martedì 1 novembre 2011

2 Novembre:
quando i morti non se ne vanno



PERSISTENZA NELLA MEMORIA


I defunti restano ancorati alla vita attraverso il ricordo dei propri cari. Nella foto, "A roman widow" ("Una vedova romana") di Dante Gabriel Rossetti (1828-1882).



INFERNO, PURGATORIO, PARADISO


L'oltretomba cristiano cattolico prevede che le anime, giudicate in virtù del comportamento in vita, proseguano il loro viaggio in uno dei tre Regni.
Foto: "Alegorical portrait of Dante", Agnolo Bronzino (1503-1572). Nel dipinto Dante Alighieri, rivolto verso il Purgatorio, regge una copia della sua "Divina Commedia" aperta al canto XXV del Paradiso.



MEDAGLIA AL VALORE


Coloro che nella Storia si distinguono per un contributo significativo all'elevazione - piuttosto che evoluzione - dell'umanità, vivono nella rispettosa riconoscenza dei posteri. Foto: "Autoritratto" di Leonardo da Vinci (1452-1519).



RICORDARE PER NON DIMENTICARE


Nella memoria storica si fissano anche personaggi che hanno lasciato un segno per la loro crudeltà. Questi restano "vivi" soprattutto nel risentimento di coloro che ne hanno subito le malefatte, ma di riflesso anche in chiunque intenda esorcizzare la negatività di un modello da non imitare. Purtroppo, ancora oggi, qualcuno la pensa diversamente.
Nell'immagine, Adolf Hitler in un fotomontaggio di Erwin Blumenfeld (1897-1969).



"TO BE CONTINUED..."


Diffusa prevalentemente nelle religioni orientali, la teoria della reincarnazione si basa sull'idea che l'anima degli esseri umani, trascorso un dato periodo dalla morte avvenuta, trasmigri da un corpo fisico ad un altro, in un continuum di evoluzioni spirituali, fino al raggiungimento dell'illuminazione (nirvana).
Nell'immagine una rappresentazione del Samsāra, ovvero il ciclo di vita, morte e rinascita.



FISSATI NELLA SECONDA DIMENSIONE


Ritrarre un soggetto umano in un dipinto per "preservarlo dalla morte" è un tema ricorrente nel nostro immaginario. Parecchi quadri, grazie al talento dell'artista, danno davvero l'idea che l'anima del modello sia imprigionata nella tela: il personaggio qui sopra, ad esempio, ci osserva con sguardo decisamente "vivo".
Foto: autoritratto ad opera di Federico Barocci (1535?-1612).



CRIOCONSERVAZIONE, SCENARI (FANTA?)SCIENTIFICI


L'attività delle cellule si può arrestare a comando, senza ucciderle, tramite congelamento. Queste cellule vengono poi conservate in speciali "banche" (ormai un business vero e proprio), e all'occorrenza riportate alla temperatura congeniale: anche dopo 25 anni, pressochè inalterate, sono in grado di riprendere tutte le loro funzioni. Con questa particolare tecnica oggi si conservano embrioni, spermatozoi, cellule staminali di cordoni ombelicali, con la possibilità di riutilizzo per la cura dei soggetti donatori. Ma si ipotizza che in un futuro non lontano, la crioconservazione potrà essere impiegata anche per l'ibernazione di interi corpi umani, evitandone così l'invecchiamento e assicurando ai proprietari una proroga al contratto con la morte.
Nell'immagine un dipinto di David Goodsell, biologo molecolare con la passione per la pittura, tratto dal suo libro "The Machinery of Life".



ESSERI UMANI A PARTE


Così come non ho la presunzione di credere che, nella vastità e grandiosità dell'Universo, l'unica forma di vita intelligente sia la razza umana, penso che mettere in dubbio l'esistenza di un'anima anche per gli anima-li, equivalga a dubitare della nostra.
Nella foto un dipinto di Elena Invernizzi: "Omaggio a Fiona".



LARGO AI GIOVANI


C'è solo un modo certo per restare sulla Terra vivi e vegeti sotto tutti i punti di vista, tanto a livello molecolare quanto a livello spirituale, riacquistando peraltro la giovinezza perduta. Nessun rito Voodoo, nessuna prodigiosa magia, se non quella della naturale procreazione.
I figli non sono che la versione riveduta e corretta di/da noi stessi, l'unica vera garanzia di lunga vita che abbiamo in questo mondo: reale, concreta, tangibile e... commovente.
Illustrazione: "Amor A Todas Horas", di Simon Silva.



DOC

Per ulteriori approfondimenti cliccare sulle immagini.

1 commento:

Vele Ivy ha detto...

Io aggiungerei:

Visione ciclica della vita.
Nelle religioni precritistiane, la morte non era altro che una tappa dell'eterno movimento dell'esistenza. La persona, al momento della dipartita, torna a far parte del tutto: nell'immensità della natura, nel luogo in cui era prima della nascita.
Immagine: la Venere di Willendorf.