foto DOC)

Rispetto, generosità, integrazione, resilienza, umiltà, pace, temperanza, consapevolezza... Non c'è niente che non si possa imparare, dagli alberi. Custodi di qualsivoglia disciplina di studio, oltre che dispensatori d'etica, gli alberi ci danno materia prima per i libri, intesa non solo come carta: proprio come pagine di testo, quelle fronde ci insegnano la storia e la geografia, vi si celano formule matematiche, fisiche e chimiche, testimoniano fenomeni geologici, climatici e astronomici, si prestano alle più alte ispirazioni filosofiche, artistiche e letterarie.
Buoni maestri ma anche maestri buoni, gli alberi non assegnano còmpiti, non infliggono castighi e non pretendono di correggerti: semplicemente si mostrano. Puoi anche parlarci, sanno ascoltare con pazienza e persino tirar fuori le risposte che hai dentro. Se li chiami per nome ti premiano con la sapienza, ma se quel nome ti sfugge non si offendono, non ti giudicano. Puoi arrampicarti o danzargli attorno, assaggiarne i frutti o sedere all'ombra, loro sono sempre lì, pronti ad offrire protezione, cibo e ossigeno, a educarci, ad ispirarci, e a ricordarci che non siamo mai soli.

"Angeli in giardino" (foto DOC)

Per contro, il debito della nostra riconoscenza nei confronti di questi giganti buoni resta tutto da risanare, visto che - per mille motivi tutti ingiustificati - continuiamo ad infierire sull'ecosistema. Prima ancora, forse, dovremmo far pace tra di noi: finché non saremo capaci di instaurare una convivenza sostenibile, necessariamente solida e duttile al tempo stesso, ma soprattutto pacifica all'interno della nostra società, difficilmente potremo entrare in piena sintonia con le altre forme di vita.
Anche in questo, proprio dalle nostre "vittime", gli alberi, dovremmo prendere esempio. Specie estremamente differenti tra loro sono in grado di condividere il medesimo terreno nel massimo rispetto reciproco, da buoni vicini e in perfetto equilibrio con l'ambiente circostante. Nessun gioco di potere nè lotta di classe, nei loro piani: non vedrai mai due alberi contendersi un confine, accapigliarsi per le risorse minerali o imporre delle regole; se due esemplari sono costretti al contatto ravvicinato, per quanto diversi tra loro il sodalizio è immediato, e non è raro riscoprirlo in un commovente abbraccio senza tempo:

"Chiome affettuose" (foto DOC)

Esistono poi modelli di simbiosi così ben orchestrati da mettere in imbarazzo persino gli scienziati, spiazzati dalle intelligenze superiori che ne dirigono la "musica". Un fenomeno tra i più singolari - notato per la prima volta un secolo fa, ma ancora oggi oggetto di studio - è il cosiddetto "crown shyness", traducibile come "timidezza delle chiome".
Diffuso prevalentemente tra alberi della stessa specie, ma osservabile anche tra specie diverse, questo prodigio fa sì che i rami di ciascun albero non entrino mai in contatto con quelli degli alberi adiacenti; la "distanza di sicurezza" - o se vogliamo "di cortesia" - che mantengono tra di loro disegna così dei veri e propri mosaici di chiome ben definite, con un sorprendente effetto finale che può essere descritto e apprezzato appieno solo attraverso le immagini (foto dal web).



DOC

7 commenti:

Maria D'Asaro ha detto...

Post bellissimo, capace di far vibrare cuore e mente dei lettori: a mio avviso, le tue riflessioni andrebbero sottoscritte parola per parola. Le foto poi suscitano una commossa meraviglia. Grazie, infine, per le generose citazioni. Buon tutto.

Augusto Cavadi ha detto...

Belle le foto, bellissimo il commento: perché non ampliare la meditazione sino a farne un libretto ?

Pippicalzelunghe ha detto...

Ma ciaooo !!!! Mitico Doc !!!
Come sempre i tuoi commenti mi prendono il cuore! Che grande dono che ti ha dato il buon DIO, pur non avendo ricevuto un'educazione religiosa riconosco la spiritualità di questo meraviglioso mondo,di terra, cielo, cosmo !!!
Le immagini che tu catturi e ricerchi come un frate certosino sono commoventi !!! Mi ricordano i libri di quel pazzo di Mauro Corona quando descrive le particolarità dei suoi alberi...
Io amo tutta la natura ma non c'è nulla al mondo che mi dia respiro come restarmene a naso all'insù guardando le maestose chiome degli alberi, anche nel mio giardino ho alberi e tutti hanno il proprio nome in particolare quando nasce un bimbo...i miei sono alberi bimbi !!!
Ti stimissimo !!! Pippicalzelunghe !!!

DOC [Riccardo Mangoni] ha detto...

@Maruzza - Grazie a te per il brillante commento (troppo buona), e per la tua spontanea vicinanza al "popolo verde". Un abbraccione.

@Augusto - Niente male come idea, caro Augusto: un giorno potrei tentare a cimentarmi... Grazie per il commento e scusa se ho approfittato dei "Mosaici di saggezze" nel titolo, consideralo un omaggio ad una delle tue opere più pregevoli. Buona settimana.

@Pippi - La tua gioia cosmica è contagiosa, carissima Pippi, e attraverso i tuoi commenti questo blog se ne riempie! Grazie per la freschezza che ci doni, un abbraccio e... alla prossima!

Santa S ha detto...

Che meravigliosa dichiarazione d'amore, guardando queste immagini è come se le parole di un personaggio dei fumetti prendessero corpo: «... Ed è giunto il momento che noi piante ci riprendiamo il mondo che è nostro di diritto perché non è carino prendersi gioco di Madre Natura. » (Poison Ivy in Batman & Robin). L'ho riportato l'anno scorso in un post sulle piante e lo ritrovo ora esplodere in questo post. Grazie!

DOC [Riccardo Mangoni] ha detto...

@Santa - Ho appena recuperato il tuo illuminante post sul mondo vegetale (per chi fosse "in ascolto" e volesse riempirsene lo linko QUI): direi che ci sono troppe cose che normalmente (volutamente?) ignoriamo, per quanto ci ballino davanti agli occhi. Grazie del commento/arricchimento carissima. Buona Domenica.

Santa S ha detto...

Grazie di cuore DOC per la tua generosa condivisione e soprattutto per l'acutezza in leggerezza che i tuoi post mi trasmettono.
Con calma mi butto a pesce nel tuo ultimo post ;)
Un caro saluto