sabato 16 gennaio 2016

Liturgia o... chirurgia?


Sono abbastanza cresciuto, ormai, da poter affermare di sapere come sono fatti gli esseri umani. D'altronde, basta guardarli. Questi, ad esempio, sono normali:


La maggior parte di essi spesso ci è indifferente, ne vediamo così tanti. Solo alcuni attirano la nostra attenzione, per la loro fisicità: bruttissimi, obesi o scheletrici, bassissimi o altissimi, difettosi al volto, disabili, anziani che si trascinano... O per le loro condizioni estreme: poveri, sporchi, ignoranti, disadattati... E poi ci sono questi:


La selezione, di prima scelta, è di quelle a cui ci ha abituato la tivù. La pubblicità sfida costantemente se stessa in un delirio di perfezione estetica, film e telefilm assoldano esclusivamente belle presenze, e i conduttori televisivi piacciono per definizione.
C'è un problema nel problema, però. Le foto qui sopra non provengono da spot, tantomeno da fiction o quiz televisivi: sono tratte dalle messe che vengono celebrate all'interno della Basilica di San Pietro e che vanno in diretta la domenica mattina su RaiUno. Sicché mi chiedo: possibile che ad assistervi ci siano sempre e solo corpi sani e volti angelici? Possibile che sia sufficiente varcare quella soglia, per godere immediatamente di tanta grazia?

Come dicevo, sono cresciuto: abbastanza da capire quando vengo preso in giro. Offesa e danno ricadono principalmente sulle persone che rientrano nella categoria citata in apertura, ovvero i "normali". Finché sono i pubblicitari, gli stilisti o i cineasti a discriminare, spesso siamo costretti a farcene una ragione, e neanche: negli ultimi anni ci si sta ribellando persino a questo, con la speranza di scalfire un modello tanto solido quanto sbagliato. Ma quando l'inganno è orchestrato da un sedicente servizio pubblico e dagli stessi ambasciatori di solidarietà da cui dovremmo attingere, la questione diventa paradossale.

C'è questo gioco di fine regia, per il quale telecamere snob indugiano su alcuni soggetti a scapito di altri. Magari sei a Roma per lavoro, sei andato alla messa e tua moglie, lontana, spera di vederti su RaiUno... Nisba! La tua consorte ti troverà anche bello, ma "altri" evidentemente no: il primo piano è riservato alla famigliola perfetta, non a uno sfigato come te.
Ad ogni modo, non sarebbe forse così grave se fosse tutta colpa della Rai. Al gioco concorrono purtroppo e soprattutto altri meccanismi anche più subdoli. Che intuisco ma che sinceramente ignoro, perché la sola idea di approfondirli mi terrorizza, e non ho la vocazione del tombarolo.
Ad esempio, i tre piccoli Re Magi che appaiono nell'ultima foto, e che si apprestano ad avvicinare il Papa per mimare la consegna dei doni, per quanto siano telegenici, non credo li abbia selezionati la Rai. Di una cosa sono certo: non sono stati scelti tra i sudici sobborghi della città, nè in un centro di accoglienza per disabili.


Chiudo con un disegno di Erin Nicolette, intercettato per caso sul web. Questa la didascalia: «Ho usato la scatola dei Kleenex per mostrare come lascio che gli altri vedano la mia figura. Lascio sempre i giudizi degli altri entrare nella mia testa. Invece di spazzarli via, li giro e rigiro più volte nella mia testa, al punto che comincio a credergli. Ho permesso alla società di mettermi in una "scatola" e dato loro esattamente ciò che vogliono, ovvero una persona che si vergogna per quello che è. La società ha ottenuto la sua presa sulla mia fiducia e mi stringe come la plastica che avvolge il Kleenex bloccandolo nella scatola. Solo se smetterò di ascoltare ciò che gli altri dicono di me, non sarò più quel Kleenex».


DOC

1 commento:

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Quando è nata Irene ho notato una cosa: le città sono fatte solo per le persone giovani e in salute. Con un passeggino è molto difficile superare le barriere architettoniche, ma con un po' di fatica è possibile: chi però è costretto a deambulare in carrozzina come fa? E anche i mezzi pubblici sono inadatti. Eppure non ne parla quasi nessuno. Hai ragione tu: certe persone è come se fossero invisibili.