martedì 25 ottobre 2011

Doctor Peter racconta / 13° episodio: Prinus, la gnoma delle ghiande

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.


C'era una volta, a Boscoincittà, una piccola comunità di scoiattoli davvero in gamba. Malgrado le loro tane fossero piuttosto distanti tra loro, le famigliole riuscivano a comunicare e ad aiutarsi l'una con l'altra grazie ad una serie di accordi che avevano stretto con l'antico popolo degli gnomi. Nessuna regola imposta, nessuna legge istituzionale: più semplicemente, gli scoiattoli offrivano tutta la loro collaborazione e protezione nei casi d'emergenza.
Come quando venne la grande alluvione, e accolsero gli gnomi nelle loro tane scavate sugli alberi, o quella volta che il fuoco avanzava inesorabile, e grazie al loro aiuto riuscirono ad arginarlo incanalando le acque del lago. Per riconoscenza, le creaturine svolgevano le commissioni quotidiane che ai roditori, impegnati sui rami, risultavano più impegnative.
In un clima di assoluta armonia, tra una faccenda e l'altra, c'era chi si occupava di riferire messaggi e trasportare oggetti tra alberi lontani, chi curava le radici delle querce che li ospitavano, chi faceva da vedetta per allarmare in tempo sull'arrivo di grossi rapaci... Un compito particolarmente arduo fu affidato a Prinus, una bionda e vispa gnometta che più di una volta si era distinta per la sua abilità nel destreggiarsi in territori inesplorati, per il coraggio con cui era solita affrontare le avversità, ma soprattutto perchè riusciva con estrema arguzia a trarsi d'impaccio anche dalle situazioni più critiche.
Nei periodi di maggiore necessità, ovvero con i primi freddi, Prinus usciva dal bosco e si avventurava nelle aree urbane alla ricerca di cibo per gli scoiattoli, possibilmente ghiande: una volta individuato un buon luogo di approvigionamento, quale un parco cittadino o un giardinetto residenziale, ne segnava l'ubicazione su una mappa; la notte seguente un manipolo di baldi gnomi, col favore delle tenebre, si sarebbe portato sul posto per caricarne a sufficienza.
All'esterno del bosco, per la gnoma delle ghiande, ogni volta era un'avventura che conteneva un'elevata percentuale di rischio. Durante l'ultima spedizione, ad esempio, si imbattè in un gruppo di cinque gatti che le sbarrarono la strada, impedendole di uscire dal vicolo in cui aveva scovato un'ottimo rifornimento di quei frutti secchi tanto adorati dagli scoiattoli.
Il gatto al centro, con fare minaccioso, le intimò: «Guarda guarda! Qui c'è qualcuno che pensa di poter invadere il mio territorio senza permesso. Lo sai, piccina, che chi entra qui senza invito deve pagare un'ammenda?»
I quattro dietro di lui ripeterono in coro: «Ammenda! Ammenda!»
Prinus, dapprima disorientata, si tolse il copricapo, quindi gli rispose con tono pacato: «Non ho che una ghianda con me. Ma... ora che ci penso, conosco un luogo incustodito dove scaricano delle ottime sardine... Se non sbaglio voi, signori gatti, ne andate piuttosto matti».
«Ah! Ah! E allora, - ribattè il gatto - cara la mia saputella, sei pregata di sputare il rospo». «Rospo! Rospo!» tuonarono i compagni in coro.
«Mettiamola così, - gli rispose la gnoma - se non vi dicessi nulla, voi non mi lascereste andare, ma guadagnereste solo la mia ghianda. Se invece mi lascerete libero il passo, e risponderete esattamente al mio indovinello, vi spetterà una scorpacciata di succulenti pesci».
Il gatto abbassò lo sguardo per pensare, quindi esordì raggiante: «Ah! Ah! E sia! Deve ancora nascere chi si crede più furbo e intelligente di un gatto! Fatevi da parte, fratelli, lasciate che il buffo esserino qui davanti si senta libero di sfidare noi campioni!»
«Campioni! Campioni!» aggiunsero i quattro gatti, mettendosi da un lato insieme a lui.
Nascondendo il sollievo per avere libera una via di fuga, Prinus si rivolse ai felini: «Bene, signori, vi ringrazio. Ora ascoltatemi con attenzione, la domanda è la seguente: se 5 gatti prendono 5 topi in 5 minuti, in quanti minuti 100 gatti prendono 100 topi?»
Dopo aver sprecato commenti e ilarità sulla facilità del quesito, i gatti si ricomposero e parlarono ufficialmente uno alla volta.
Gatto Cerere volle essere il primo: «Pancia mia fatti capanna! La risposta è ovviamente venti!»
Prinus le sorrise, fece cenno di "no" col capo, e gli disse: «Spiacente, signor gatto, il conto non è esatto».
Fu la volta di Plutone, il capo branco. «Lo sapevo che non avrei dovuto lasciarti parlare per primo, ignorantone» - disse, rivolgendosi a Cecere. Quindi proseguì: «Mi fai fare brutta figura. Lo saprebbe anche uno gnomo che i minuti esatti sono cinquecento!»
La gnoma colse l'occasione per svilire sottilmente Plutone: «Ci era andato più vicino l'altro gatto, signore. Ma entrambi avete sbagliato».
Toccava ad Haumea, che, nell'incertezza, azzardò: «Venticinque?»
Prinus le rispose che anche lei era in errore, e lo stesso riferì al quarto gatto, Makemake, che si giocò l'opportunità con un insensato «Mille!»
Su Eris, l'unica rimasta in gioco, gli sguardi dei compagni pesavano come un macigno. Con voce tremula, disse: «Ce... Cento!»
A questa risposta la gnoma, che aveva cominciato ad allontanarsi, ribattè: «Mi dispiace, signori, davvero. La prossima volta che assaggerò una sardina vi penserò con affetto. Addio». E fuggì a gambe levate.

I gatti, convinti di essere stati truffati, si lanciarono in un rapido inseguimento; ma Prinus, oltre che di cervello fino, era dotata di buone gambe. Risultato: Plutone, allo stremo delle forze, crollò esausto insieme ai compagni. Con l'ultimo filo di voce, urlò a Prinus: «Torna qui, canaglia! Ci hai detto una bugia!»
La gnoma, prima di scomparire nel bosco, gli fece eco: «Sbagliato ancora una volta, "signor gatto": non sai che gli gnomi non mentono mai?»

4 commenti:

Pippicalzelunghe ha detto...

Caspiterina ma alla fine quanti topi i gattacci prendono???Di matematica non ci capisco una bella H...e poi che gattacci antipatici come si permettono di intimorire la gnoma delle ghiande???

Mari da solcare ha detto...

@dr.Peter: credo di sapere la risposta. Storiella lieve e ben scritta, come nel suo stile. Mi saluti la gnometta. Che mi somiglia, in quanto a statura... Buona serata!
@Pippi: non sono un genio in matematica neppure io, ma qualcosa devo saperla perchè altrimenti sono massacrata dai matematici della famiglia... ciao!

Gnomo del rosmarino ha detto...

Mio caro amico Doctor, devo ammettere che questa gnometta delle ghiande mi sembra un tipetto interessante. A me piacciono le gnome vivaci e dal cervello fino.
E devo ammettere che mi pare anche molto carina...

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

@Pippi - La gnoma ringrazia per la tua attenzione. L'ho vista mettere da parte un po' di ghiande, mi ha detto che le farà recapitare a Ciccio il Riccio. Ciao.

Maruzza - ...solo in statura? :D Grazie per i homplimenti, e buona settimana a venire.

Gnomo - Ecco, sei riuscito a farla arrossire. Se tornerà su queste pagine te lo riferirò... Se invece nel frattempo vorrete incontrarvi di nascosto, giuro che non dirò niente a Vele. Salutamela. Ciao.