domenica 14 dicembre 2014

Brevetti imperfetti #3: bugiardino & Co.

Benvenuti nel magico mondo della farmacia, dove ogni logica è perduta: qui non si sana nè si dipana, a tutti i clienti una dose di stress omaggio, ai pensionati due. Al signor Rossi è andata bene: solo una, perché a 74 anni la pensione è ancora lontana. Esce, si chiude la porta alle spalle, il muro di aria condizionata gli scivola sulle vertebre e lo congeda con un calcio in culo. Arriva a casa, posa sul tavolo il sacchetto, che miniature di scimpanzè adorano come il monolito di "2001: Odissea nello spazio". Quell'oggetto e il suo contenuto sfidano le leggi dell'universo, e il signor Rossi se ne accorgerà presto. Estrarre dalla minuscola borsina di plastica le enormi scatole di compresse che vi sono compresse, è solo la prima delle prove che lo attendono. Lo scontrino si lacera insieme al sacchetto: non potrà detrarlo dalle tasse. Afferra una scatola, la apre, vorrebbe raggiungere una pastiglia prima che il dolore gli annebbi del tutto i sensi, ma la strada è ancora lunga, tortuosa e ostruita dal foglietto di avvertenze e modalità d'uso. Riesce a sfilarlo e lo posa da un lato, dove questo silenziosamente si stiracchia, lievita, si evolve in un origami impossibile da ripiegare. Poi pizzica uno dei blister che blinda le pastiglie, ma da solo non viene via: un misterioso magnetismo fa sì che in uscita questi si attraggono, e al rientro si respingono. Ora è tutto sparpagliato sul tavolo, come nel mosaico composto da Bob Geldof in "The Wall". Gli 80 grammi di plastica e alluminio sciupano la pesante lama di un grosso paio di forbici, ma alla fine il blister cede. Sul taglio, la pillola schizza via in uno slalom tra oggetti complici e manate a vuoto; giunta a bordo tavolo traccia un semicerchio, fa una pernacchia e si corica.
«Non più di metà», si era raccomandato il dottore. Così il signor Rossi prende un coltello, blocca la pastiglia in una morsa di polpastrelli, e comincia a segarla. Ma lei urla, si sfarina. Piano "B". Una mano fissa il coltello sul diametro (4 mm.), l'altra copre tutto per evitare ulteriori spargimenti; segue un colpo secco degno di Dragon Ball: CROCK! Ed è... fatta? Macché, disfatta. Sbriciolata. Gran parte riempie le linee della mano, quella della vita in particolare. Lui non si perde d'animo, da settantaquattro anni accetta sfide dalla quotidianità, e prima o poi dovrà pur vincere. Raccoglie pazientemente la polvere in un angolino, e aiutandosi con la tessera sanitaria la separa in due dosi, come ha visto fare all'amico di suo nipote. Poi però non se la sente di tirarla su col naso, così prende mezzo bicchiere d'acqua e si appresta leccarla direttamente dal tavolo.
Intanto il dolore si è attenuato da sè, e per giunta gli è venuta fame. A proposito: andava presa a stomaco vuoto o dopo cena? Meglio controllare sul foglietto, il cosiddetto "bugiardino" (un nome, una garanzia). Ventiquattro pieghe da stendere in piano, destinate a non combaciare mai più, un po' come le mappe turistiche. «Diamine, ma qui non si legge niente!» Il signor Rossi inforca gli occhiali, quelli che l'oculista gli prescrisse per la lettura anche se ci vede perfettamente. Avvicina, poi riallontana, regola la messa a fuoco inclinando le lenti sul naso, niente da fare. L'unica scritta stampata a caratteri leggibili, persino cubitali, ma del tutto inservibile, è il nome del medicinale: "Total Plus Complex".



DOC


Da Wikipedia: «L'etimologia del termine bugiardino è piuttosto oscura. L'Accademia della Crusca porta come ipotesi il fatto che in Toscana, in particolare nella zona di Siena, si indicava in passato, con il termine bugiardo, la locandina dei quotidiani esposta fuori dalle edicole. Da qui, riducendo le dimensioni del foglio, si sarebbe chiamato bugiardino il foglietto illustrativo dei medicinali». E quindi mi chiedo: se già la locandina dei quotidiani esposta fuori dalle edicole è soprannominata "civetta", non sarebbe stato più carino (e meno ambiguo) chiamarlo "civettuola" anzichè "bugiardino"?

In questa serie:
Brevetti imperfetti #3: bugiardino & Co.

5 commenti:

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Ahahah, "civettuola"!! Il post scriptum mi ha fatta sbellicare. Complimenti! Ora non guarderò più i bugiardini con gli stessi occhi...

Santa S ha detto...

Mi sono dedicata alla esilarante lettura dei brevetti imperfetti un, due e tre. Mi è dispiaciuto vedermi sbattuta in prima pagina aahahahah. Scherzi a parte la lotta col blister è un classico, una volta liberata la cp vive di vita propria, come il genio della lampada, devi stare attento a prenderla per il verso giusto! Dopo un'estenuante domenica i tuoi post mi hanno risollevata. Come diceva qualcuno:l'ironia e l'intelligenza sono sorelle. Qui ho incontrato la vera fratellanza :)

Pippicalzelunghe ha detto...

Curucù, ciao mitico !!!
Di tanto in tanto vado in vacanza malattia...questo argomento mi colpisce molto dato che purtroppo sono dipendente farmacologica e dipendente sanitaria.
Oltre che il danno e la beffa, il bugiardino di dice peste e corna del farmaco ma disinvolto elogia le proprietà miracolose del prodotto...
personalmente preferisco smettere, non leggo microscopiche istruzioni per l'uso ma, mi fido, seguo ciecamente i consigli dei medici che mi seguono come paziente impaziente...
Sincerissimi salutissimi !!!

DOC ha detto...

@Vele - Comunque li guarderai non si lasceranno leggere... :) Ciao, grazie e buona Domenica.

@Santa - Tutti i miei brevetti imperfetti in una volta? Spero di non aver ristretto troppo i tuoi orizzonti... Dovrei mettere un bugiardino che avverta su possibili effetti collaterali =) Ciao Santa, grazie.

@Pippi - Bentornata, mitica! Ecco Pippi: una a cui l'ironia di certo non manca... Cosmosalutissimi e buona Domenica!

mari da solcare ha detto...

Caro DOC, questo è un post che io non avrei mai scritto, perchè, anche se mi accorgo di tante cose materiali fatte male dico sempre, tra me e me: pazienza, non fa niente, ci sono cose peggiori. E invece sbaglio: dovremmo cercare di migliorare tutto, anche i bugiardini ... Buona settimana natalizia. Un abbraccio.