sabato 13 luglio 2013

Genesi della camicia stinta


«Il trapano senza fili no, altrimenti mi buca tutta la capanna... Il portafoglie nemmeno: già fatto il secolo scorso... Di Apple iPhone neanche a parlarne, le mele meglio lasciarle dove stanno...».

All'alba del 650° compleanno di Adamo*, la sua dolce metà, reduce da una notte parzialmente insonne, continuava a chiedersi cosa avesse potuto donargli per farlo felice in quel giorno così speciale. Seduta su uno scoglio ad ammirare il sol levante, Eva continuava nelle sue congetture senza darsi pace.

«Uffa... Nei secoli scorsi gli ho già regalato praticamente di tutto! Ma proprio a me doveva toccare il primo uomo sulla terra? Possiede letteralmente ogni cosa, ciò che vuole prende, non ha mica bisogno di chiedere, lui. Ma se non glielo faccio io, un regalo, chi glielo fa? Non ha amici, mi sta tutto il giorno sul divano, a guardare quegli squallidi reality-show su Sky. Ed io con lui, per sopperire alla noia mortale di questo benedetto Eden. Sempre io e lui, lui ed io... Che noia, che barba! Barba... Un rasoio elettrico? Naaa, da quando ha visto quel film, per radersi usa solo il suo coltello da Rambo, e guai a contraddirlo. Gli piace giocare a fare il duro, ma dovrà pure rendersi conto che non ha più l'età, per certe cose. Nè lui nè io... Oddio, che immagine di noi, lasceremo all'umanità? Due vecchi su un divano, io col mio pigiamone fucsia e lui con la sua foglia di fico. A proposito, sarà bene che lo copra un po' di più, in futuro, altrimenti mi toccherà curarlo... Ma già, che scema! Ecco cosa potrei regalargli! Un completo nuovo di zecca! Qualcosa da abbinare alla sua giacca in pelle di serpente. Uhm, non sarà facile scegliere dei colori adeguati... Ma bisogna che mi sbrighi: tra poco si sveglia, e mi spiacerebbe fargli gli auguri a mani vuote».

Giunta a tale soluzione, Eva cominciò a guardarsi attorno, sperando di riuscire a cogliere nella natura una buona ispirazione per i colori adatti con cui vestire il suo uomo. Volse lo sguardo agli alberi, ma quel verdone non era proprio da considerare. Il nero dei merli era troppo funebre, il giallo dei tulipani troppo sgargiante, il rosso delle mele troppo peccaminoso... Esaurita tutta la tavolozza a disposizione, i suoi occhi un po' delusi tornarono distrattamente ad osservare l'orizzonte.

«Il Cielo... la Terra... e Adamo: ci sono! Il celestino di quest'alba andrà benissimo per la camicia, mentre per il pantalone un beige molto chiaro riprenderà le tonalità della sabbia, della terra. Se il Signore, lassù, ha scelto questo abbinamento, assecondando i suoi gusti non sbaglierò di certo».

Il ragionamento di Eva non faceva una piega, e nemmeno gli abiti addosso ad Adamo: gli calzarono alla perfezione. Tuttavia, mirandosi allo specchio, l'uomo le confessò: «Tesoro mio, la camicia è davvero elegante, e anche il pantalone, malgrado non sia abituato ad indossarne, trovo che mi stia molto bene. L'unica cosa che non capisco sono i colori. Non erano già abbastanza deprimenti l'imbiancarsi dei miei capelli e lo sbiadire della mia carnagione? Che bisogno c'era di evidenziare l'età avanzata con queste tonalità così sfuggenti, eteree, quasi a volermi collocare più di là che di qua?»

Apriti cielo! Nel vero senso della parola: Eva non ebbe neanche il tempo di ribattere a quelle considerazioni, che si aprì uno squarcio di luce abbagliante nel sereno. Da cui, ad un volume impossibile da ignorare e con un inconfondibile tono di rimprovero, si diffusero queste parole: «Ahi ahi ahi, mio caro Adamo: ci risiamo! Quante volte dovrò dirtelo, che a caval donato non si guarda in bocca? Ma tu, testardo di un uomo, questa lezione non vuoi proprio impararla! Continui a sputare nel piatto che ti viene offerto... E mi costringi ancora una volta a bacchettarti, con tanto di conseguenze per il futuro dei tuoi simili. A causa tua, da oggi e per sempre, tutti gli uomini della cosiddetta terza età indosseranno camicie celestine e pantaloni beige, o di tonalità poco differenti. Così è deciso, l'udienza è tolta! E speriamo che con questo peso sulla coscienza ti passi la voglia di far tanto lo schizzinoso. Tanti saluti, e ossequi alla signora».

Eva andò a sedersi sul divano, in silenzio e ad occhi bassi. Adamo, sbollita la rabbia, la seguì poco dopo. Sullo schermo della Tv, un riflesso tra il fucsia e l'azzurrino si confondeva con la scritta "The End". 

DOC


(*) - Secondo il libro della Genesi, Adamo visse fino a 930 anni. Come sospettavo, l'allungamento della vita media di cui si parla ai giorni nostri è solo una scusa per gonfiarci la soglia dell'età pensionabile...

4 commenti:

Mari da solcare ha detto...

Clap, clap, clap, dr.DOC! Volevo dire SuperPeter o Mr.Riccardook ...
Bravo. Scrivi bene, qualunque sia lo pseudonimo con cui firmi il tuo blog. Mi hai regalato un sorriso, in questo solitario sabato sera di luglio. Non è poco! Buona serata.

DOC ha detto...

@Maruzza - Grazie a te per quel bel sorriso! Buona Domenica, un abbraccione.

DOC ha detto...

@Maruzza - Grazie a te per quel bel sorriso! Buona Domenica, un abbraccione.

DOC ha detto...

@Maruzza - (Se non si fosse capito ho il mouse che a volte mi clicca due volte... :)