martedì 27 luglio 2010

Matto Matteo



Matto Matteo si aggira per strada,
pedone provetto sfida l'asfalto,
cerca qualcuno, incontra Spada,
gli chiede due tiri, lui guarda in alto.

Matto Matteo riprende il cammino,
a testa bassa ma sempre guardingo;
cerca qualcuno, un collega di vino,
quale son io che qui lo dipingo.

Matto Matteo vorrebbe parlare
di quell'amico che han maltrattato
o di quell'uomo che sta sull'altare
o della rivolta che ha sempre sognato.

Matto Matteo lo conoscono in tanti,
più per cognome che non per il nome,
il suo portafogli pieno di santi
ora l'ha perso, non si sa come.

Matto Matteo è un buon compagno,
uno qualunque ma non uno a caso;
in questo viaggio io l'accompagno
poi lo saluto asciugandomi il naso.

DOC

2 commenti:

Mari da solcare ha detto...

Meritava di essere commentata "Matto Matteo". Perchè sottende uno sguardo profondamente umano: uno sguardo rivolto alle figurine scartate, al due di briscola, alle creature di seconda classe.
Uno sguardo empatico, etico ed egualitario, in una società dove, al contrario, contano solo ricchezza e potere.

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

@Maruzza - Grazie per il riscontro, centrato in pieno. Con la sola differenza che, nel caso specifico, si trattava di una persona (di profonda cultura comunista: il 95% dei suoi ragionamenti era incentrato sulla politica) che della sua condizione ne aveva fatto una (discutibile) presa di posizione, tanto che non si capiva più se fosse stata la società a rifiutare lui o il contrario. Ciao.