domenica 27 febbraio 2011

Pericolo: limiti invalicabili



L'altra sera, con la mia bella condivisi un concetto che insieme giudicammo a prova di smentita. Si parlava di come ogni opera dell'intelletto umano si appresti ad infiniti ritocchi, rivisitazioni, cancellature e ristesure, con l'obiettivo di rispecchiare un modello di perfezione stampato nella mente genitrice, ma relativo e soggettivo come ogni cosa di questo mondo.
Un dipinto, una composizione musicale, una scultura, un romanzo, un film, un rapporto sentimentale, il confronto con gli altri... Il nostro approccio con la vita stessa viene costantemente messo in discussione da quella parte di noi che si identifica in un dio, inteso come crescita spirituale, ma anche nell'accezione più negativa di superbia e narcisistica onnipotenza.
Sì, perchè se è vero che cercare di fare sempre meglio è la più sacra delle strategie, è vero anche che, superando un centro di gravità già raggiunto, il castello di sabbia rischia di implodere sotto il peso dell'esagerazione di una deliziosa torretta in più.
Le opere di maggior valore da sempre appartengono a coloro che sono riusciti a cogliere il momento in cui bisognava fermarsi, con grande equilibrio interiore e sacrificando la propria frenesia di superarsi. Non c'è genio o talento che possa sfuggire a questa legge universale senza correre il pericolo del fallimento.
A tal proposito vorrei sottoporti tre semplicissimi esempi di come l'uomo, a mio avviso, avrebbe fatto meglio a limitarsi allo splendore pratico ed estetico già ottenuto.

Negli anni '70/'80 il modello di telefono fisso più diffuso era quello grigio, bombato, col disco numerato ma soprattutto con una cornetta che non avrà mai rivali: dalla scomparsa di quel modello non ho mai più afferrato una cornetta altrettanto saldamente e comodamente, per non parlare di quanto bene s'incastrava, grazie alla sua forma generosa, tra spalla e collo quando avevo bisogno di entrambe le mani libere. Bella ed ergonomica, finchè esisteranno i telefoni fissi sarà sempre oggetto di infinite interpretazioni plastiche, ma quando una cosa è già riuscitissima, perchè affannarsi ad andare oltre?

Nostalgia anche per le vecchie Lire italiane: le banconote, che erano più piccole e quindi facilmente tascabili, avevano la "grandezza" di rappresentare un popolo con la stessa dignità debitamente conferitagli, ad esempio, da Roberto Benigni nei suoi eccezionali monologhi, altrettanto corredati da immagini dei personaggi più illustri della nostra storia.
Nei borsellini pescavi le monete giuste a colpo d'occhio, e se ti cascavano 100 Lire il suono prodotto da quel dischetto di metallo era inconfondibile e mai paragonabile a quello sordo degli spiccioli di Euro. Per non parlare dei singoli centesimini-mini, un patetico ed insulso spreco di acciaio e rame che s'incastra nelle trame dei tessuti mettendo alla prova la meccanica della nostra lavatrice. E poi, per qualche motivo che mi sfugge, era anche più semplice avere con sè le monete appropriate per qualsiasi scambio commerciale, senza doversi caricare le tasche di spiccioli. E' vero, con l'Euro ci si può muovere tra i Paesi europei senza dover cambiare valuta, ma quanti di noi possono affermare che con quella evoluzione ci abbiamo effettivamente guadagnato?

«C'era una volta...» Terzo e ultimo rimpianto. Trattasi del "poco ma buono" riferito ai prodotti alimentari. Per la spesa era sufficiente il proprio quartiere: ero servito da esseri umani e trattato come tale, godevo di una selezionata qualità di prodotti di marca a prezzi onesti, e se l'assortimento era esiguo, meglio: ne beneficiava l'imbarazzo della scelta.
Oggi, per due uova fritte e due banane acerbe mi tocca raggiungere il super-mega-mercatone, del quale conosci benissimo le "peculiarità", portatrici insane di puro stress.
Purtroppo non possiamo continuare ad avvalerci dei piccoli commercianti, per lo stesso motivo per il quale stanno scomparendo: i prezzi proibitivi a cui sono costretti nell'intento di sopravvivere alla feroce corsa delle grandi catene commerciali. In questo caso, lo slogan che meglio sembra funzionare è quello coniato dai CCCP nella canzone "Morire", ovvero: «PRODUCI CONSUMA CREPA».

E con questo ho finito. Potrei andare ampiamente oltre, ma non vorrei incorrere proprio nell'errore che ho tentato di esorcizzare.

DOC

4 commenti:

Vele Ivy ha detto...

Quel telefono l'ho visto dal vero da piccola, a casa dei nonni (noi ne avevamo uno già un po' più moderno, con la cornetta meno curvilinea) e mi divertivo un sacco a infilare le dita nei cerchi dei numeri per farli girare.
Poi mi ricordo le 10 lire, con la pannocchia e per questo le mie preferite (adoro sgranocchiar pannocchie).
I fruttivendoli che ci sono ora, qui nel milanese li chiamiamo "i gioiellieri", per far capire che razza di prezzi propongano...

Mari da solcare ha detto...

Bel post. Mi piace il "lead" e il suo sviluppo: quasi un prezioso manifesto di poetica artistico-letteraria. Mi fa sorridere l'improvvisa e inattesa virata sul materiale: vecchi telefoni, vecchie monete, vecchi negozi... vengono impreziositi dallo sguardo pacatamente nostalgico di chi scrive.
Caro dr.Peter, sono solo perplessa sugli svantaggi dell'euro (secondo gli economisti maggiori dei costi: anche se, come dipendente statale, sono adesso senz'altro più povera.)
Per il resto mi associo alla sua dolce rimembranza del tempo che fu. Ma la spesa la faccio ancora sotto casa, in un negozio a conduzione familiare, e spesso compro "equo e solidale"!

Charmless Man ha detto...

Doc! belli i tuoi post.
Che dire? secondo me è un bene aggiornare continuamente le cose. Non so...pensiamo al telefono? se andiamo affondo per primo fu inventato il telegrafo ..che è stata senza dubbio un invenzione epocale per le comunicaizoni no? però poi si è potuti spinger eoltre ed è nata la linea telefonica... con una chiamata,digitando semplicmeente un numero potevamo metterci in contatto con un'altra persona lontana migliaia di chilometri. Fino ad arrivare ad oggi, con l'utilizzo di internet, web cam e chi più ne ha più ne metta. L'uomo ha sempre fatto tanti disastri nella sua storia..ma tutto sommato qualche invenzione utile c'è stata. Aggiornare costantemente qualcosa credo sia utile, quando si parla però di semplificare o migliorarne l'utilizzo.
Poi certo se la mettiamo sul punto di vista dei rimpianti,ti do ragione su tutto. Il fascino delle lire,i telefoni grigi degli anni 70/80 o le botteghe sotto casa dove potevi prendere dai salumi al detersivo senza doverti spingere necessariamente fino alla zona industriale per raggiungere il centro commerciale.
Comunque i tuoi post non annoiano mai...possono far "paura" per la lunghezza a chi non ti ha mai letto...ma stai tranquillo che dopo mezza riga già catturi il lettore con estrema facilità. Abile pescatore!
Un abbraccio Doc!

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

Che bello trovarvi riuniti nei miei commenti, spesso mi chiedo se davvero merito la vostra attenzione. Siete fantastici, amici miei, non avrei mai creduto di ottenere così tanto da così poco. Vi voglio bene e mi propongo di dimostrarvelo. Buon week-end a tutti. Yeppa!!!