domenica 16 dicembre 2012

Doctor Peter racconta / 6° episodio:
La gratitudine di mamma gattona

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.

- Silvio! Scendi subito da lì!
Il bimbo si era arrampicato pericolosamente su un alto traliccio, approfittando di un attimo di distrazione della madre. Fortunatamente per entrambi, lei lo aveva ben educato all'obbedienza, così le diede subito ascolto, rinunciando con rammarico alla sua impresa.
- Va bene mamma. Ma resta sotto, che ho paura di cadere. - Così dicendo, Silvio scese lentamente.
- Ma si può sapere che ti ha preso? - Disse la madre, severa e preoccupata.
- Guarda - disse il bimbo, indicando la cima del traliccio. Lassù un grosso gatto tigrato allungava il collo verso di loro.
- Diamine, e quello come ci è finito lassù? - Si chiese la madre.
- Non sa scendere, mamma. Ha paura. Bisogna fare qualcosa.
Nel frattempo alcuni curiosi si erano avvicinati, e discutevano indicando il micio impaurito. Il bambino aveva ragione, tanto più che stava cominciando a piovere, e dalle condizioni del cielo c'era da aspettarsi un temporale coi fiocchi.
Quando la madre, assillata dall'insistenza di Silvio, decise di telefonare ai Vigili del Fuoco, la pioggia veniva giù fitta e impietosa, accompagnata da un ritmo incalzante di lampi e tuoni, e l'acqua si gonfiava sul ciglio della strada ormai deserta.
Ai piedi della struttura, madre e figlio attendevano al riparo di una cabina telefonica le sorti del povero gatto, che si intravedeva a malapena. I suoi miagolii si perdevano nel frastuono della burrasca.
All'improvviso, la peggiore cosa che potesse capitare in una situazione simile, accadde. Il fascio di luce di un fulmine si scagliò violento proprio sulla punta del traliccio, investendo il gatto e compromettendo il suo già precario equilibrio.
Silvio si precipitò fuori dalla cabina, la madre gli urlò dietro qualcosa... Un istante dopo, il fradicio corpicino dello sventurato era tra le sue braccia. Tornato al riparo, la madre avvolse il micio in un caldo scialle. Sembrava senza vita, ma come poterono constatare pochi minuti dopo, grazie a Dio non lo era.
Nel frattempo erano arrivati i pompieri, li invitarono a salire sull'autocarro e li accompagnarono al più vicino veterinario. La dottoressa, dopo una breve visita, rassicurò Silvio: la gatta (si scoprì che era femmina) accusava solo un po' di stordimento, ma stava benone. E in più era incinta.
L'ira di quel nefasto temporale si era finalmente placata, così uscirono dal laboratorio e si avviarono verso casa portando con loro Saetta (è il nome che le avevano dato), che ora faceva le fusa.

Sei mesi dopo.

- Silvio, per favore, vammi a prendere un sacco di patate in cantina.
- Va bene mamma.
Lei preparava il pranzo, sotto lo sguardo attento di Saetta e dei tre graziosi cuccioli che aveva dato alla luce, quando una serie di tonfi la mise in allarme.
- Silvio, che combini? Tutto bene? - urlò verso la cantina. Quindi si asciugò le mani e andò a vedere cosa era successo. La sua preoccupazione si trasformò tragicamente in panico, quando vide il corpo del figlio disteso e immobile in fondo alla scala.
- Silvio. Rispondimi. Qui c'è la tua mamma - disse al figliolo, scuotendolo lievemente. Gli mise poi una mano sul cuore per sentirne il battito, e accostò l'orecchio alle sue labbra per recepirne il respiro. Nè battiti, nè respiri. La madre scoppiò in lacrime, e corse a telefonare al Pronto Soccorso.
Mentre lei componeva il numero, i tre cuccioli scesero i gradini della scala. Una volta raggiunto il corpo di Silvio, uno cominciò a leccargli la mano destra, un altro la sinistra, mentre il terzo, montatogli sul petto, lo fissava in volto: un grottesco quadretto che rendeva la scena di quel dramma ancora più grave.
- L'indirizzo ve l'ho dato, che altro devo aspettare? - La madre, in preda alla disperazione, sollecitava con difficoltà l'intervento dei medici.
- Mamma... sono caduto... - disse improvvisamente Silvio dietro di lei, stropicciandosi gli occhi.
La madre si voltò con un sobbalzo. - Silvio! Grazie al Cielo... Stai bene? - gli chiese, riponendo la cornetta del telefono per accoglierlo in un abbraccio insperato.
- Sì - le rispose - ho battuto la testa e devo essere svenuto...

Nella cucina, i tre gattini dormivano addossati a Saetta, che li leccava affettuosa. Il fulmine che aveva colpito la gatta, per qualche inspiegabile fenomeno, l'aveva dotata di una misteriosa energia; lei aveva trasmesso quel miracoloso potere ai suoi cuccioli, che in quell'occasione poterono ricambiare, sotto l'influsso della madre, il nobile gesto che Silvio aveva compiuto salvandole la vita.


6 commenti:

Maridasaro ha detto...

Scrivi in modo gradevole e scorrevole. I miei figli, quand'erano piccolini, volevano raccontata, ogni sera, una storia a lieto fine. Adesso loro sono grandi. In compenso, le tue storie a lieto fine cullano me!
Ti segnalo il sito:
http://www.scripta-volant.org/forum/viewforum.php?f=52
Ogni due mesi (circa) organizza selezioni di racconti brevi. Io ho partecipato con un paio di scritti. Se vuoi, dai un'occhiata... Magari potresti partecipare anche tu.

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

Lieto di allietarti, Maria. Grazie mille per la segnalazione del sito, approfondirò e ti farò sapere. Ciao ciao.

Vele Ivy ha detto...

Tutti i gatti hanno un potere terapeutico, ma i cuccioli di Saetta in particolare! Che bella storia, mi sembra di vederli...

curlydevil ha detto...

Quei mici si erano sdebitati alla grande, mi sa che sto invecchiando perché mi commuovo troppo alle tue storie :-)

Pippicalzelunghe ha detto...

Uffa Doc!!!I tuoi raccontinelli sono così belli che mi fanno venire la carie talmente sono dolci...grazie a te sono spunto di racconto per le mie piccole amiche...adesso dobbiamo trovare un nome ai tre micetti,non sarà per niente facile.(ps vedi il tuo 5 episodio il seguito della mia storia)...ciao grande!!!

DOC ha detto...

@Vele - "Mi sembra di vederli..." è il migliore commento che potessi desiderare. Hai "scardinato" la costruzione dei miei racconti, che - al contrario di quanto accade per i film - nascono da scene immaginate, e successivamente tradotte in parole. Ciao, grazie mille.

@Curlydevil - Le lacrimucce rivelano grandi cuori. Buona serata.

@Pippi - Sono certo che troverai tre nomi bellissimi per i tuoi mici. Ciao carissima.