venerdì 16 gennaio 2015

Georges Wolinski, uomo di mondo

Georges Wolinski. Nato in Tunisia da genitori ebrei, padre (Siegfried Wolinski) polacco e madre (Lola Bembaron) di origine italiana, perse il padre all'età di due anni, assassinato nel 1936. La madre fu ricoverata in un sanatorio per tubercolosi e lui fu cresciuto dai nonni. Al seguito della madre si trasferì in Francia, a Briancon, nel 1945, poco dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1952 si trasferisce con la famiglia a Parigi dove studia prima al liceo Marcellin Berthelot e poi architettura.
Wolinski esordì come disegnatore per la rivista Hara-Kiri; seguirono quindi Action, Paris-Presse, Hara-Kiri Hebdo, Charlie Hebdo, L'Humanité, e infine Paris-Match. (...) È stato ucciso il 7 gennaio 2015 all'età di 80 anni in un attacco terroristico alla sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo, compiuto da estremisti islamici. [Wikipedia]


Corriere della sera (15/01/2015) - «Ce l’ho veramente con te, Charb  ha scritto Delfeil de Ton, uno dei padri fondatori del settimanale satirico, in una sorta di lettera al direttore e disegnatore assassinato . Che bisogno c’era di trascinare tutti in questa escalation?». L’accusa, pesante, è di aver portato alla morte la sua redazione. Delfeil de Ton riconosce Charb ancora come «il mio capo», dalle colonne del Nouvel Obs’, di cui è opinionista dal 1975. Ne parla come «un ragazzo brillante», ma «un testardo». Ricorda la sua disapprovazione quando Charb, Stéphane Charbonnier, 47 anni, pubblicò il famoso numero con la testata modificata da Charlie Hebdo a Charia Hebdo (con un gioco di parole sulla Sharia) e «Maometto direttore» in un circoletto sulla copertina. Quel numero costò l’incendio dei locali della redazione, con una molotov, ma per fortuna nessuna vittima. «Charb non avrebbe dovuto rifarlo e invece lo ha rifatto nel settembre del 2012». Ma, quel che è più doloroso, Delfeil de Ton testimonia nel suo articolo che Wolinski, il celebre caricaturista ucciso a 80 anni con il resto dei collaboratori, non condivideva la pervicacia di Charb e glielo avrebbe confidato: «Credo che siamo degli incoscienti e degli imbecilli, che corriamo un rischio inutile. Tutto qui – gli avrebbe detto Wolinski un giorno . Ci si crede invulnerabili. Per anni, decine di anni, si fa provocazione e poi un giorno la provocazione si ritorce contro di noi. Non bisognava farlo».

Wolinski per Croce Rossa Italiana
Da "Penso solo a quello", Wolinski, Glénat 1987
Wolinski, cartolina illustrata
«Mamma, cos'è una donna libera?» «Leggi questo libro!» - Wolinski per "Les Droits de la femme et de l'homme"
Wolinski nel ricordo di Milo Manara

DOC

5 commenti:

Santa S ha detto...

Ti ho letto con molto interesse, lo faccio sempre, ma questi sono i "soliti giorni particolari" (per tanti fino a domani, quando si volta pagina). Conosco poco la rivista, nel 2012 per i fatti di cronaca e alcune vignette nel passato, alcune cose mi piacevano, altre no. Com'è normale d'altronde. Siamo liberi di leggere, di stare, di andare, di condividere, criticare e più e più. Con te ho conosciuto quel più che mi mancava, la parte più umana, quella per cui ho provato un profondo dispiacere. Condivido con te un post di Slec che ho letto poco fa e il suo rimando al blog Borotalc.

http://stanlec.blogspot.it/2015/01/je-suis-charlie-coulibaly.html

Soprattutto questa frase: QUESTO SITO NUOCE GRAVEMENTE ALLA TRANQUILLITA` MENTALE E PUO` ESSERE CONSIDERATO BLASFEMO SIA DAGLI ADERENTI A QUALUNQUE RELIGIONE SIA DAGLI ATEI STESSI.
SEI SICURO DI VOLER ENTRARE?

Basta così poco caro Doc.

Silvia Pareschi ha detto...

Oh, che bella la vignetta di Manara :-(

mari da solcare ha detto...

Grazie per questo ricordo di Georges Wolinski, che brilla per la sua straordinaria semplicità. E grazie per le vignette speciali. Un abbraccio.

DOC ha detto...

@Santa - Non basta dotarci di smartphone per progredire: la vera crescita, quella su cui - a quanto pare - c'è ancora tantissimo da lavorare, è (dovrebbe essere) umana e spirituale, a partire da una convivenza sostenibile e autentica, che non si limiti al numero di "amici" su Facebook. Grazie per la condivisione, ora vengo a leggerti.

@Silvia - Cuore e talento... Ciao, buona serata.

@Maruzza - Grazie a te, per il modo speciale con cui sottolinei i miei post. Ri-abbraccio.

Monica Auriemma ha detto...

Questa vicenda dai contorni complicatissimi... così difficile da sopportare, da commentare... musulmani invasati che usano il fucile contro chi scrive (e non c'è davvero proporzione) e musulmani che muoiono nel difendere le vittime, la libertà di stampa e di satira... mi ricordo che il giullare nel medioevo era libero di maltrattare anche il re... quel confine tra libertà di espressione e offesa, così labile e così difficile da tracciare... il principio da difendere e il buon senso da mantenere... l'evento che scatena atti di razzismo, chi sono i moderati in tutti i campi e chi sono gli integralisti...troppi pensieri, molto dolore. Grazie per questo post, un altro tassello che non conoscevo.