domenica 30 ottobre 2011

31 Ottobre:
quando i celti celebravano l'anno

"Celtic" by P.gzlezjim
Da Wikipedia: «Con il nome di Celti si indica un insieme di popoli indoeuropei che, nel periodo di massimo splendore (IV-III secolo a.C.), erano estesi in un'ampia area dell'Europa, dalle Isole britanniche fino al bacino del Danubio, oltre ad alcuni insediamenti isolati più a sud, frutto dell'espansione verso le penisole iberica, italica e anatolica. Uniti dalle origini etniche e culturali, dalla condivisione di uno stesso fondo linguistico indoeuropeo e da una medesima visione religiosa, i Celti rimasero sempre politicamente frazionati; tra i vari gruppi di popolazioni celtiche si distinguono i Britanni, i Galli, i Pannoni, i Celtiberi e i Galati, stanziati rispettivamente nelle Isole Britanniche, nelle Gallie, in Pannonia, in Iberia e in Anatolia».

Diffusione dei Celti in Europa nel III secolo a.C
«L'anno celtico era diviso in feste solari e lunari. I solstizi e gli equinozi solari erano i punti che segnavano il percorso del sole: massima altezza nel solstizio d'estate, minima nel solstizio d'inverno, e intermedia agli equinozi.
Le Feste Lunari o Feste di fuoco celtiche sono festeggiate ancora oggi. Le antiche Samhain (31 ottobre/1 novembre) e Beltain (30 aprile/1 maggio) erano le due feste più importanti del calendario celtico, perché segnavano la divisione dell'anno in due parti: la metà oscura e quella luminosa (inverno ed estate). I celti festeggiavano il nuovo anno a Samhain, oggi celebrato come Halloween o festa di Ognissanti, che segnava anche l'inizio dell'inverno».

Il calendario di Coligny
«Il calendario di Coligny è un'epigrafe in lingua gallica incisa in caratteri latini su tavola in bronzo, risalente alla fine del II secolo d.C., contenente un antico calendario gallico rinvenuto nel 1897 a Coligny, nei pressi di Lione. Il reperto è conservato al museo della civiltà gallo-romana di Lione.
È costituito da una lastra di bronzo lunga 148 cm e alta 90 cm di cui si conservano 73 frammenti. Risale al II secolo d.C. ed è scritto in caratteri latini ma in lingua gallica; presenta sedici colonne con i mesi per un arco di tempo di cinque anni. Il calendario di Coligny, con le sue 2021 righe distribuite su 16 colonne, è il documento più cospicuo, per estensione del testo, tra le peraltro rare testimonianze scritte delle lingue celtiche continentali».

Halloween in Derry, Northern Ireland
«I Celti erano influenzati principalmente dai cicli lunari e delle stelle che segnavano lo scorrere dell'anno agricolo che iniziava con Samhain (in novembre), alla fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l'inverno.
La vigilia di Samhain (in irlandese Oidhche Shamhna) era la festività principale del calendario celtico, probabilmente celebrata il 31 ottobre, rappresentava l'ultimo raccolto. Oggi in Irlanda Oíche Shamhna indica la notte di Halloween. (...) Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi».

DOC

5 commenti:

Vele Ivy ha detto...

Io l'ho già cominciato a festeggiare il Capodanno Celtico... a Milano, nel Castello Sforzesco! Presto pubblicherò la cronaca di questa magica giornata :-)

Pippicalzelunghe ha detto...

Caspiterina ho il turno pomeridiano e sono troppo stanca per festeggiare alla notte...mi spiace solo di non potere donare i dolcetti ai bimbi della zona

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

@Vele - Vado a leggerti, sarà un piacere. Ciao, buone festività.

@Pippi - Che pensiero buono... Dovresti metterlo sulla porta, non vorrei ti facessero qualche scherzetto... Buon Halloween!

Mari da solcare ha detto...

Post interessante, sia dal punto di vista storico-culturale che antropologico. "Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale (...); in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava e i vivi potevano accedervi". Spero che anche noi "moderni" sappiamo cogliere il momento opportuno (i greci lo chiamavano "kairòs")in cui è possibile una comunicazione profonda con altri esseri: vivi o defunti che siano.

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

@Maruzza - Sono convinto che i piani siano connessi tra loro, e che trapassare sia paragonabile a prendere l'ascensore verso l'alto. Spero solo che quando toccherà a me non ci sia un black-out... Vado a controllare se ho pagato l'ultima bolletta... :) Ciao!