domenica 24 ottobre 2010

Doctor Peter racconta / 7° episodio: Funghi blu sotto un cielo rosa

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.

Funghi blu

- Ma allora Silvio era stato miracolato dai tre gattini? - chiese Francesca.
- Proprio così - le rispose Peter - ma era stata la gatta che lui aveva salvato a guidare il loro intervento, attraverso il potere che aveva assorbito dal fulmine.
- Ah. Che bella storia: se ho ben capito la morale è che a far del bene si ottiene sempre del bene - aggiunse la ragazzina.
- Sì... Ma ora si è fatto tardi. Devo andare, è quasi ora di cena - disse Peter.
- Va bene - gli rispose Francesca - ci vediamo domani. Toccherà a me inventare una storia... Speriamo che mi venga in mente qualcosa.
- Dormici su - ribattè lui salutandola - vedrai che la notte ti porterà consiglio.
- Stanne certo - gli rispose Francesca avviandosi verso casa.
Lei e Peter erano buoni amici, e quando al pomeriggio si incontravano, gli piaceva giocare a scambiarsi piccoli racconti di fantasia. Lui, essendo più grande, era favorito in questo compito da un bagaglio di esperienze di gran lunga superiore, e vi attingeva arricchendo gli spunti con buone dosi di immaginazione. Ma lei si era sempre mostrata un'ottima sfidante, e in più aveva un asso nella manica che non avrebbe mai rivelato.
Quella sera, subito dopo cena, Francesca andò nella sua stanza, dicendo ai genitori che era stanca e voleva stendersi a leggere un po'. Una volta sul letto spense la luce, accese una candela bianca al profumo di rose e aprì un antico librone in cerca di ispirazione per la storia dell'indomani. In realtà, come lei ben sapeva, le parole di quel libro avevano la virtù di generare un incantesimo che l'avrebbe trasportata in una magica dimensione extratemporale.
Ad attenderla in quel luogo fuori dal tempo c'era Benedetta, amica e confidente: anche lei possedeva un libro simile, così si ritrovavano spesso a condividere le bizzarre avventure dello strano mondo fatato in cui approdavano.
- Benedetta, devi aiutarmi. - le disse l'amica concitata, e continuò: - Devo assolutamente inventarmi una storia originale per domani. Peter ne ha raccontata una molto bella, ma io sono del tutto priva di ispirazione, e non ci tengo a fare una figuraccia.
- Ah, Franceschina mia, come aiutarti? Io non ho molta fantasia, e abbiamo anche poco tempo. Ci vorrebbe proprio una magia...
- Una magia... Ma certo! Perchè non ci ho pensato prima? - disse Francesca stringendole le braccia.
- So a cosa stai pensando, furbina, ma ricordati che c'è sempre un prezzo da pagare - la redarguì Benedetta.
- Pagherò. Non posso permettermi una scena muta, domani: Peter mi prenderebbe in giro tutto il giorno. Andiamo. - Così dicendo, la prese per mano e insieme si inerpicarono per un sentiero che attraversava l'oscuro "bosco dei funghi blu".
- Guarda Benedetta: ne ho trovato uno - disse Francesca, raggiante, dopo oltre un'ora di ricerche ad occhi bassi.
- Finalmente. Ma... sei sicura di farlo? Guarda che poi non potrai più sottrarti alle conseguenze - ribattè la compagna, preoccupata.
- Stai tranquilla, - rispose lei - l'ho già fatto una volta, anche se devo ammettere che poi non fu per niente facile rimettere a posto le cose. - Quindi raccolse il grosso fungo blu che aveva trovato ai piedi di una vecchia quercia e gli diede un bel morso.
- E' dolce - disse Francesca.
Ingoiato l'ultimo pezzo, si sentì pervadere da uno strano calore, e per pochi istanti il suo volto si tinse dello stesso colore del fungo. Poi, guardando l'amica negli occhi, le disse: - Ce l'ho. Ho un racconto. Una bellissima storia, impressa nella mia mente. Domani Peter resterà di stucco.
- Ti senti bene? - le chiese Benedetta.
- Benissimo - rispose Francesca, e continuò: - Forse era vecchio e ha perso i suoi contropoteri, ma in compenso quel fungo mi farà sicuramente brillare agli occhi di Peter, domani. Adesso andiamo però, devo rientrare. La storia è bella ma anche lunga, e voglio essere riposata per quando la racconterò: non posso rischiare di dimenticare qualche passaggio.
Tornando per il sentiero, le due amiche discutevano allegramente del buon successo di quella spedizione. Ma improvvisamente...

Improvvisamente l'autore di questo racconto decise di affidarne la conclusione proprio a te che lo leggi: inventa un finale, anche breve, e postalo nei commenti qui in basso. Quello che sarà ritenuto più appropriato ed originale, sarà lo spunto, tra una decina di giorni, per il prossimo episodio di "Avventura senza fine".

*     *     *

P.S.: Ringrazio fin d'ora chi vorrà cimentarsi. E ricordate: in caso di mancata ispirazione i mitici funghi blu dell'uomo che vola pazzo li trovate ora in tutti i supermercati, ma resta a voi descriverne le controindicazioni.

Bene bene. Oggi, a distanza di un mese, sono lieto di assegnare un finale a questa avventura, gentilmente fornito dall'amica Maria, che ringrazio per la sentita partecipazione. Il racconto ha avuto la sua degna conclusione, ed io ho evitato l'imbarazzo di dover scegliere tra più soluzioni. In più c'è da dire che le sue trovate sono dei veri e propri voli di fantasia; il bel finale by Maridasaro lo trovi cliccando su "commenti" qui in basso. Buon divertimento.

2 commenti:

Maridasaro ha detto...

… scoppiò un fortissimo temporale: tuoni, fulmini e chicchi di grandine grossi come noci. Le due amiche corsero velocissime verso le loro casette. Quand’ecco, un fulmine cadde proprio accanto a Francesca, incenerendo un piccolo arbusto vicino. La bambina si fermò di colpo, con una strana espressione nel viso. - Come stai? – le chiese l’amica con una vocina tremante - Bene… – rispose Francesca con un filo di voce. Continuò a camminare veloce, stringendo forte la mano di Benedetta. Che strano: si sentiva intontita, come se la scarica elettrica avesse attraversato la sua testolina.
A casa, trovò ristoro nella buona minestra preparata dalla mamma e nella soffice trapunta azzurrina col disegno di stelle e pianeti. Il giorno dopo l’aspettava la gara con Peter, nel giardino accanto alla scuola, sotto il pino dalla grande chioma ombrosa. Peter le domandò se voleva raccontare per prima la storia. - No – rispose Francesca, che sentiva un gran vuoto e un gran pieno nella testa e nel cuore. Il racconto di Peter fu, come al solito, ricco e avvincente. - Tocca a te adesso – incalzò lui con un sorriso. Francesca si sentiva confusa: uno strano calore le pervadeva la fronte. - C’era una volta… - iniziò piano piano… Ma ecco, d’un tratto, il suo volto fu tutto soffuso di luce azzurrata. Le sue labbra continuarono a muoversi, ma Peter non sentiva più niente. Accadde però una cosa bellissima: si avvicinarono a loro due cani, una gatta con tre gattini, un coniglietto bianco con le orecchie rosa e tanti uccellini. Erano come rapiti dalla storia silente della ragazzina. Anche Peter si sentì attraversato da una sensazione benefica: come se avesse mangiato il suo gelato preferito, preso un buon voto e vinto la gara di nuoto a cui tanto teneva. Dopo un po’ le labbra di Francesca si chiusero. La luce azzurra scomparve con un lieve fruscio. – Ti è piaciuta la mia storia? – chiese, incerta, all’amico. – Brava, bravissima…- applaudì Peter, convinto. Anche gli animaletti muovevano le code e le ali, quasi a volere applaudire anche loro. – E’ tardi, la mamma mi aspetta – esclamò Francesca salutando il compagno di giochi. – Guarda, Francesca, guarda, non c’erano quando siamo venuti – disse eccitato Peter indicando alla compagna gli inconsueti funghetti blu apparsi sotto l’albero. – Sarà una nuova specie – gli fece eco Francesca – avvicinandosi meravigliata ai funghetti. – Che bello, nel nostro giardino, compaiono nuove specie, anziché scomparire – commentarono i due ragazzini. – Perché il nostro è un giardino speciale – concluse Peter – forse alberi e piante sanno che vogliamo loro un gran bene - .

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

:) Esilarante. Grazie, compagna d'avventure.