martedì 14 giugno 2016

Invito alla follia


«Anche la follia merita i suoi applausi» - Alda Merini


Chiudi gli occhi, e immaginati al cospetto dei capolavori di Antonio Ligabue (1899-1965). Lasciati ipnotizzare dal suo volto replicato alla nausea, turbare dalle pose feroci di maestose creature, rapire dai colori saturi e dalle pennellate eccessive, elettrizzate ed elettrizzanti. Vittima dell'incanto vorrai fermare il tempo per riempirtene; ma la terza dimensione ti protegge solo fino ad un certo punto, così poco dopo ti assalirà un irrefrenabile desiderio di scrollarti tutto di dosso, fuggire e metterti in salvo. Ti è concesso; sfortunatamente, però, dietro l'angolo ti aspetta Pietro Ghizzardi (1906-1986), per un nuovo giro di giostra tra inquietanti dipinti naïf. Ossessivi autoritratti, sintomo anche qui di un disagio psichico, si affiancano a donne sognate ed altri personaggi di una bellezza tutta soggettiva, difficilmente condivisibile. Questa volta aguzzini saranno i colori cupi, ottenuti con carbone, fuliggine, tizzoni, misture di bacche colorate, terre ed erbe.


Sei ancora cosciente? Riapri pure gli occhi e dimmi: hai trovato tutto questo intrigante? Benissimo, perché il Museo della Follia è una realtà. La mostra, itinerante, nel 2011 ha sconvolto la Biennale di Venezia, nel 2012 i sassi di Matera, nel 2015 il Palazzo della Ragione di Mantova, dal 22 aprile al 23 ottobre 2016 infesta il Castello Ursino di Catania. Si sposterà poi a Torino, Milano e Novara. Progetto a cura di Vittorio Sgarbi, organizzazione Augusto Agosta Tota con la consulenza del Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue di Parma.


Il viaggio - se vogliamo l'incubo - sopra intrapreso e descritto (ma poco illustrato, perché merita di essere apprezzato dal vivo) è appena all'inizio: la follia prosegue con "Tutti Santi", folgoranti sculture di Cesare Inzerillo (1971); "La Griglia", in cui ritratti ritrovati nelle cartelle cliniche di alcuni ex-manicomi compongono una griglia di oltre cinque metri; la "Stanza dei ricordi": immagini, documenti, oggetti raccontano le condizioni umilianti e dolenti dell'alienazione; "Franco Basaglia" (1924-1980), neuropsichiatra italiano, in due documentari Rai sulla Legge 180 da lui ispirata, relativa alla chiusura dei manicomi; "OPG - Ospedali Psichiatrici Giuridici": immagini di stanze, muri, pareti dell'ospedale psichiatrico abbandonato di Teramo. Il tutto impreziosito dagli ambienti opportunamente scelti per l'esposizione, con cui le opere immancabilmente si fondono (le nostre location storiche e regionali, ovvero la migliore scenografia che si possa desiderare), e da mostre temporanee a corredo.



DOC


Foto DOC (assaggio di un'esperienza intima tutta da vivere in prima persona)

1 commento:

mari da solcare ha detto...

Ottimo reportage, con foto speciali a prezioso corredo. Grazie. Un abbraccio.