venerdì 20 aprile 2012

Spazio Moebius

Jean Giraud, in arte Moebius. La prima volta l'ho ricordato tra i miei big preferiti con l'iniziale "J"... La seconda ho voluto dargli un saluto nel giorno della sua recente scomparsa... Con la terza, ovvero questa, mi propongo di tracciare la sua figura di impareggiabile artista attraverso la biografia e alcune tra le sue tavole più belle.
Per la biografia mi sono affidato a Wikipedia, che bene la sintetizza, mentre le illustrazioni che seguono (e che volutamente invadono la barra laterale del blog), vi consiglio di "tastarle" con un acquisto in fumetteria (la mia preferita si trova a Bologna: Alessandro Distribuzioni, online all'indirizzo http://www.alessandrodistribuzioni.it). Bon voyage.


«Jean Giraud più noto con gli pseudonimi di Moebius e di Gir (Nogent-sur-Marne, 8 maggio 1938 – Parigi, 10 marzo 2012) è stato un fumettista francese. È considerato uno dei più importanti disegnatori di fumetti al mondo ed è noto soprattutto per le sue storie fantastiche - fantascientifiche.
All'età di sedici anni iniziò la scuola di arti applicate, che costituirà la sua sola formazione tecnica. A diciotto anni, nel 1956, mentre ancora frequentava i corsi della scuola, pubblicò sulla rivista "Far West" il suo primo fumetto: Les aventures de Franck et Jéremie, una serie umoristica. Lo stesso anno iniziò a collaborare a "Coeurs Vaillants" con illustrazioni didattiche e numerose storie d'avventura. Nel 1960, dopo il servizio militare, divenne assistente di Jijé e inchiostrò un intero episodio di Jerry SpringNel 1962 con lo pseudonimo di Gir iniziò assieme allo sceneggiatore Jean-Michel Charlier la serie a fumetti Fort Navajo per la rivista "Pilote", creando il personaggio di Blueberry, il protagonista di quest'ampia saga western estremamente curata come ambientazione, testi e disegni. Fu l'inizio di un grande successo: la serie continuò ininterrottamente fino al 1974; dopo la scomparsa di Charlier, Giraud ne scriverà anche i testi.
Contemporaneamente a Blueberry, Giraud, stanco della serialità e dei ritmi serrati cui era costretto e desideroso di maggior libertà, sotto lo pseudonimo di Moebius iniziò una carriera parallela, realizzando storie fantastiche con un stile onirico assai personale, prima per il mensile satirico "Hara Kiri", quindi per "Charlie e L'Echo des savanes". Sembrò infine scomparire per una decina d'anni, ma Moebius riapparve alla fine del 1974, quando assieme a Philippe Druillet, Jean-Pierre Dionnet e Bernard Farkas fondò il gruppo Les Humanoïdes Associés (gli Umanoidi Associati) che, nel 1975, iniziò a pubblicare la rivoluzionaria rivista "Métal Hurlant", un trimestrale che raccoglieva il meglio della produzione fantastica e fantascientifica a fumetti. Sulle pagine di questa rivista innovativa, Moebius pubblicò tra l'altro la famosa serie Il garage ermetico di Jerry Cornelius, in cui arrivò ad abolire la tradizionale sceneggiatura, ma anche lo ieratico e visionario Arzach, John Difool e, nel 1981, l'Incal su testi di Alejandro Jodorowsky.
Nel 1996 ha scritto i testi per il manga di Jiro Taniguchi Ikaru, poi pubblicato in Europa nel 2000.
Si è cimentato anche con il fumetto americano, dando una sua interpretazione di Silver Surfer nella graphic novel Parabola scritta da Stan Lee.
Ha spesso collaborato alla produzione di film di fantascienza: tra questi Tron, Alien, Abyss e Il quinto elemento. Ha tra l'altro disegnato costumi e scenografie per una produzione cinematografica tratta dal romanzo Dune di Frank Herbert, mai realizzata, che avrebbe dovuto essere diretta da Jodorowsky, idee confluite poi nel fumetto seriale Incal. Ha collaborato con il regista René Laloux per creare il film animato Les Maîtres du temps (1982) tratto da un romanzo di Stefan Wul.
Il prestigio artistico di Giraud/Moebius in Francia è molto ampio, tanto da essersi visto dedicare anche dei francobolli commemorativi.
È venuto a mancare il 10 marzo 2012 all'età di settantatré anni a seguito di un linfoma».












2 commenti:

Mari da solcare ha detto...

Con questo post colmi una delle mie "mancanze": conosco poco fumetti e fumettisti. I disegni di Moebius sono molto belli: hanno un che di onirico senza essere inquietanti. E che sicurezza di tratto, che colori ... Grazie, RiccarDOC!

Vele Ivy ha detto...

Sto facendo un corso di fumetto e sono alla ricerca continua di stimoli. Penso che pochi possano essere di ispirazione come Moebius. Il tratto è molto pulito, ma contemporaneamente dà una sensazione di delicatezza onirica che ha qualcosa di magico...