lunedì 18 giugno 2012

Doctor Peter racconta / 15° episodio:
Il passero temerario

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.

"Sparrow man", dipinto di Michelle Dawson

- Ciao!
- ...Ho detto: «Ciao!»
- Ma chi diavolo...
- Qui, in alto.
- Un... passerotto? Ecco, lo sapevo. Troppo sole, comincio ad avere le traveggole. Sento parlare persino i passeri, adesso.
- Ti capisco. In effetti non mi era mai capitato che un essere umano comprendesse il mio cinguettìo... Ma forse è solo la voce della tua coscienza, a tradurlo. Comunque piacere: io sono Dario, il passero temerario, figlio del passero socialitario.
- Ma non mi dire! Io mi ero fermato al "passero solitario"... Devo aver perso qualche lezione... Ah! Ah!
- Più rispetto, prego. Quello era il mio bisnonno, la buonanima: è a lui che Giacomo Leopardi si ispirò nel comporre la celebre poesia.
- Ah, beh. Non pretenderai mica delle scuse, adesso?! Già è un'assurdità che io stia qui a parlare con te, ci manca pure che un uomo, con tanto di fucile da caccia, sia tenuto a scusarsi con un passerotto...
- Ne fai un discorso di razza? Credi davvero che gli umani siano legittimati a considerarsi superiori alle altre forme animali, nello specifico i volatili?
- Ovvio, ne sono più che convinto. Non mi dirai che i passeri sono in grado di raggiungere la Luna, o di spingersi oltre.
- Sinceramente mi sfugge il motivo per cui dovremmo farlo... Non ci sono alberi su cui nidificare, laggiù.
- E le nostre costruzioni sulla Terra? Sai che il grattacielo più alto del mondo misura oltre 800 metri? E in futuro ce ne saranno anche di più alti.
- Il nido in cui sono nato era più piccolo di un pallone da calcio, ma era comodissimo, dentro ci stavamo in otto, ed ha resistito persino a un  forte terremoto. Lo costruì mio padre, tutto da solo, e naturalmente senza mani... Mi chiedo se tutta questa voglia di altezza non sia da ricondurre alla vostra impossibilità di spiccare il volo, a cui cercate di sopperire facendo castelli di sabbia con torri sempre più alte. Che comunque non arriveranno mai a 11.000 metri, ovvero la quota di un grifone di Ruppel in volo.
- Grrr! E' vero, non abbiamo le ali, ma abbiamo buone gambe. Lo sai che siamo in grado di superare i 40 km/h di velocità, in corsa?
- Ehm... Senza scomodare i cugini falchi pellegrini, capaci di raggiungere i 350 km/h, ti dirò che anch'io non me la cavo male. Chiaramente senza bisogno di "piste": in aria non ci sono molti ostacoli da dover scansare. E sul terreno lo struzzo corre due volte più veloce di voi.
- Uhm... Ma scommetto che nessuno di voi pennuti è bravo come me alla Playstation.
- Spiritoso! In questo ti cedo volentieri il primato. Ma rilancio col mio amico gufo: lui è in grado di ruotare la testa di 270° per vedere chi gli sta alle spalle... Non mi risulta che questo rientri nelle facoltà umane.
- Okay, passiamo alle cose serie. Che mi dici del nostro formidabile progresso tecnologico, dall'invenzione della ruota all'odierna nanotecnologia? Ti faccio un esempio. Se volessi andare a Hong Kong, mi sarebbe sufficiente digitare il nome della città sul cellulare, e in un batter d'occhio Google Maps mi traccerebbe con assoluta precisione il percorso, corredato da un'infinità di informazioni. E' ovvio che poi mi servirei dell'aereo, altra chicca supertecnologica "by homo sapiens", e in poche ore mi troverei davanti a un ottimo piatto di sushi originale.
- Di ruote ne avete fatte fin troppe: la qualità dell'aria la so valutare anch'io, sai? In famiglia non siamo mai stati grandi viaggiatori, e per dirla tutta il sushi non mi piace. Ma gli uccelli migratori, il "navigatore" ce l'hanno "di serie" dalla nascita: sanno orientarsi benissimo senza bisogno di alcuno strumento, in andata e ritorno, per distanze anche maggiori di quella da te ipotizzata. Proprio l'altro giorno la mia amica Sterna Paradisaea mi raccontava di aver viaggiato, solo in un anno, per ben 70.000 chilometri in totale. Inutile dirlo, senza inquinare. 
- Insomma, basta. Questa conversazione è già di per sè surreale. La verità è che, a differenza degli uccelli, gli umani hanno la ragione, e stai attento: non ti conviene farmela perdere. Ricorda che noi, quelli come te, li uccidiamo a distanza e ce li mangiamo.
- Cip! Ciricip! Cip cip cip! Cip! (Trad.: «Ecco, appunto! In questo sì, che siete davvero insuperabili. Addio!»)

4 commenti:

Mari da solcare ha detto...

Il racconto, limpido e scorrevole, offre vari spu(n)ti di riflessione, ecologici e antropologici insieme.
Se avessi voce in capitolo nell'editoria e/o nel mondo della divulgazione scolastica, utilizzerei i tuoi racconti a fini didattici. Insomma, la tua scrittura va bene per grandi e piccini! Azzeccata l'immagine. Complimenti.

Mari da solcare ha detto...

Lo sai, caro RiccarDoc, cosa mi ha detto mio figlio, tuo omonimo, che sta per laurearsi in ingegneria dell'energia? "Qualsiasi cosa io possa studiare nella mia materia, la natura lo ha fatto meglio e prima di noi ingegneri, milioni di anni fa e senza alcun dispendio energetico."
!!!

Vele Ivy ha detto...

Il passerotto dovrebbe esse la voce di ognuno di noi, ogni uomo/donna dovrebbe rendersi conto di essere solo una piccola parte della meraviglia della natura... senza contare che le altre specie non hanno la tendenza a distruggere l'ecosistema intorno a loro, e dovremmo imparare dai nostri fratelli animali, altroché.
Però la tua storia dice tutto questo con molta più grazia e poesia :-)
Bellissima e profonda come al solito!

DOC ha detto...

@Maruzza - 1) Se un giorno mi dovessi identificare completamente nel grazioso profilo da te tracciato, non mancherò di tentare pubblicazioni più serie. Grazie per le belle parole. 2) Questi Riccardi la sanno lunga... ;-) Tra l'altro mi fa piacere che "anche lui", a breve, si potrà fregiare del titolo di Doc (in realtà, nel suo caso, un pieno titolo). E comunque vedo che buon sangue non mente, relativamente alla sensibilità verso l'uomo e la natura. Un abbraccio a entrambi.

@Vele - Commento toccante... come al solito! Come incorniciarlo degnamente? Beh, potrei dire che sei la lettrice che tutti vorrebbero avere. Buona serata, carissima.