domenica 29 marzo 2015

Grafton Pottery, un tè nel grottesco


Lui è Mitchell Grafton, di Panama City, Florida. Ha almeno tre passioni, che sfoga con mirabile costanza e dedizione: il disegno a mano libera e l'arte della ceramica. La terza, quella in cui si esprime meglio, consiste "semplicemente" nella fusione delle prime due. Il risultato potete giudicarlo da voi, ammirando le immagini qui postate.
Io apprezzo le sue opere intanto per "generosità": grazie al suo talento teiere, vasi e candelabri si liberano della veste anonima di polverosi oggetti da soffitta, così come personaggi solitamente confinati nell'immaginario trovano un varco per socializzare simpaticamente con la nostra realtà.
E poi è formidabile l'attenzione al dettaglio, una meticolosità che la dice lunga su quanto prenda sul serio il suo "gioco".
E ancora l'occhio di riguardo per il fantasy/horror, abilmente interpretato con parodistica ironia, qui sfugge ai rischi della grettezza o della banalità propri di questo genere: qualcosa di simile lo avevo già visto, ma l'affascinante forza espressiva dei suoi manufatti li eleva a capolavori che non temono confronti.


Alla sua singolare attività, Mitchell ha dato un nome: Grafton Pottery... attenzione però a non farvi ingannare dalle assonanze. "Grafton" non è un virtuosismo di grafica o graffito, benchè il suo lavoro sia improntato proprio sul disegno; e "Pottery" non è un omaggio a Harry Potter, per quanto le sue creature gli strizzino l'occhio. Si tratta più semplicemente del suo cognome, accostato a "ceramica" in lingua inglese.
La sua produzione sgorga prevalentemente dalla fervida fantasia che lo contraddistingue, ma realizza anche lavori su richiesta, dimostrando una totale padronanza degli strumenti di lavoro, matite, torni o scalpelli che siano. Una nutrita e variegata raccolta delle sue opere (confesso l'imbarazzo della scelta su quali mostrarvi come assaggio) è visibile nella sezione "foto" della sua pagina Facebook: [https://www.facebook.com/graftonpottery]. Lo trovate anche su Blogger, anche se in versione meno aggiornata: [http://graftonpottery.blogspot.it].

DOC

giovedì 26 marzo 2015

Capitamboli


Capita solo una volta. Anche quando sembra ripetersi, non c'è evento che sia identico al precedente. Inesorabile, senza rete e spesso irrimediabile, è quanto ci tocca: figli di padre Tempo e madre Vita. Meraviglia finchè tutto va bene, per il resto... eredi indegni? Ah no! La colpa non può ricadere sui derivati, solo i meriti, please. Scovate il guasto nelle vostre intricate radici, decifrate quell'atavica scatola nera, e poi ne riparliamo.

Capita che bevi la bibita al pompelmo "Siti" a marchio Lidl, e la vita ti sorride. Beffarda, mentre ti si torcono budella e papille.

Capita che vai su Facebook e scopri che alcuni tuoi vecchi compagni di scuola media, coglioni, ripetenti e arroganti, hanno avuto più successo di te, che eri quasi il primo della classe e rientravi a casa senza ferite. Buon per loro, ma tempo al Tempo. Io so fare il verso della papera.

Capita che ti chiami Antonello Tonna, e che il mare ti si legga già nel cognome. Sei un pianista che allieta il viaggio ai passeggeri sulle navi, ti salvi a nuoto dalla tragedia "Concordia" prima, e sopravvivi all'attacco della "Fascinosa" a Tunisi dopo. Che noia, però! Ancora "Titanic" e "Il pianista". Domani cambio videoteca.


Capita. Succede, si verifica. Avviene, se preferisci.

Capita che qualcuno ti abbia fatto del bene, e non te ne rendi manco conto. O che tu abbia fatto del bene a qualcuno, senza rendertene conto. In tutti gli altri casi, "non rendersi conto" può costituire un problema.

Capita che sei al Conad e vai di fretta, devi ancora ritirare il cane dall'asilo e il bimbo dal veterinario, e immancabilmente un tizio domina sul "tuo" scaffale, impedendoti l'accesso. Più ti accosti tu e più s'accosta lui: odioso, determinato e insolente. Maledetto il diavolo che fa le pentole ma non i dadi da brodo Star. Prendi coraggio, gli sferri un'occhiata di sfida, ma lui non si lascia sorprendere e ti fulmina rivelandosi. Stordito, lanci i dadi nel carrello come fosse Risiko, e ti chiedi chi abbia messo tutti quegli specchi dietro ai prodotti: non lo sanno che l'illusione del doppio con me non attacca?

Capita che vaghi di notte con due Pierpaoli, e vedi una luce lontana, e da lì una voce ti chiama. Stazione di Bologna. Le vai incontro, attraversi i binari, raggiungi la fonte: Polfer, multa di un milione di Lire ciascuno per aver attraversato i binari. Firmata, mai arrivata.

Capita che per rinominare "Nuova cartella" in "Nutella", ti accorgi che basta togliere "ova car".

Capita che l'accattonaggio con i classici pets sia superato, ora usano cocorite e canarini. Sabato scorso ne ho incontrati tre in dieci minuti, un nero e due napoletani. Così il mio razzismo è entrato in fibrillazione: fuori dalle gabbie i volatili, dentro chi gestisce questa merda di racket (in nome di Dio, qualcuno faccia qualcosa).

Capita che a morire per ultimo sia sempre tu.

DOC

venerdì 20 marzo 2015

Grazie dei fiori


Primavera, un anno fa questo blog si evolveva a "Cervo", aspirante gabbiano. Grazie a chi è passato da queste parti, in particolare alle affettuosissime follower che mi seguono da tempo. L'evoluzione continua: se un giorno dovessi spiegare le ali sui mari (da solcare), sarà anche merito vostro. A tutte e tutti voi,

Buona Primavera!

DOC


Ripresa in time-lapse: 5.000 scatti fotografici, by David de los Santos.

martedì 17 marzo 2015

Faccia finta che è già Primavera

Foto: Ahmad Faizal Yahya - https://www.flickr.com/photos/afaizal

Per ritrovarsi perfetti, ormai non si aspetta più la bella stagione: i ritocchi estetici di alcune star, benchè talmente impercettibili che solo qualche anima maligna e invidiosa poteva notare, quest'anno sono arrivati in largo anticipo sulla Primavera.

Uma Thurman, attrice (Pulp fiction, Kill Bill 1-2, Un marito di troppo...)

Come dimostrano queste immagini, è evidente che si tratta solo di lievi variazioni di make-up. Eppure c'è qualche malizioso che grida addirittura all'uso del Botox, la famigerata tossina che si inietta per modellare gli inestetismi. Ma pensa te!

Diego Maradona, allenatore di calcio (ex calciatore)

Personalmente non ho nulla da obiettare; mi chiedo solo se abbiano previsto eventuali crisi d'identità collaterali, nonchè la reazione dello yorkshire al rientro a casa, che anzichè fargli le feste potrebbe sfoderare le zanne.

Renée Zellweger, attrice (Jerry Maguire, Il diario di Bridget Jones, Miss Potter...)

E comunque anch'io sto pensando di rifarmi. Devo solo trovare una ditta di calcestruzzi a buon prezzo...


DOC

sabato 14 marzo 2015

Cosa abbiamo in comune?


Cosa condividiamo noi esseri umani con gli animali qui raffigurati? Casualmente ho scoperto uno studio scientifico piuttosto curioso, che vado brevemente ad illustrarvi. Non so voi, ma io dello "specchio di Gallup" non avevo mai sentito parlare, e anche in rete la considerazione a riguardo mi pare un tantino esigua, al punto che ho deciso di contribuire con un post ad hoc.


Gordon Gallup è uno psicologo americano nato nel 1941, impegnato nel campo della biopsicologia all'Università di Albany, New York (QUI il suo profilo). Particolare attenzione gli è stata rivolta dalla comunità scientifica riguardo ad una sua ricerca pubblicata inizialmente nel 1970 e tuttora in sviluppo e discussione, nota come il "test dello specchio". Ispirato dagli studi di Darwin, l'esperimento di Gallup ha dimostrato come solo alcuni animali, posti davanti alla propria immagine riflessa, reagiscano con atteggiamenti di auto-riconoscimento, ovvero consapevolezza di sè.
Sull'uomo, questa capacità si sviluppa intorno ai 18 mesi d'età, in quello che gli psicoanalisti hanno battezzato appunto "stadio dello specchio". Nei primi mesi di vita, infatti, i bambini socializzano con la propria immagine riflessa come se fosse un "compagno di giochi", a tutti gli effetti un estraneo.
Per quanto concerne gli animali, non stupisce tanto che l'auto-riconoscimento si verifichi nei primati antropoidi (bonobo, scimpanzè, orangutan, gorilla), in quanto siamo abituati a considerarli in qualche modo i nostri "parenti" più stretti nel processo evolutivo. Ciò che fa più riflettere è che, insieme a noi e a loro, hanno superato il test specie estremamente diverse, biologicamente parlando. Precisamente, l'auto-riconoscimento si verifica anche nelle gazze, negli elefanti, nei tursiopi (o "delfini dal naso a bottiglia") e nelle orche. In tutte le altre specie il test è fallito, designandoci così "compagni" di questa insolita comitiva.


DOC


Di scimpanzè parlo anche QUI, di elefanti QUI.

domenica 8 marzo 2015

Woman. Well well :-*


«La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne... solo adorate»
Oscar Wilde


«Donna, so che tu comprendi il bambino che è nell’uomo. Ti prego, ricordati che la mia vita è nelle tue mani, e donna, tienimi stretto al tuo cuore. Anche se siamo distanti, non separiamoci. Dopotutto è scritto nelle stelle»
John Lennon (Woman)


«Tutto nella donna è un enigma, ma tutto nella donna ha una soluzione: questa si chiama gravidanza»
Friedrich Nietzsche


«Donna sei luce, donna sei cenere, donna sei ansia, donna sei danza e a volte nuvola sei...»
Angelo Branduardi (Donna ti voglio cantare)


«Niente per una donna è più simile al paradiso di un figlio che le farà sognare l'amore per sempre...»
Alda Merini


«L'intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo»
Rudyard Kipling


«Per coraggio di abnegazione la donna è sempre superiore all'uomo, così come credo che l'uomo lo sia rispetto alla donna per coraggio nelle azioni brutali»
Mahatma Gandhi


Auguri a tutte le donne!
DOC

Sculture di Philippe Faraut: https://philippefaraut.com