giovedì 8 marzo 2012

Una mimosa sempreverde



DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA

Uomo, sei capace d’essere giusto? E’ una donna che ti pone la domanda; tu non la priverai almeno di questo diritto. Dimmi? Chi ti ha concesso la suprema autorità di opprimere il mio sesso? La tua forza? Il tuo ingegno? Osserva il creatore nella sua saggezza; scorri la natura in tutta la sua grandezza, di cui tu sembri volerti raffrontare, e dammi, se hai il coraggio, l’esempio di questo tirannico potere. Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, getta infine uno sguardo su tutte le modificazioni della materia organizzata; e rendi a te l’evidenza quando te ne offro i mezzi; cerca, indaga e distingui, se puoi, i sessi nell’amministrazione della natura. Dappertutto tu li troverai confusi, dappertutto essi cooperano in un insieme armonioso a questo capolavoro immortale. Solo l’uomo s’è affastellato un principio di questa eccezione. Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo illuminato e di sagacità, nell’ignoranza più stupida, vuole comandare da despota su un sesso che ha ricevuto tutte le facoltà intellettuali; pretende di godere della rivoluzione, e reclama i suoi diritti all’uguaglianza, per non dire niente di più.

Preambolo

Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di potersi costituire in Assemblea nazionale. Considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono le cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una Dichiarazione solenne, i diritti naturali, inalienabili e sacri della donna, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza sosta i loro diritti e i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere paragonati ad ogni istante con gli scopi di ogni istituzione politica, siano più rispettati, affinché le proteste dei cittadini, fondate ormai su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre al mantenimento della Costituzione, dei buoni costumi, e alla felicità di tutti. In conseguenza, il sesso superiore sia in bellezza che in coraggio, nelle sofferenze della maternità, riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’essere supremo, i seguenti Diritti della Donna e della Cittadina.

Articolo I - La Donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo.
Le distinzioni sociali possono essere fondate solo sull’utilità comune.
Articolo II - Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili della Donna e dell’Uomo: questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e soprattutto la resistenza all’oppressione.
Articolo III - Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione, che è la riunione della donna e dell’uomo: nessun corpo, nessun individuo può esercitarne l’autorità che non ne sia espressamente derivata.
Articolo IV - La libertà e la giustizia consistono nel restituire tutto quello che appartiene agli altri; così l’esercizio dei diritti naturali della donna ha come limiti solo la tirannia perpetua che l’uomo le oppone; questi limiti devono essere riformati dalle leggi della natura e della ragione.
Articolo V - Le leggi della natura e della ragione impediscono ogni azione nociva alla società: tutto ciò che non è proibito da queste leggi, sagge e divine, non può essere impedito, e nessuno può essere obbligato a fare quello che esse non ordinano di fare.
Articolo VI - La legge deve essere l’espressione della volontà generale; tutte le Cittadine e i Cittadini devono concorrere personalmente, o attraverso i loro rappresentanti, alla sua formazione; esse deve essere la stessa per tutti: Tutte le cittadine e tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, devono essere ugualmente ammissibili ad ogni dignità, posto e impiego pubblici secondo le loro capacità, e senza altre distinzioni che quelle delle loro virtù e dei loro talenti.
Articolo VII - Nessuna donna è esclusa; essa è accusata, arrestata e detenuta nei casi determinati dalla Legge. Le donne obbediscono come gli uomini a questa legge rigorosa.
Articolo VIII - La Legge non deve stabilire che pene restrittive ed evidentemente necessarie, e nessuno può essere punito se non grazie a una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata alle donne.
Articolo IX - Tutto il rigore è esercitato dalla legge per ogni donna dichiarata colpevole.
Articolo X - Nessuno deve essere perseguitato per le sue opinioni, anche fondamentali; la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere ugualmente il diritto di salire sulla Tribuna; a condizione che le sue manifestazioni non turbino l’ordine pubblico stabilito dalla legge.
Articolo XI - La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi della donna, poiché questa libertà assicura la legittimità dei padri verso i figli. Ogni Cittadina può dunque dire liberamente, io sono la madre di un figlio che vi appartiene, senza che un pregiudizio barbaro la obblighi a dissimulare la verità; salvo rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.
Articolo XII - La garanzia dei diritti della donna e della cittadina ha bisogno di un particolare sostegno; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti, e non per l’utilità particolare di quelle alle quali è affidata.
Articolo XIII
Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese dell’amministrazione, i contributi della donna e dell’uomo sono uguali; essa partecipa a tutte le incombenze, a tutti i lavori faticosi; deve dunque avere la sua parte nella distribuzione dei posti, degli impieghi, delle cariche delle dignità e dell’industria.
Articolo XIV - Le Cittadine e i Cittadini hanno il diritto di costatare personalmente, o attraverso i loro rappresentanti, la necessità dell’imposta pubblica. Le Cittadine non possono aderirvi che a condizione di essere ammesse ad un’uguale divisione, non solo dei beni di fortuna, ma anche nell’amministrazione pubblica, e di determinare la quota, la base imponibile, la riscossione e la durata dell’imposta.
Articolo XV - La massa delle donne, coalizzata nel pagamento delle imposte con quella degli uomini, ha il diritto di chiedere conto, ad ogni pubblico ufficiale, della sua amministrazione.
Articolo XVI - Ogni società nella quale la garanzia dei diritti non sia assicurata, né la separazione dei poteri sia determinata, non ha alcuna costituzione; la costituzione è nulla, se la maggioranza degli individui che compongono la Nazione, non ha cooperato alla sua redazione.
Articolo XVII - Le proprietà appartengono ai due sessi riuniti o separati; esse sono per ciascuno un diritto inviolabile e sacro; nessuno ne può essere privato come vero patrimonio della natura, se non quando la necessità pubblica, legalmente constatata, l’esiga in modo evidente, a condizione di una giusta e preliminare indennità.
Olympe de Gouges, Déclaration des droits de la femme et de la citoyenne, 1791

DOC

7 commenti:

Gabriella ha detto...

Grazie Doc per questa tua sensibilità ed attenzione che hai regalato alle donne.
ciao Gabriella
Grazie per i commenti che mi lasci.

gattonero ha detto...

1791: sembra ieri tanto è oggi.
Siamo quasi fermi ad allora in ancora troppi articoli. In poco più di due secoli passi ne sono stati fatti, è indubbio, ma la diseguaglianza di fondo permane.
Dissimulata dietro tante parole... parole... parole... Fatti: zero.

gattonero ha detto...

Aggiunta: ho scalato e disceso tutto il blog, cercando dove piazzarmi tra chi ti segue. Per svariati motivi ti avevo perso di vista, adesso che tramite Maridasolcare ti ritrovo non riesco ad accodarmi. Ho provato anche su Google Reader ma non ho trovato indicazioni sul titolo del tuo blog.
Commaggiaffà?

Veronica Mondelli ha detto...

DOC, devi perdonarmi se passo raramente sul tuo blog: ma nonostante io mi sia iscritta, ogni tanto Blogger, di sua iniziativa, fa sparire la tua pagina dalla mia bacheca e ti nasconde... bah!

Venendo al dunque: non conoscevo Olympe de Gouges. Usa parole forti, effettivamente rivoluzionarie. Ma soprattutto pensa solo all'uguaglianza e a nessuna distinzione.

Vele Ivy ha detto...

Mi associo a Veronica, neanch'io conoscevo Olympe de Gouges, sono rimasta impressionata dalla sua attualità. 1791! E' pazzesco pensarlo.
PS: grazie di cuore per gli auguri!! :-)

Mari da solcare ha detto...

Caro prof. DOC: il post mi è piaciuto tanto che mi sono permessa di linkarlo nel mio blog. Grazie per avermi fatto conoscere questa donna meravigliosa che è stata Olympe de Gouges.

Mynameis DOC ha detto...

AVVISO AI FOLLOWERS - Mi scuso per le difficoltà che potreste trovare a seguire il blog, vi assicuro che le sto tentando tutte per risolvere. Da quando curo "My name is DOC" non appaio nelle bacheche altrui, e con difficoltà riesco a recuperare, nella mia, gli aggiornamenti di coloro che seguo. Poi, con la chiusura di "Friend Connect", dal 1° Marzo mi si è oscurato anche il gadget "segui" con le faccine. A malincuore ho dovuto sostituirlo con quello di Google+ (come spiego nel post precedente), ma non è la stessa cosa, soprattutto perchè non si collega alla bacheca di Blogger. Man mano che troverò la via, aggiornerò i gadget qui a sinistra, sotto la voce "affiliazioni": per ora ci si può collegare tramite Google+, tramite i feed o i feed e-mail. Grazie a tutti.

- - - - - - - - - - - - -

@Gabriella - Grazie a te, ammirare le tue delicate opere mi fa stare bene. Buon weekend.

@Gattonero - Benritrovato, gatto, un piacere che si rinnova. Non ti chiedo come te la passi perchè in realtà non ho mai smesso di seguire le tue tracce, chiedendomi quando mi avrebbero riportato qui. Condivido il tuo commento, anche se ai "fatti" darei uno "0,5": in 220 anni è praticamente nulla, ma mi piace lasciare uno spiraglio di speranza. Riguardo all'inserimento tra i miei "seguaci", rispondo con l'avviso in alto. Vedo comunque che con le tue potenti vibrisse hai risolto da te, almeno per Google+. Grazie. Buona fine settimana.

@Veronica - Ciao, cara. Per i problemi di bacheca relativi al mio blog ti rimando all'avviso in alto. In quanto alla signorina qui sopra, dici bene: mi ha colpito la coerenza, la linearità ed il coraggio (ancor più per quei tempi) con cui ha portato avanti i suoi ideali. Buon weekend.

@Vele - La poverina fu ghigliottinata. Mi sono sentito in dovere di rispolverare quelle parole proprio perchè, ahimè, attualissime. Grazie a te, buon weekend.

@Maruzza (last but not least) - Sono io che ringrazio te, essere linkato nei tuoi Mari mi regala un anticipo di... balneazione ;-) Buona colazione e buon weekend.