lunedì 18 luglio 2011

Doctor Peter racconta / 12° episodio:
Un colpo di vento

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.


Un lunedì 18, ore nove e un minuto. Un grosso pezzo di cornicione, messo alla dura prova da una notte ventosa, si staccò dal terrazzo di un vecchio palazzo. Al di sotto, nel vicolo, una signora correva inseguita da alcuni gatti: fortunatamente in quel momento erano sufficientemente lontani da non esserne investiti.
Intanto un signore entrava in una tabaccheria scansando un uomo dall'aspetto poco raccomandabile che si era soffermato sulla porta. Acquistò un biglietto della lotteria nazionale, e uscendo incrociò nuovamente l'uomo dall'aria stizzosa, che era entrato per lo stesso motivo. Il biglietto, per la cronaca, vinse il primo premio: ben 5 milioni di Euro. L'uomo devolvette generosamente quasi l'intera somma in beneficienza... Di sicuro se avesse vinto il cliente successivo, ovvero il tipo losco, ne avrebbe fatto tutt'altro uso.
Ma restiamo in quel presente. Poco distante dallo stesso luogo un autobus viaggiava regolarmente sulla strada. Qualche traversa più dietro, una ragazza spuntò a velocità sostenuta da uno stradello laterale, sulla sua bicicletta, inseguita da alcuni coetanei altrettanto incoscienti. Se il bus si fosse fermato per accogliere una signora che tutte le mattine sostava alla fermata precedente, quelle bici e i rispettivi conducenti ne avrebbero fatto la spiacevole conoscenza. Fortunatamente, la signora in questione quella mattina non era lì.
Diversi minuti dopo e un paio di isolati più in là, un ragazzino rimasto da solo in casa rispose al citofono un po' seccato, perchè era stato interrotto durante una lunga partita ad un videogioco. Chiuso il citofono, passando vicino alla cucina, si accorse dall'odore che la madre, uscendo, aveva dimenticato un fornello aperto. Si affrettò a chiuderlo, aprì tutte le finestre per fare uscire il gas e pensò bene di spegnere la candela nel soggiorno, davanti alla foto del povero papà.
Il giorno dopo, invece, una ragazza che abitava ancora più avanti e che faceva la segretaria, ricevette una circolare nel suo ufficio. Le veniva comunicato che, nonostante l'azienda fosse stata ceduta a nuovi proprietari, le sarebbe stata garantita la continuità del rapporto di lavoro. In futuro i titolari entranti non solo mantennero la promessa, ma valutandone le capacità le aumentarono lo stipendio e la trattarono sempre con estremo rispetto e gentilezza. E pensare che il giorno prima si era recata alla posta per inviare proprio le sue dimissioni, perchè, malgrado avesse davvero bisogno di quel posto, non riusciva più a sopportare nè i soprusi dei capi precedenti, nè il mìsero compenso che le passavano. Fortuna che quella raccomandata non arrivò mai a destinazione.


Stesso lunedì 18, nove del mattino in punto. La signora Collins uscì di casa per il consueto giro di faccende quotidiane, che cominciava sempre con un nobile gesto: lasciare un piattino di avanzi ai cinque gattini randagi che sostavano nel vicolo. Quella volta però qualcosa andò storto: un dispettoso colpo di vento sollevò il piatto di plastica, che prese a ruotare ritto in equilibrio lungo il marciapiede. La donna si lanciò all'inseguimento, mentre dietro di lei i mici approfittavano del cibo sparpagliato. Il piatto terminò la sua corsa sulle scarpe di un brutto ceffo che si apprestava ad entrare nella tabaccheria. Questi lo prese e lo restituì alla signora con un gesto di stizza per il "fastidio" recatogli.
La signora Collins ringraziò e riprese il suo cammino. Girato l'angolo, mentre gettava il piatto nella spazzatura, vide l'autobus che avrebbe dovuto prendere sfilarle proprio davanti. Quel colpo di vento non ci voleva proprio, a causa di quell'imprevisto ora le toccava proseguire a piedi, perchè se avesse atteso la corsa successiva non avrebbe fatto in tempo a completare il suo giro di commissioni prima di mezzogiorno e quindi tornare a casa per preparare il pranzo. Malgrado una certa fretta, decise di citofonare ad una sua amica. Era da quando aveva perso il marito che non andavano a fare la spesa assieme, e sicuramente avrebbe accettato volentieri un po' di compagnia. Rispose il figlio dodicenne, le disse che era già uscita e aveva preso l'autobus. Un po' delusa, la signora Collins continuò a camminare, finchè raggiunse la sua prima tappa, l'ufficio postale. Non era quello centrale, ma per spedire una raccomandata andava ugualmente bene. Davanti a lei una fila di tre persone, dietro una ragazza dall'espressione triste e pensierosa. Al termine dell'operazione, l'impiegato si scusò con la signora Collins dicendole che non poteva darle la ricevuta perchè il terminale era andato in tilt. Lei rispose: «Non si preoccupi, non è importante... semplicemente oggi è la mia giornata "no". Piuttosto mi spiace per la signorina qui dietro, immagino che non potrà servirla». L'impiegato ribattè: «Spiacente, è proprio così». E la signorina andò via con l'aria più affranta di prima.
Per il resto non c'è molto da raccontare... La signora Collins riuscì a fare tutti i servizi in tempo, tra l'altro incontrò l'amica con cui condivise i vari impegni e il ritorno in autobus. Prima di salire in casa, volse uno sguardo ai gattini e pensò: «Meno male, il vento sta calando».

mercoledì 13 luglio 2011

Libertà dedicate...



"Che bella Libertà"
Renato Zero, 1982
(...a una grande Amicizia)

Dove sei
Libertà
Ubriaca di parate e di bandiere...
Chi dirà…
Che il silenzio in fondo è libertà...
Chi dirà...
Che di troppa libertà si muore...
Qui in città
Tutto va...
Tutto va, se non si arrestano i motori.
Mentre poi,
Libertà, non si respira mai!
Chi lo sa
Quanto costa fare andare il cuore...
E pagherò i miei debiti,
Voglio acquistare solo cieli limpidi,
Tentare ancora di confondermi,
Con le montagne, con il mare, con chi sia...
Con questa vita ritornare in sintonia...
Fare l’amore con chi voglio io...
Avere un sogno che sia solo mio...
Ridere o piangere soltanto se mi andrà!
Usciamo fuori, non restiamo chiusi qua...
Nelle prigioni di cristallo
In questo mondo, sempre quello... che bella Libertà!
Pioverà...
Non pioverà...
Anche qui, qualcuno ha già previsto tutto.
Ma chi è
Questo dio che poi quel Dio non è!
Come può...
Un uomo solo fare tanto male.
Mentre poi, Libertà
Non ci somiglia mai.
Chi lo sa,
Quanto costa fare andare il cuore.
Il mondo sfoggia i suoi tentacoli,
Vite vendute senza troppi miracoli...
Un ululare di sirene e poi...
Solo domani scopriranno tu chi sei.
Sui muri la tua rabbia scrivi tu...
Quello che ami, è ciò che odi di più.
Cerchiamo un posto a questa Libertà,
Vestirla, amarla, andarci a letto, e chissà...
Chissà non torni un’altra volta Libertà,
questa tua voglia di abbracciarmi,
Questa mia voglia di seguirti.
Che bella Libertà!

"Liberi Liberi"
Vasco Rossi, 1989
(...a un grande Amore)
Ci fosse stato
Un motivo per stare qui
Ti giuro sai
Sarei rimasto sì
Son convinto che se
Fosse stato per me
Adesso forse sarei laureato
E magari se "lei"...
Fosse stata con me
Adesso...
Sarei sposato!
Se fossi stato,
Ma non sono mai stato così;
Insomma dai
Adesso sono qui!
Vuoi che dica anche se
Soddisfatto di me
In fondo in fondo non sono mai stato
"Soddisfatto" di che
Ma va bene anche se
Qualche volta mi sono sbagliato
Liberi liberi siamo noi
Però liberi da che cosa
Chissà cos'è? Chissà cos'è!
Finché eravamo giovani
Era tutta un'altra cosa
Chissà perché? Chissà perché!
Forse eravamo "stupidi"
Però adesso siamo "cosa"...
Che cosa ...che? ...che cosa ...se!?
"Quella voglia", la voglia di vivere
Quella voglia che c'era allora...
Chissà dov'è! Chissà dov'è!?
Che cos'è stato
Cos'è stato a cambiare così?
Mi son svegliato, ed era tutto qui.
Vuoi sapere anche se
Soddisfatto di me
In fondo in fondo non sono mai stato
"Soddisfatto" di che
Ma va bene anche se...
Se alla fine il passato è passato!
Liberi Liberi siamo noi
Però liberi da che cosa
Chissà cos'è? Chissà cos'è!
E la voglia, la voglia di ridere
Quella voglia che c'era allora
Chissà dov'è? Chissà dov'è!
Cosa diventò, cosa diventò
Quella "voglia" che non c'è più
Cosa diventò, cosa diventò
Che cos'è che ora non c'è più
Cosa diventò, cosa diventò
Quella "voglia" che avevi in più
Cosa diventò, cosa diventò
E come mai non ricordi più...

"La Libertà di volare"
Nomadi, 2000
(...a chi non crede nella Libertà)
Dimmi cosa vuoi fare,
È come stare alla catena.
Senza saper dove andare,
E respirare a malapena.
Aspetti ancora un sorriso, che ti permette di sperare.
Che ti fa sentire vivo, fedele alla tua linea e continuare
Ma ti piacerebbe fuggire lontano
E fermare chi si è permesso...
Di legare ad un muro le tue speranze
Per provare qualcosa a se stesso.
E allora tiri di più... e ti arrabbi di più
Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo...
Che sia la libertà di volare o solo per sentirsi vivo...
Corri per qualcosa, corri per un motivo...
Che sia la libertà di volare o solo per sentirsi vivo...
Vedrai che prima o poi
Qualcuno verrà di sicuro a liberarti.
Vedrai che ce la farai...
Non è detto che per forza devi fermarti.
E allora scoprirai che questo tempo che passa
Ricopre tutto ciò che ti resta
E che per avere la libertà
Dovrai per forza chinare la testa
Ma non è questo che vuoi... tu dimmi è questo che vuoi...
Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo...
Che sia la libertà di volare o solo per sentirsi vivo...
Corri per qualcosa, corri per un motivo...
Che sia la libertà, di volare o solo per sentirsi vivo...

DOC

domenica 10 luglio 2011

Anjeza Gonxhe Bojaxhiu:
«Tieni sempre presente...»


Sandro Pertini e Madre Teresa di Calcutta
Sandro Pertini e Madre Teresa di Calcutta - © Presidenza della Repubblica


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`è un`altra delusione.
Fino a quando sei viva/o, sentiti viva/o.

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite...
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa

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