lunedì 31 gennaio 2011

Trentuno Gennaio Duemilaundici



In numeri, 31/01/2011. Cos'ha di speciale questa data? Vediamo. Oggi si chiude il 1° mese del 1° anno del 2° decennio del 1° secolo del 3° millennio se consideriamo zero la nascita di Cristo. Non soddisfatto, cerco info su Wikipedia e prendo nota: tra 334 giorni si chiude l'anno (quanti capelli bianchi in più avrò non me lo sanno dire); nel 1776 Alessandro Volta scopre il gas metano (finalmente so con chi potrò prendermela per le bollette salate); nel 1930 la "3M" mette sul mercato lo "scotch" (non male, ma si incolla un po' al palato); nel 1963 il Friuli Venezia Giulia diventa regione autonoma a statuto speciale (quanti anni ha Bossi?); nel 1990 apre il primo McDonald's di Mosca (altro che nucleare, gli americani hanno capito che il nemico si sconfigge dall'interno).
Ora, a meno che tu non mi dica che è il tuo compleanno, sinceramente non mi sentirei di festeggiare alcunchè. Uso il condizionale perché, dopo aver cestinato nella differenziata quanto sopra e guardando questo lunedì da un'altra prospettiva, mi accorgo che ciò che cercavo lo stavo già assaporando. Intanto c'è da considerare che ciò che sto scrivendo, qualcuno lo sta leggendo: tu. Chiunque tu sia, sei entrata/o a far parte della mia vita (forse non lo saprò mai) ed io della tua, probabilmente solo per pochi minuti, comunque sufficienti a cambiare un destino. Magari leggendo hai dimenticato di tirar via la pasta dal fornello, mi maledirai per le tagliatelle scotte, il tuo partner te le rinfaccerà e il tuo matrimonio andrà a rotoli anche per questo motivo.

Un destino infiniti destini: nel matrimonio sono coinvolte almeno due persone, se poi hanno figli capisci bene come ciò si rifletterà anche sulla loro vita e quindi su quella dei tuoi nipoti, nonchè su quella dei loro figli, senza contare il contorno dei familiari. Forse scrivendo queste parole sto compromettendo le generazioni a venire, sicuramente sto timonando il futuro dell'intera umanità, di cui peraltro ignoro il porto verso cui è diretto. Ma questo lunedì non vuole smettere di sorprendermi, e io voglio divertirmi a rendertene partecipe nell'auspicio che anzichè scuocere le tagliatelle, il tuo attardarti a leggere ti favorisca un destino migliore di quello previsto: magari alla fine dell'articolo ti muoverai verso un incontro fatale, una svolta positiva, un colpo di fulmine di cui poi mi ringrazierai perchè se ti fossi mossa/o prima, non ti avrebbe folgorata/o.
Non sono Dio grazie a Dio, ma questo potere ce l'ho, e allora mi rendo conto che Dio è dentro di me. E dentro di te. In qualche maniera siamo tutti profondamente collegati in un incredibile intreccio, e non c'è azione che compiamo che non sia determinante per l'avvenire. Se andassi avanti a ragionarci sopra forse impazzirei... Se tu pensi di uscirne indenne, o se non temi la follia, provarci pure; io intanto ho da snocciolare un altro pensiero.

Del presente in cui scrivo (o se preferisci tu leggi) fermerò un secondo. In quel secondo un gabbiano afferra con il becco un pesce sul pelo dell'acqua, contemporaneamente un'ape punge e muore, un furfante viene beccato con le mani nel sacco, il vagito di un ex-feto piange alla vita, un cinese timbra il cartellino, tonda goccia di rugiada cade sopra una cicala, Piero mette su un Cd, una donna scopre di essere lesbica, un ubriaco ammazza qualcuno prima di se stesso, un bambino entra all'asilo, un Hard Disk smette di funzionare, un fiocco di neve ingrossa una slavina che vien giù senza far morti, un vecchio fa il suo ultimo tiro alla pipa, un dittatore dichiara guerra, una gallina fa l'uovo, un cellulare squilla, uno spermatozoo su migliaia ce la fa, una foto subacquea cattura un ippocampo, un asteroide scheggia Venere, Maria esce di casa, un pinguino s'addormenta, un ragazzo si sveglia dal coma, una scadenza scade, un'idea s'accende, un innocente viene giustiziato, un peperone mangiato, un bacio insperato, un pelo rasato, un calzino spaiato, un rossetto seccato, fuochi d'artificio, mele mature, dentifricio, raggio di sole, asfalto, coccinelle, saliva, valigia, nozze, cozze...

Quanto dura un secondo di un lunedì? Quante cose accadono in questo infinitesimale archetto di tempo? Ho detto che avrei fermato un secondo, ma è solo una metafora: come catturare un presente che mi investe dal futuro invecchiandomi inesorabilmente? Domenica guardavo nel futuro questo lunedì, che martedì archivierà nel passato. Sarà così per l'eternità, ma per quel che ci riguarda durerà solo fino alla fine del mondo, ovvero la fine dell'umanità, quando tutte le donne e gli uomini saranno morti, e ancora meno per coloro che moriranno nel frattempo: per lei o lui il mondo sarà già finito.
Tornando a quel secondo, per concludere, aggiungerei che se mi proponessi di sfruttarlo meglio, se m'infilassi due calzini anzichè uno solo, se riuscissi a fare tutto più in fretta, la lunghezza della mia giornata, della mia vita, si dilaterebbe, potrebbe diventare doppia o addirittura tripla. Ipotetici 100 anni di vita varrebbero come 300. Al contrario, nel caso della flemma di un pigro come il sottoscritto, che in un secondo infila appena l'alluce in quel calzino, la vita si accorcia sensibilmente (100 anni = 30? Forse è per questo motivo che qualcuno mi giudica immaturo e infantile). In quest'ottica, città come Bari o Pisa sono favorite nello sviluppo rispetto, ad esempio, ad Alessandria. Gli abitanti di quest'ultima impiegano infatti più del doppio di tempo ogni qualvolta devono riportare il nome del loro Comune di appartenenza su documenti, quotidiani, targhe, insegne, ecc.

Detto ciò ti lascio alle tue riflessioni, credo sia meglio che vada a indossare quei calzini: mi seccherebbe giungere scalzo alla mia fine del mondo. Se solo mi ricordassi in quale angolo di spaziotempo li ho riposti...

DOC


«Se non mi chiedono cosa sia il tempo lo so,
ma se me lo chiedono non lo so».

S. Agostino

3 commenti:

Mari da solcare ha detto...

Eh, si. Sono mono-tona, mono-corde: il dr.Peter ha talento. Riesce ad emozionare il lettore/la lettrice. Scusate la mia mania delle pari opportunità linguistiche: diciamo che il dr.Peter emoziona il/la... leggente. Che esce dal post carico/a di suggestioni filosofiche ed esistenziali degne di... Kierkegaard e dei crepuscolari, di un'impalpabile malinconia che si sposa a una costante e fine ironia, di un velo di nostalgia che si accompagna alla musica tenera di vera poesia.

Vele Ivy ha detto...

E poi - sempre per mantenere l'immagine della piccola divinità che sta dietro allo scrittore e a chiunque compia azioni - l'attimo che hai creato, e che ci hai fatto vivere nelle tue parole, ormai è eterno. L'abbiamo vissuto e niente potrà mai più cancellarlo. E' una piccola pietra messa lì perennemente, nelle vite di tutti noi... e chissà quali conseguenze avrà!

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

@Maria - C'è anche chi riesce ad emozionare lo scrittore con sublimi commenti... non è da tutti. Grazie infinite, Maruzza. Un abbraccio.

@Vele - La migliore conseguenza che potessi sperare l'ho ottenuta, e i deliziosi commenti qui riportati lo provano. Grazie per il tuo coerente arricchimento, Vele. Ciao.