giovedì 26 marzo 2015

Capitamboli


Capita solo una volta. Anche quando sembra ripetersi, non c'è evento che sia identico al precedente. Inesorabile, senza rete e spesso irrimediabile, è quanto ci tocca: figli di padre Tempo e madre Vita. Meraviglia finchè tutto va bene, per il resto... eredi indegni? Ah no! La colpa non può ricadere sui derivati, solo i meriti, please. Scovate il guasto nelle vostre intricate radici, decifrate quell'atavica scatola nera, e poi ne riparliamo.

Capita che bevi la bibita al pompelmo "Siti" a marchio Lidl, e la vita ti sorride. Beffarda, mentre ti si torcono budella e papille.

Capita che vai su Facebook e scopri che alcuni tuoi vecchi compagni di scuola media, coglioni, ripetenti e arroganti, hanno avuto più successo di te, che eri quasi il primo della classe e rientravi a casa senza ferite. Buon per loro, ma tempo al Tempo. Io so fare il verso della papera.

Capita che ti chiami Antonello Tonna, e che il mare ti si legga già nel cognome. Sei un pianista che allieta il viaggio ai passeggeri sulle navi, ti salvi a nuoto dalla tragedia "Concordia" prima, e sopravvivi all'attacco della "Fascinosa" a Tunisi dopo. Che noia, però! Ancora "Titanic" e "Il pianista". Domani cambio videoteca.


Capita. Succede, si verifica. Avviene, se preferisci.

Capita che qualcuno ti abbia fatto del bene, e non te ne rendi manco conto. O che tu abbia fatto del bene a qualcuno, senza rendertene conto. In tutti gli altri casi, "non rendersi conto" può costituire un problema.

Capita che sei al Conad e vai di fretta, devi ancora ritirare il cane dall'asilo e il bimbo dal veterinario, e immancabilmente un tizio domina sul "tuo" scaffale, impedendoti l'accesso. Più ti accosti tu e più s'accosta lui: odioso, determinato e insolente. Maledetto il diavolo che fa le pentole ma non i dadi da brodo Star. Prendi coraggio, gli sferri un'occhiata di sfida, ma lui non si lascia sorprendere e ti fulmina rivelandosi. Stordito, lanci i dadi nel carrello come fosse Risiko, e ti chiedi chi abbia messo tutti quegli specchi dietro ai prodotti: non lo sanno che l'illusione del doppio con me non attacca?

Capita che vaghi di notte con due Pierpaoli, e vedi una luce lontana, e da lì una voce ti chiama. Stazione di Bologna. Le vai incontro, attraversi i binari, raggiungi la fonte: Polfer, multa di un milione di Lire ciascuno per aver attraversato i binari. Firmata, mai arrivata.

Capita che per rinominare "Nuova cartella" in "Nutella", ti accorgi che basta togliere "ova car".

Capita che l'accattonaggio con i classici pets sia superato, ora usano cocorite e canarini. Sabato scorso ne ho incontrati tre in dieci minuti, un nero e due napoletani. Così il mio razzismo è entrato in fibrillazione: fuori dalle gabbie i volatili, dentro chi gestisce questa merda di racket (in nome di Dio, qualcuno faccia qualcosa).

Capita che a morire per ultimo sia sempre tu.

DOC

3 commenti:

Santa S ha detto...

Chissà perché mi viene voglia di ascoltare/vedere i fratelli Marx. Mi hai suggestionato. Implacabile ritratto del noi. Un caro saluto e una settimana serena (nonostante tutto):)

mari da solcare ha detto...

Post delizioso, che mi lascia comunque un retrogusto di pacata tristezza. Il problema è dare un senso a ciò che 'capitambola' a tutti noi, "figli di padre Tempo e madre Vita". Un abbraccio. Buona serata.

DOC ha detto...

@Santa - Altrettanta serenità, Santa: lontano dai capitamboli. Buona settimana.

@Maruzza - Capita(!) che vien voglia di metterla in rete, la tristezza, a volte. Sicchè attenzione al contagio, non diamole spago! Buona settimana (e lunedì quasi fatto). Ri-abbraccio.