lunedì 30 gennaio 2012

Doctor Peter racconta / 14° episodio: Prinus e lo Gnomo del rosmarino

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.


Questo racconto si può leggere benissimo singolarmente, ma per chi volesse approfondire, consiglio nell'ordine:

- "Lo Gnomo del rosmarino e gli UFO" - di Colorare la Vita (il racconto che segue è strettamente "gemellato", su gentile richiesta, alle vicende dello Gnomo del Rosmarino raccontate in quella storia);
"Prinus, la Gnoma delle ghiande" - di DOC (episodio precedente, in cui appare per la prima volta la co-protagonista).

Quella mattina, lo Gnomo del Rosmarino aprì gli occhi, si guardò attorno, e riaffondò la testa nel suo giaciglio d'erbe. Nel dormiveglia, però, realizzò che quanto aveva appena visto non apparteneva ad un sogno, benchè ne avesse tutte le caratteristiche. Si alzò di scatto e osservò nuovamente il panorama attorno a sè, incredulo. Si stropicciò gli occhi per qualche secondo: no, non erano scampoli di un sogno, quelli che stava vivendo. Ma l'assurda realtà di un luogo a lui del tutto sconosciuto.
Nella sua testolina cominciarono ad affollarsi mille domande... Cos'era accaduto durante la notte? Dove si trovava? Come mai si era risvegliato sotto dei strani funghi blu, anzichè nel suo più rassicurante balcone di casa Vele? Bisognava trovare quelle risposte, ma soprattutto la strada di casa. Acutamente, aveva però già notato come quel bosco dai colori sbagliati fosse completamente disabitato. A parte una vegetazione piuttosto fitta e anomala, non si vedeva nè sentiva ronzare una mosca. Nessuno che potesse dargli una spiegazione, un'indicazione utile. Pensò quindi che l'unica cosa da fare era prendere una direzione, la più agevole possibile, e durante il percorso incidere i tronchi degli alberi, per evitare di girare in tondo. Per questa operazione avrebbe avuto bisogno del suo piccolo coltello. Lo estrasse dal suo inseparabile tascapane, e si accorse che sulla lama vi era infilzato qualcosa...
GNOMO DEL ROSMARINO
Si trattava di una piccola foglia arrotolata con cura. Sorpreso e incuriosito, la svolse, e scoprì che riportava una sorta di mappa. Una croce, da un lato, doveva avere un significato analogo al "voi siete qui" usato dagli umani. Una serie di tratteggi, intervallati da altri segni che dovevano corrispondere ad altrettanti punti di riferimento, conduceva poi ad una seconda croce, che con tutta probabilità indicava il luogo che avrebbe dovuto raggiungere. Dall'altro lato della foglia, infine, un inquietante messaggio: «AIUTAMI. SOLO TU PUOI FARLO». La firma, in una grafia graziosa ma tremolante, era quella di Prinus, la sua amica Gnoma delle Ghiande.
Lo Gnomo del Rosmarino non perse tempo: sfruttando tutte le doti alchemiche e l'atavica saggezza che solo un esponente del piccolo popolo può vantare, prima che un insolito sole verde tramontasse, si trovava già nella zona contrassegnata dalla seconda croce. Durante il suo cammino, tutto ciò che aveva visto, toccato, annusato ed assaggiato (fece solo una pausa per rimpinzarsi di straordinarie e succose bacche rosa), lo portò alla conclusione che, per quanto ne ignorasse il motivo, si trovava su un pianeta che di terrestre non aveva nulla. O meglio, della sua vecchia Terra, rispecchiava solo le principali fattezze, ma tutto sembrava essere rivisto da un pittore surrealista e visionario.
Quella in cui era appena giunto, ad esempio, aveva tutta l'aria di una spiaggia, ma i colori non erano quelli che ci si aspetterebbe, così come la forma degli scogli: in alcuni casi apparivano geometricamente perfetti, in altri sembravano sfidare le leggi della fisica a cui siamo abituati. Su uno di questi, a foggia di cuneo con la punta conficcata nel terreno, due pennellate color argento si intersecavano a croce. Sotto i raggi del sole basso, quel simbolo restituiva un accecante bagliore.
Lo Gnomo del Rosmarino raggiunse lo scoglio, quindi gli girò attorno, scoprendo, dal lato opposto alla croce, un piccolo ingresso dalla forma regolare, con la volta ad arco. Con estrema cautela vi si accostò, e notò che non era dotato di una vera e propria porta, ma di una semplice tenda fatta di conchiglie. Si apprestava quindi a sbirciare all'interno, ma proprio in quel momento qualcuno, o qualcosa, stava per uscire. Fece appena in tempo a nascondersi dietro l'angolo, posizione che gli consentì di osservare la scena. Ma quella... Quella era Prinus. O almeno, sembrava proprio lei, anche se portava abiti più marinareschi, dall'ultima volta che l'aveva vista.
PRINUS, la Gnoma delle ghiande
- Prinus! - chiamò ad alta voce.
La creaturina sobbalzò, poi rimase a fissarlo dalla distanza per qualche istante... Quindi, con voce tremula, rispose, o meglio, domandò: - Chi... Chi sei?
- Prinus, sono io! Lo Gnomo del Rosmarino! Non mi riconosci?
La gnoma, agitata, ribattè: - No, affatto. E non so chi sia questa Prinus: il mio nome è Litus, Gnoma delle Conchiglie. Cosa vuoi? Chi ti ha mandato? Guarda che so difendermi, sai? Vattene! Stai alla larga! - Detto ciò, la piccola, che in realtà appariva piuttosto pallida e debole, fece mezzo giro su se stessa per poi accasciarsi al suolo.
Lo gnomo si precipitò in suo soccorso, assicurandosi prima di tutto che respirasse: per fortuna, sembrava solo svenuta. La prese in braccio e la portò all'interno di quella buffa struttura. La adagiò poi su quello che doveva essere il suo letto, e cominciò a guardarsi attorno. L'arredamento, seppur spartano, e le poche suppellettili, rispecchiavano tutta la dolcezza che contraddistingueva la sua gnoma preferita. Non aveva dubbi: per quanto ne dicesse, quella altri non era che la sua piccola Prinus.
C'era anche una specie di laboratorio: ad un angolo vi erano accatastate bellissime conchiglie di tutti i colori, e sul tavolo fasci di resistenti fili d'alga, che dovevano servire a confezionare i gioielli di cui i larghi cassetti del comò traboccavano.
Già dalla presenza di un singolo letto, lo gnomo aveva intuito che doveva trovarsi lì da sola. Se è vero che non è bene curiosare tra le cose altrui, è vero anche però che lo gnomo era giunto in quel luogo spinto da un'allarmante richiesta d'aiuto: così, aprendo il cassetto del comodino, trovò qualcosa che forse poteva far luce su quella intricata vicenda. Era il diario personale di Prinus, chiuso con un lucchetto che per il coltellino dell'abile gnomo non rappresentò un problema. Gli diede una scorsa veloce, soffermandosi solo alla vista di una foto che lo ritraeva, gelosamente e teneramente custodita tra quelle pagine. Da una lettura più approfondita di pochi punti chiave, lo Gnomo del Rosmarino scoprì che la gnoma si era risvegliata d'improvviso in quel luogo sconosciuto, proprio come lui, ma un mesetto addietro. Da allora, gliene erano capitate di tutti i colori.
Il disegno di un temibile GRANKY
(dal diario di Prinus)
Al suo risveglio, in piena notte, si era trovata circondata da terribili creature, dieci volte più grandi di lei, appartenenti alla razza dei Granky. Questi, col rito di una magia ignota, erano riusciti a teletrasportare la gnoma su quel pianeta, con un preciso scopo. Dotati di enormi chele, i Granky non erano in grado di maneggiare nulla di minuto: così pensarono di servirsi di lei, sfruttando la sua mirabile destrezza nella ricerca delle ghiande e le sue indiscusse doti artistiche nella composizione di graziosi monili.
La costrinsero a bere un intruglio, capace di annullare la sua memoria e di assoggettarla al loro volere. Le fecero credere di essere la Gnoma delle Conchiglie, e le dissero che l'unico modo di sopravvivere in quel luogo era avvalersi della loro protezione. In cambio, avrebbe dovuto lavorare tutto il giorno per confezionare bigiotteria destinata ad adornare i loro brutti e viscidi corpi.
I Granky erano un popolo notturno, il loro organismo rigettava la luce, così di giorno lei restava da sola, ma puntualmente, a tarda sera, un gruppo di loro andava a farle visita per fornirsi di quanto di nuovo era riuscita a produrre. Se li avesse delusi, avrebbe assaggiato la forza di quelle possenti chele. 
Gli effetti dell'intruglio che le fecero bere, però, non erano del tutto costanti. Così, anche se solo per pochi minuti, ogni giorno le restituivano sporadici sprazzi di lucidità. Lei ne approfittava per aggiornare il suo diario, ma soprattutto per cercare di liberarsi da quella schiavitù, facendo tesoro di qualsiasi elemento potesse tornargli utile.
Una mattina, all'alba, riuscì finalmente a ripetere lo stesso rito magico che i Granky avevano usato contro di lei: ma il suo obiettivo, era chiamare in soccorso lo Gnomo del Rosmarino. Che apparve, dolcemente appisolato, davanti ai suoi occhi colmi di gioia. Prinus, prima che gli influssi dell'intruglio tornassero ad avere la meglio su di lei, infilò la mappa nel suo borsello, gli diede un bacio e tornò di corsa al lavoro nel laboratorio. In un secondo momento, si occupò di dipingere una bella croce d'argento sul lato più visibile della sua "prigione", e fece appena in tempo ad aggiornare il diario, perchè subito dopo sentì nuovamente formicolare tutto il corpo: sintomo del ritorno di Litus, il suo alter ego addomesticato alla lavorazione delle conchiglie.
Il resto è storia più recente, ovvero sulle pagine del diario che seguivano non c'era scritto altro. A questo punto, allo gnomo non restava molto tempo: non aveva alcuna intenzione di fare conoscenza con i terribili Granky. Avrebbe potuto risvegliare Prinus con qualche goccia del formidabile Guaribulf che portava sempre con sè, ma sarebbe stato un errore: questa, non riconoscendolo, sarebbe senz'altro fuggita da lui. Così si concentrò su una possibile soluzione alternativa: doveva esserci un modo per fare ritorno alla Terra, non poteva rischiare di fare la stessa fine della vittima che era andato a salvare.
- Il rito magico! - esclamò d'un tratto lo gnomo. Forse c'era un modo di farlo funzionare all'inverso, ovvero riportare lui e la gnoma esattamente da dove erano venuti. Bisognava tentare. Lo Gnomo del Rosmarino seguì in fretta le complicate procedure descritte nel diario di Prinus, ma esattamente al contrario, così come al contrario avrebbe pronunciato la formula che avrebbe scatenato l'incantesimo. Il tempo ora incalzava, non poteva più dedicare la necessaria precisione al rituale: uno stuolo di ombre minacciose aveva già fatto capolino dal bosco, e in meno di due minuti li avrebbe raggiunti. Così, senza completare il disegno di conchiglie che stava disponendo sulla rena, corse dentro a prendere Prinus, e tornò al centro di quel simbolo magico che poteva salvarli. Pronunciata la formula, lo gnomo e la piccola Prinus, addormentata tra le sue braccia, scomparvero sotto gli occhi furibondi di un enorme Granky.


Epilogo

Qualcosa, evidentemente, non andò per il verso giusto, nel funzionamento del rito magico. La sua imperfezione, probabilmente, ne aveva compromesso l'esito. I nostri amici non si ritrovarono affatto sul pianeta Terra, come lo gnomo aveva sperato, ma ricomparvero in un luogo lugubre e desolato, senza colori, proprio come in un vecchio film in bianco e nero. Di fantascienza, a quanto pare: quel pianeta era infatti popolato da piccole creature verdi che si spostavano su veloci veicoli volanti di forma circolare.

Il disco volante pilotato dallo Gnomo del rosmarino,
e rovinosamente atterrato nel giardino di Mistero UFO
Questo è quanto lo Gnomo del Rosmarino ha raccontato a Prinus, prima di perdere la memoria in seguito al brusco atterraggio sulla Terra (vedi "Lo Gnomo del rosmarino e gli UFO"). Prinus, a sua volta, lo ha riferito a me, per questo ho potuto rendervene conto.
Come da lì poi abbiano fatto rientro a casa, però, rimane un piccolo mistero, perchè Prinus non ricorda nulla di ciò che accadde dal suo risveglio sul pianeta ignoto fino al ritorno sulla Terra. Non mi resta che fare affidamento sull'amica Vele: forse solo lei è in grado di Colorare la Vita di questa vicenda sospesa nel bianco e nero. Ma ora che ci penso... c'è anche un'altra possibilità. La "scatola nera", ovvero il computer di bordo del disco volante con cui hanno viaggiato, potrebbe contenere informazioni preziose per il finale della storia...
In questo caso, l'unico in grado di svelarne il seguito è Mistero UFO: quel veicolo spaziale dovrebbe trovarsi ancora nel suo giardino.
Comunque andrà a finire, è stato piacevolissimo contribuire agli sviluppi di questa bizzarra avventura. Ringrazio i simpatici blogger che finora vi hanno partecipato. Una menzione speciale, ovviamente, va al nostro impavido eroe, lo Gnomo del rosmarino.

8 commenti:

strillo ha detto...

un bel pezzo di storia è stato svelato!
una domanda solamente... ma in questo giro virtuoso di raccontastorie si può entrare?
e se sì, come?
strillo

ps ora vado a leggere gli altri ;)

Vele Ivy ha detto...

Strillo: per me, la risposta è SI'!! Sarebbe davvero molto carino e divertente. Ma aspettiamo di sentire anche il parere del DOC.
PS: in che modo? Questo sta alla tua fantasia...

Vele Ivy ha detto...

@DOC: che storia romantica *___*
E poi il Guaribulf, il particolare del tascapane... caspita, si vede che ti intendi di gnomi!! Che storia bellissima, mi hai fatto proprio un bel regalo! Adesso vado ad aggiornare il post di Colorare la vita, segnalando questo nuovo pezzo di storia!

DOC ha detto...

@Strillo - "Giro virtuoso" mi piace. Ingresso gratuito: basta farsene carico, possibilmente senza "strillare" troppo, come in ogni condominio che si rispetti. :) Grazie della visita, benvenuta nel matto mondo dei "raccontisti", come direbbe una certa Pippicalzelunghe.

@Vele - Gnomo del rosmarino e Gnoma delle ghiande: in realtà hanno fatto tutto loro. Grazie comunque per gli apprezzamenti. Ciao!

Gnomo del rosmarino ha detto...

Il terribile Granky... la mia foto trovata tra le pagine del diario di Prinus... il rito magico... ohi, ohi che mal di testa, amico DOC. Più tento di ricordare, più frammenti di immagini si affastellano nella memoria, e più mi sento la testa scoppiare. Mi sa che mi prendo un po' di Guaribulf e vado a nanna. Buonanotte a tutti gli amici che partecipano a questa storia e in particolare a Prinus.

Mari da solcare ha detto...

Che teneri, Prinus e lo Gnomo del Rosmarino! Ma ... Prinus è più grassottella come inanellatrice di conchiglie che come Gnoma delle Ghiande! Magari, nonostante i terribili Granky, le fa bene l'aria di mare!
Complimenti a te, DOC, a Vele e ai vostri gnomi di compagnia: fate circolare nel web tanta genuina allegria!

Pippicalzelunghe ha detto...

Ohibò mi fischiano le orecchie...sono bloccata a casa causa neve...per colpa vostra non ho più un fazzoletto pulito...sono disperata queste storie d'amore mi conturbano...ihihih... (faccio sempre la stupidella e intanto sono zitella)

DOC ha detto...

@Gnomo del rosmarino - Sono certo che prima o poi scopriremo com'è andata a finire... Buon week-end, anche da Prinus. E anche alla mitica Vele.

@Maruzza - Il fatto è che la gnoma è stata colta all'improvviso, non pensava di dover sostenere una "prova costume" d'inverno... E comunque non gliel'ho detto, si sa che questo è un tasto dolente, per voi donzelle. Gnome e non. Buon fine settimana, grazie per il commento carinissimo.

@Pippi - Ho allarmato gli gnomi spargisale, vedrai che presto sarai libera. Per il resto... ogni cosa a suo tempo: affida il desiderio alla tua buona stella, e non fare come Prinus, che s'ingozza di Nutella. :) Ciao, carissima. Buon week-end.