venerdì 10 aprile 2015

Innocenti evasioni


Falsa partenza

Qualcuno ti racconta che sei nato, e gli credi, ciecamente. Almeno fino a una certa età, poi sorge qualche dubbio. Fai una domanda in più, rivedi la foto di te da piccolo. Sì, quel rospetto ti corrisponde, non c'è motivo di sospettare il contrario. Un complotto? Questa è bella! E dimmi, che scopo avrebbe una messinscena così ben architettata? Naaa, discorso chiuso, puoi benissimo passare oltre. E in ogni caso, comunque sia andata, l'importante è che ora ci sei. Esisti, vivi. O forse... Non dirmi che non sei convinto neanche di questo! Ma insomma, che vai cercando? Fattene una ragione, ormai sei grande. Hai imparato che certi nodi non si possono sciogliere, sicché guarda la bussola e tira dritto. E fai presto, che è tardi. Studia la rotta, ammaina la vela, gira quel timone. E quando approdi sulla spiaggia, non aspettare che qualcuno ti lanci il bastone per andare a riprenderlo. Non hai la dignità di un cane, quel bastone devi lanciarlo tu per te stesso. Lancia il bastone. Lancialo. Lancia il bastone.

Il pigiama

Quarantaquattro, compiuti ieri. E' l'alba, si riparte. Ti alzi, fai colazione, spazzi trucioli dal pavimento. Togli il pigiama, raccogli il giubbotto ed esci. Dalla finestra, mentre dalla porta rientri a ventidue anni. E' l'alba, sei stremato: notte di compleanno indimenticabile, la dimenticherai. Togli il giubbotto, raccogli il pigiama dal pavimento e vai a dormire. Ti rialzi all'alba, infili le ciabatte. In bagno, lo specchio ti fa gli auguri: ottantotto anni, si vedono tutti. Vai a fare colazione, e un raggio di sole accende un quadrato, sul pavimento. E' la foto di te da piccolo, dev'esserti caduta dalla giacca. L'hai mostrata agli amici, qualcuno ti ha anche preso in giro. Bando alle distrazioni, il tempo stringe. Devi tenere il ritmo. Il pigiama cade sul giro di una chiave nella toppa, afferri il cappotto ed esci. Dalla finestra, appeso a una grondaia di dolori articolari. La tenda si chiude, la porta si apre, fa ingresso una donna pallida e smunta. Non è tua madre, ma ti conosce da una vita. Si muove con sistema, mette ordine. Raccoglie il pigiama, lo piega per bene e lo ripone nella stanza. Torna dal corridoio, lo specchio del bagno le tende un agguato: cilecca anche stavolta. Mette il giubbotto sull'appendiabiti, spolvera la giacca. Prima di appenderla fruga nelle tasche. E' la foto di te da piccolo. La guarda, la posa sul tavolo. Siede a mezza sedia, infila una mano nel reggiseno e ne estrae un fagottino. Svolge il fazzoletto bianco sul tavolo come chi si appresta alla merenda, ma quello non è un tramezzino. Toglie l'elastico, è un mazzo di fotografie: foto di te da piccolo. Anzi, no... Ti somigliano soltanto. Stessa annata, o giù di lì. Ti guarda ancora una volta, compiaciuta, e ti infila nel mazzo, suscitando un lieve brusìo. Poi elastico, fazzoletto, reggiseno, sacchetto di trucioli, la porta si chiude. Tic tac tic tac. E' sera. Rientri dallo specchio del bagno. Togli il cappotto, indossi il pigiama e torni a dormire.

Sogno del poi

Prendi il bastone, vieni qui che t'insegno. Pensa intensamente a un luogo che vorresti raggiungere. Fa' un giro su te stesso, traccia un cerchio col bastone sulla sabbia e non aver paura: io ti resto accanto. Visto com'è semplice? Ora siamo sulla neve... Hai mai fatto un pupazzo di neve? Fanne uno, che poi ti svelo un trucco. Benissimo, manca solo il naso. Fissa il bastone al centro del volto e Mister Snowy ti sarà amico per sempre. Certo che si muove, cosa credevi? Parlerebbe anche, se gli avessi fatto la bocca più profonda. A proposito, dovrai imparare a modellarle un po' meglio, le tue creature, se non vorrai circondarti di goffaggine. Il tuo amico non se ne avrà a male, se ora gli sfilo il bastone e con esso la vita: ho ancora un sacco di cose da mostrarti. Qui il cielo è come una tela, e il tuo bastone un pennello. Attingi dai colori attorno a te, e abbandonati all'ispirazione. Ottimo, la tua casetta è bellissima, ma sono certo che saprai fare di meglio. Ti piace la musica? Immagina di essere al cospetto di un'orchestra. Quegli alberi là in fondo potrebbero essere degli ottimi coristi, sai? La luna una gran cassa, o se preferisci un gong, e i fili d'erba l'accompagnamento. Il direttore sei tu, non devi far altro che concentrarti e puntare il bastone. Come esordio non c'è male, capisci bene che non è facile: ci vuole orecchio e coordinazione, ma non preoccuparti, imparerai.
Qui il tempo non è un problema, potrai dare sfogo a tutte le tue passioni, esercitarti quanto vuoi, apprezzare la poesia di questo nuovo mondo e plasmarlo sui tuoi desideri.
Ho solo una raccomandazione da farti, prima di andare. Quel bastone è tutto ciò di cui hai bisogno, rende praticamente possibile qualsiasi cosa scaturisca dalla tua immaginazione. Non devi perderlo, nè disfartene, nè cederlo. E soprattutto stai attento all'uso che ne farai, perché se lo sfrutti per fare del male scompare. Senza di esso qui non potresti sopravvivere, così verresti rispedito sulla Terra per conquistarne un altro, ricominciando tutto daccapo. Ricordi? La foto di te da piccolo, lancia il bastone, eccetera eccetera.



DOC


Titolo: clonato dalla canzone di Lucio Battisti del 1972.

Illustrazione: Un uomo impara a nuotare fuori dall'acqua. E' "La leçon à sec" (La lezione a secco) di Honoré Daumier, caricaturista francese, 31 maggio 1841.

Video: ダンス、ダンス、ダンス (Danza, Danza, Danza), di People In The Box, 2012.

2 commenti:

Pippicalzelunghe ha detto...

Caspita che paroliere (cazzuto), scusa il francesismo...
queste sono parole che incatenano,tic tac il tempo scorre inesorabile come le parole, le prime parole mamma, pappa tatta papà...le ultime mamma, papà, Dio mio...
Tic tac il tempo passa inesorabile, le parole scorrono, i pensieri di Riccardo colpiscono proprio come quella vecchia fotografia che tieni sempre, testimone del bimbo che è in te, è un sogno ??? No è un miracolo !!!
Tic tac il tempo scorre e tu sei come il vino più diventa maturo più è buono !!!
Buon compleanno caro Riccardo !!!

DOC ha detto...

@Pippi - Carissima, approfitto del ritardo nella risposta per augurarti una briosa settimana! Il mio compleanno è il mese prossimo, ma il mio alter-ego lo festeggia in questo racconto, sicchè ti ringrazia di cuore per gli auguri... Un abbraccione!