domenica 28 ottobre 2012

Doctor Peter racconta / 2° episodio: Undici anni

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.


«Mamma, guarda che carini». La piccola Francesca, 11 anni, era in gita in barca con i genitori, in quel tiepido e sereno pomeriggio di Ottobre. Giocando con una retina da pesca era riuscita a tirare su una bella stella marina, purtroppo senza vita, che galleggiava trasportando su di sè un piccolo granchio allo stremo delle sue forze. «Che belli. Versali nella vaschetta, così quando torniamo a casa li mettiamo nell'acquario». La sera seguente il granchio, in compagnia di coloratissimi pesci, osservava attraverso le pareti della sua nuova casa quella buffa bambina che gli aveva salvato la vita.
«Toc toc!» La madre entrò nella stanza, le diede la buonanotte, spense la luce e chiuse la porta. Buio e silenzio per alcuni minuti, poi improvvisamente l'abat-jour sul comodino si riaccese. Si era seduta a scribacchiare sul suo diario; ogni tanto si soffermava a pensare, poi riprendeva. Infine lo chiuse e lo infilò sotto il materasso, quindi si sdraiò nuovamente, ma non si sarebbe messa a dormire. Allungò un braccio dall'altro lato del letto, e da uno scatolone sotto di sè estrasse un grande libro molto antico. Spense la luce, accese una candela bianca al profumo di rose e con la piccola chiave che adornava il suo braccialetto tolse il lucchetto che proteggeva il libro dagli sguardi indiscreti.
Lo aprì aiutandosi con la fascetta in nappa dorata che teneva il segno, e cominciò a leggere a bassa voce. Le parole incomprensibili e gli astrusi ritornelli che pronunciava componevano una cantilena che avrebbe dato vita ad una sorta di incantesimo dagli effetti sorprendenti: a poco a poco l'esile figura della bambina cominciò a farsi sempre più evanescente, fino a diventare a malapena percettibile e quindi a svanire del tutto. Almeno questo è ciò che videro gli abitanti dell'acquario. Dal punto di vista della ragazzina, lei era rimasta sempre lì, mentre un prato azzurro e un cielo verde scuro con le stelle viola le si erano gradualmente delineati attorno sostituendosi alle pareti della sua cameretta.
Seduta davanti a lei un'altra bambina, più o meno della stessa età, reggeva anche lei un antico libro tra le braccia. Si sorrisero come due amiche di vecchia data, si presero per mano e s'incamminarono lungo un sentiero che tagliava a metà quel paesaggio così bislacco. Ogni tanto incrociavano altri bambini, ciascuno con il proprio libro, che andavano spensierati nella stessa direzione.
Il sentiero proseguiva attraverso una brulla radura; un pallido sole rosa si era appena affacciato all'orizzonte, quando Francesca propose all'amica di fare una sosta per riposare le gambe e concedersi una buona colazione. Un segnale indicava una stazione di servizio, poco più avanti, che cascava a fagiolo. «Speriamo che sia aperta». Bussarono alla porta del botteghino e poco dopo un uomo di mezz'età, con l'espressione assonnata e la barba incolta, aprì. Non fecero in tempo a proferire parola che un improvviso lampo accecante le interruppe.
«Ma lo sai che ore sono? Metti via quel libro e torna subito a dormire, che domani è giorno di scuola». Nel momento stesso in cui la madre aveva acceso la luce, Francesca era rientrata in sè. Ripose il libro, diede un giro di carica alla sveglia, spense la candela e si infilò sotto la coperta.
Era stanca e un po' delusa dalla brusca interruzione di quella curiosa avventura, ma pur sempre orgogliosa del segreto che custodiva. Prima di abbandonarsi al sonno, col volto sereno rivolse un pensiero alla sua amica: «Stai tranquilla, ci vediamo domani notte».

8 commenti:

Charmless Man ha detto...

Racconto letto tutto in un fiato. E' inutile dire quanto tu sia bravo a scrivere. Mi mancava il tuo blog e i tuoi racconti. Settembre è iniziato nel migliore dei modi.Hook grazie per i commenti acidi! :P
Doc un abbraccio a te! e grazie sempre per la pazienza che hai nel leggermi. ;)

Maridasaro ha detto...

Coinvolgente. Scritto in modo gradevolissimo. Mi permetto solo una notazione (pignola ed esagerata, lo so, ma espressa con l'intento di chi ti segue con attenzione affettuosa): eviterei le frasi, a mio sommesso avviso un pò logore: "come due amiche di vecchia data" "non fecero in tempo a proferire parole".
Ciao!

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

Buon Settembre all'amico Charmless. Maria, grazie per i complimenti e per i tuoi consigli (che stavolta però ignorerò: quelle frasi che tu indichi come logore mi hanno aiutato a rendere più scorrevole la scrittura, e penso che abbiano lo stesso effetto sul lettore). Un abbraccio.

Mari da solcare ha detto...

Ma guarda guarda che saccente, la sottoscritta: si permetteva di fare la maestrina con la penna rossa, in questo caso proprio fuori luogo! Ricambio l'abbraccio.

DOC ha detto...

@Maruzza - Le tue critiche sono sempre ben accette, carissima: non posso che onorarmene. Ciao.

Vele Ivy ha detto...

Troppo tenera Francesca,mi sono immedesimata all'istante! Spero che possa tornare presto dalla sua amica nel mondo bislacco,che mi immagino un po' come un quadro di Chagall.

curlydevil ha detto...

naturalmente faccio il tifo per Francesca, per la sua amica, per tutti i bambini che si ritrovano nel mondo incantato grazie alla magia di un libro.
E' bello ritagliarsi momenti di soave evasione anche da adulti, e i tuoi racconti aiutano molto in questo senso. Grazie di scrivere :-)

DOC ha detto...

@Vele - Prima o poi Francesca tornerà su queste pagine, glielo avevo promesso... Ciao, grazie.

@Curlydevil - Grazie a te che mi leggi, cara. Buona serata.