lunedì 27 dicembre 2010

Alla Terra


Sistema Solare, 1999

Cara Terra,

oggi mi sento un po' sola, così ho deciso di scriverti due righe... Sai com'è, a volte non riuscire a dare uno scopo alla propria esistenza può risultare piuttosto deprimente, ma poi penso a te e mi rendo conto di doverti eterna gratitudine per aver da sempre dato un senso alla mia presenza in questo spazio immenso e silenzioso.
La nostra natura ci allaccia in un rapporto di amore spaziale che non sarò mai in grado di ricambiare a sufficienza; mi sento in dovere, inoltre, di lodare quei piccoli esseri intelligenti che ti distinguono dagli altri pianeti del Sistema e che ogni giorno mi dimostrano il loro affetto dedicandomi mille poesie e mille canzoni.
A malincuore, così come li stimo, non posso fare a meno di prendere atto delle contraddizioni a cui gli esseri umani sono spesso soggetti. Tante volte mi sono chiesta, ad esempio, il motivo che li spinge a sporcare l'ambiente che li circonda; una volta mi dicesti che è uno spiacevole risvolto del progresso, ma non ho ancora capito bene il valore che loro danno a questa ambigua parola. Certo, di strada ne hanno fatta parecchia dall'epoca in cui erano in grado di compiere solo quelle poche azioni dettate dall'istinto di sopravvivenza. Ricordi? Ti ho già scritto dell'immensa felicità che provai la notte in cui vennero a trovarmi. Li accolsi a braccia aperte e pregai affinché non gli accadesse nulla, data la pericolosità di quella prima missione. Non avevano cattive intenzioni, si limitarono ad osservarmi e portarono via solo qualche sassolino.
Come potrei non avere una buona considerazione della razza più evoluta che io conosca? Sono ancora convinta che agiscono in buona fede, ma non vorrei ricredermi sull'idea che mi sono fatta; ho osservato i loro successivi movimenti nello spazio e penso che la parola "progresso" non si possa identificare in un desiderio di evoluzione, quando viene utilizzata come pessima giustificazione con cui bollare l'immane quantità di scorie che vi hanno abbandonato. Cerca di capirmi, non posso accettare che la purezza dell'Universo venga sconvolta dalla loro scienza, o meglio, dalla loro incoscienza.
Ho visto come hanno modificato la tua superficie, i tuoi mari, la tua atmosfera... Sarò schietta, lo dico tanto per te quanto per me: sempre più spesso si spingono fin qui per installare le loro basi, per scrutarmi e analizzarmi, e ciò mi fa pensare che a poco a poco si approprieranno del mio futuro.
Non sarà certo la mancanza di un'atmosfera adatta o la differenza tra le nostre forze di gravità, ad evitare che questo loro progresso coinvolga anche chi ti sta scrivendo. Lo so, non puoi farci niente neanche tu, è un processo apparentemente inarrestabile la cui fine probabilmente coinciderà con la fine dell'umanità. Non è forse un incredibile paradosso, quello a cui stiamo assistendo?
Ma ora cambiamo discorso, so quanto soffri a causa di questo problema e spero che considererai questo mio piccolo sfogo come un sincero messaggio di solidarietà. D'altra parte, non è affatto semplice trovare argomenti da discutere, quassù: a parte le rare piogge di asteroidi, non accade quasi mai nulla; trascorro la maggior parte del tempo a osservare gli umani lì da te, coi loro penosi fuochi d'artificio e gli altrettanto patetici giochi di potere, per non parlare - e qui mi ripeto - del loro pericoloso progresso tecnologico. Chissà quante me ne potrai raccontare, quando mi scriverai la prossima volta.
Ah, ma che scema. Quasi dimenticavo l'evento più importante di quest'ultimo periodo: parlo della recente eclissi che ci ha visto allineati con Padre Sole. Confesso che tutte quelle dicerie sull'eclissi di fine millennio, secondo cui si sarebbero verificati cataclismi di ogni tipo, mi avevano un po' turbata.
Fortunatamente, Dio ha voluto che non accadesse nulla; anzi, devo dire che è stata un'esperienza molto emozionante: un'infinità di esseri umani erano lì con lo sguardo rivolto al cielo ad attendere il mio arrivo, e il mio lento interpormi fra te e il Sole, con l'affascinante oscuramento di quest'ultimo, è stato attentamente osservato con le loro lenti speciali. Ho provato il piacevole imbarazzo di chi veste l'importante ruolo di protagonista, in quello che considero uno dei più straordinari spettacoli che l'Universo ci possa offrire.
Da astro fondamentalmente notturno quale sono, quelle rare sortite di giorno mi fanno uno strano effetto: in un primo momento mi sento come un pesce fuor d'acqua, ma poi mi rilasso e me la godo con la serenità tipica dei giorni di festa.
Ogni novità, in fondo, costituisce per me un'ottima medicina contro la pressante monotonia dello spazio infinito; sebbene non riesca ad immaginare un ambiente migliore, bisogna ammettere che quello che ci ospita è alquanto noioso. E' la sua stessa perfezione, a mio parere, che lo rende tale. Mai un viaggetto fuori orbita, mai che si possa far conoscenza con qualche nuovo pianetino, anche solo per scambiare due chiacchiere. E' vero, sono piuttosto vecchia, ma avrò diritto anch'io a divertirmi, no? Meno male che ci sei tu, mia cara Terra, altrimenti sarei già morta di solitudine...
Beh, ora devo lasciare il passo al Sole: non siamo ancora all'equinozio di Settembre e in questo periodo è ancora abbastanza mattiniero. Beato lui, che brilla di luce propria. A me, per farmi bella, ogni volta mi tocca attendere più di quattro settimane!
Saluta da parte mia tutti gli esseri viventi che ti fanno compagnia, non lasciare che le scorrettezze degli umani ti stressino troppo e scrivimi presto. Attendo con ansia la tua prossima. Stammi bene, mia cara, e ricorda che non ti abbandonerò mai.

                                                                                                                 Tua fedelissima

                                                                                                                             Luna

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giovedì 23 dicembre 2010

Minestrone a volo libero



Piuma. Uccello. Volo. Nuvola. Pioggia. Riparo. Casa. Camino. Famiglia. Finestra. Povero. Pena. Problema. Amore. Soluzione. Umano. Esistenza. Universo. Perverso. Dio. Peccato. Giustizia. Morale. Favola. Sveglia. Corpo. Io. Spirito. Fuoco. Strada. Ostacolo. Forza. Incontro. Autunno. Lui. Fulmine. Lei. Scontro. Stanco. Notte. Bianco. Alba. Sole. Viaggio. Fine. Spazio. Luce. Neonato. Specchio. Vecchio. Morto. Giorno. Sepolto. Sorriso. Petalo. Agenda. Ritardo. Cena. Sesso. Latte. Notte. Oggi. Noia. Albero. Niente. Oh. Disgrazia. Pianto. Pietra. Frutta. Lavoro. Maturo. Verme. Colpevole. Assolto. Martello. Cappotto. Borsello. Nudo. Prigione. Scarpe. Evaso. Futuro. Alto. Onesto. Stronzo. Freno. Sbronzo. Rotto. Incidente. Dente. Buio. Occhiali. Baffi. Giornali. Aiuto. Polizia. Zia. Erede. Terra. Vento. Convento. Contento. Quiete. Sete. Pozzo. Luna. Sorella. Levante. Cadente. Stella. Stagno. Rana. Fame. Zanzara. Fanfara. Cagnara. Mattina. Cretina. Barba. Caffè. Parco. Fiori. Salute. Cane. Cacca. Amicizia. Parola. Guinzaglio. Tardi. Scuola. Papà. Nonno. Mamma. Ninna. Nonna. Nanna. Canna. Sfreccia. Gioventù. Disco. Beata. Erba. Cazzo. Ragazzi. Capelli. Fratelli. Cavalli. Fondelli. Suicidio. Finta. Depressione. Trapasso. Sorpasso. Progresso. Gesso. Lavagna. Chiesa. Vergogna. Potente. Crimine. Santo. Onore. Pazzo. Scherzo. Bestia. Sangue. Ferita. Tatuaggio. Neo. Bacio. Seno. Saliva. Mentiva. Egoista. Sigaretta. Divorzio. Amante. Amata. Utente. Arrivista. Rivista. Modello. Bello. Superman. Vamp. Bella. Pettegola. Pecora. Mercato. Offerta. Mela. Creato. Adamo. Vita. Serpente. Eva. Eden. Croce. Gesù. Maria. Ulivo. Vischio. Palle. Natale. Pace. Colomba. Sacrificio. Uovo. Piuma.


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domenica 19 dicembre 2010

Il pensiero che conta



Poniamo il caso che questo Natale uno dei miei ospiti si presenti a pranzo a mani vuote, e si giustifichi dicendo che non è proprio riuscito a comperarmi i gianduiotti...
«Ma figurati, è il pensiero che conta» gli risponderei, per non fargli pesare la cosa. Ora, prendendo questo piccolo aneddoto solo come esempio, vorrei soffermarmi su quella frase fatta: «E' il pensiero che conta»...

Il pensiero, superpotere che ci contraddistingue (anche se non sempre positivamente) da tutte le altre forme di vita a noi note, è quanto di più straordinario ci appartenga fin dalla nascita. Risultato alchemico di complicate connessioni nervose, questa energia che noi percepiamo come una sorta di astrazione piuttosto omogenea, può tradursi in azione, e quindi interessare il mondo materiale, oppure restare semplicemente sospesa nella sua dimensione originale all'interno della mente ospitante. Ma soprattutto ci rende consapevoli della nostra presenza fisica e spirituale, requisito fondamentale per poter interagire con le altre creature e con l'ambiente circostante.

Non c'è azione che compiamo che non sia dettata dal pensiero: se ad esempio vogliamo fare un castello di sabbia, il pensiero, che è già intervenuto nel fornirci quell'idea, si fa prima immaginazione, plasmando in un attimo il castello nella nostra mente come modello a cui riferirsi, quindi agevola tutta una serie di meccanismi che potrà gestire anche in contemporanea: comanda l'intero corpo per modellare la sabbia (gambe, braccia, mani, occhi...); giudica e misura le forme del castello in modo che venga su secondo i nostri gusti personali e seguendo opportune leggi della fisica che ne garantiscano la stabilità; ci mette in allerta su eventuali cause di disturbo (bagnanti, onde, pallonate, ecc.); ci consente di comunicare con il nostro vicino, e intanto magari ascoltiamo anche la musica o le notizie alla radio; ci ricorda degli errori che abbiamo fatto quando abbiamo costruito il precedente e fa tesoro di quelli nuovi che commetteremo per evitare che si ripetano in futuro; ci avverte di qualsiasi necessità dovesse risentire nel frattempo il nostro corpo (acqua, cibo, riposo...).

Se continuassi potrei riempire un libro per quante cose "ci passano per la testa" durante una così breve e semplice operazione. E a proposito di tempo, è incredibile come si possa fare affidamento al pensiero per spostarsi rapidamente nel tempo («quando ero piccolo...», «poco fa...», «domani sarò in quel luogo...», «quando andrò in pensione...», eccetera). Ma anche nello spazio: chiudo gli occhi, immagino una spiaggia thailandese, ed ecco che me la figuro, e quasi riesco a sentire la brezza del mare e il fragore delle onde. E il tutto con una velocità matematicamente superiore a qualsiasi altra.

Posso intonare una canzone, col solo pensiero, senza aprir bocca. Posso proteggere segreti all'interno dei miei pensieri per tutta la vita. Posso risvegliare i sensi senza adoperarli: se immagino di sgranocchiare dei pop-corn, ne immagino la forma irregolare e il colore candido (vista), l'odore dolciastro del fritto (olfatto), il sapore salato (gusto), la morbidezza e l'unto (tatto) e perfino il rumore che fanno sotto i denti (udito).

E per quanto riguarda la dimensione reale, il mio accenno all'universo mentale (infinito come quello spaziale) termina qui. Ma c'è dell'altro...


Ti capita mai di fantasticare? Sicuramente hai già capito dove voglio arrivare: dico che se davanti a quel castello di sabbia volessi immaginare un drago che fa la guardia a una principessa rinchiusa in una delle sue torri, il mio "film" è pronto in un battibaleno. In quest'ottica, si apre un altro canale sconfinato che è dentro ciascuno di noi, forse quello che più ci avvicina al Divino. Potenza creatrice, più che creativa, libera da qualsivoglia regola e perciò maggiormente godibile: immaginare qualcosa di reale (dipingere un ritratto) richiede molta più concentrazione rispetto ad abbandonarsi alla fantasia (dipingere un quadro astratto).

Ulteriori riflessioni le affido al tuo pensiero, ma prima di lasciarti permettimi di liberare la principessina: «Arrivò Goldrake, che con la sua alabarda spaziale tagliò a metà quella torre, sollevò la principessa col raggio anti-gravitazionale, fece amicizia col drago e poi tutti insieme andarono al cinema a vedere "Pensiero stupendo", sgranocchiando rumorosamente i verdi e dolci pop-torn, snack ovali all'aroma di fantasia».

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lunedì 13 dicembre 2010

Cose dell'altro mondo



Diletta, anche se ormai adulta, restava sempre la più coccolata di tutte. Aveva visto la luce per ultima, e per questo motivo, quando venne al mondo, a causa dell'affaticamento della madre rischiò davvero di restare soffocata. Quell'episodio la consacrò come figlia di un miracolo, e le valse un affetto particolare da parte dei genitori, delle sorelle e di tutta la comunità. Prima di lei erano nate Arabella, Celestina, Piroetta, Serenata, Giuditta, Stella, Letizia, Marilyn, Bea e Decima. Una bella cucciolata, non c'è che dire: ma grazie alla buona educazione che avevano ricevuto, raramente le si sentiva litigare.
In una sera limpida di mezzaluna uno Spavaldo, elfo dei mari la cui razza si distingueva per sfrontatezza, al termine di un battibecco, la insultò: «Cicciona». Diletta, indispettita, reagì rincorrendolo per miglia e miglia... finchè, ad un certo punto, lo perse completamente di vista. Ormai era quasi ora di cena, così lasciò perdere l'elfo e invertì direzione per tornare dal suo branco, anche se questa volta avrebbe nuotato molto più lentamente perchè la fame e la stanchezza l'avevano debilitata.
Aveva già percorso metà del tragitto, quando improvvisamente il mare intorno a lei divenne più buio del normale; fece mezzo giro su se stessa per guardare verso l'alto, e vide un'enorme sagoma nera che impediva ai flebili raggi di luna di raggiungerla. Non le piacque per niente. Fece un guizzo e accelerò l'andamento, ma subito dopo sentì un tonfo vibrare pesantemente dietro di sè. Con un colpo di coda scansò un oggetto che stava per colpirla ad un fianco, quindi si voltò nuovamente verso l'origine della minaccia, e comprese con orrore che si trattava di un grosso arpione che l'aveva sfiorata terminando la sua corsa nel corallo. Rimase impietrita alcuni secondi, poi ebbe uno scatto e riprese la fuga sfruttando al massimo le poche energie che le restavano.
Disincagliato l'arpione, la baleniera recuperò in fretta il vantaggio di Diletta, che nel frattempo era stata raggiunta dai genitori e dalle sorelle. Poco dopo, la scena che la povera balena vide davanti a sè fu a dir poco straziante: un arpione andò a segno sulla pancia della madre, sotto lo sguardo raggelato dei familiari. Alcuni di loro si mossero immediatamente in suo soccorso, altri si diressero verso la nave nel disperato tentativo di rovesciarla. Da quel momento l'acqua cominciò a tingersi di rosso porpora, un torbido manto che avvolgeva tragicamente l'imponente figura della sfortunata balena, man mano che si dimenava per liberarsi. Dall'alto intanto provenivano suoni in una strana lingua, forse giapponese: erano i balenieri, che tirando inesorabilmente la loro preda verso la prua, inneggiavano alla "vittoria".
- Mamma! Mamma! - urlava Diletta insieme alle sorelle, cercando di liberarla con inutili e laceranti colpi sul cavo d'acciaio dell'arpione, mentre il padre si scagliava ostinatamente contro lo scafo.
- Diletta, figlia mia... - rispose piano la madre.
- Mamma!!! - gridò ancora una volta la balena, con gli occhi gonfi di lacrime.
- Diletta... Svegliati Diletta! Stai sognando, piccola - disse quindi ad alta voce la madre, dandole dei piccoli buffetti con la pinna.
- Oh, mamma! Grazie al cielo! Era così... così reale. Che orribile incubo!
- Lo vedo, Diletta, ma adesso calmati, sei con la mamma, è tutto finito. Poi mi spiegherai dove ti eri cacciata: eravamo tutti in pensiero...
Più tardi la balena, rasserenata dall'atmosfera pacifica che l'aveva da sempre circondata, ma con le rosse immagini di quel terribile massacro ancora vivide nella memoria, raccontò ai familiari il suo sogno.
- Ah! Ah! Quello Spavaldo deve averti fatto girare veramente la testa! - commentò la madre, e continuò: - Una storia così la dovevo ancora sentire. Ma che fantasia hai, piccola? Scherzi a parte, lo sai che non corriamo alcun pericolo: posso assicurarti che mai e poi mai l'uomo ci farà del male, quant'è vero che nel cielo splendono tre soli.


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domenica 12 dicembre 2010

Fiona? Meglio: Rapunzel!


Rapunzel
Copertina del libro "Rapunzel" dei fratelli Grimm, illustrazione di Katalin Szegedi

Eh, sì: non ci sono più le principesse segregate di una volta, tristi e rassegnate ad un infame destino, che trascorrono la loro prigionia nella speranza di essere salvate dal principe azzurro di turno. In "Shrek", fortunata e spassosa serie d'animazione, il concetto viene già ribaltato con Fiona, di cui ci sorprende la grinta, l'abilità nelle arti marziali e la potenza degli acuti, capaci di far esplodere i passerotti che hanno la sfortuna di incontrarla. Nell'ultimo episodio "Shrek e vissero felici e contenti", in un futuro alternativo, la troviamo addirittura a capo di una legione di orchi battaglieri pronta a scatenare una rivoluzione.
Ma è in un'energica Rapunzel che si afferma lo spirito bellicoso delle principesse del terzo millennio, riscattato da secoli di umida apatia. "Rapunzel - L'intreccio della torre", firmato Walt Disney (!) e godibile nelle sale in questo periodo, reinterpreta la favola di Raperonzolo dei fratelli Grimm non solo nella caratterizzazione della protagonista e degli altri personaggi: è una coraggiosa rivisitazione che manipola i punti chiave della trama tanto da farne una degna "bella copia". Bisogna dire infatti che quanto toglie alla fiaba originale lo rimpiazza con trovate geniali e intriganti colpi di scena, al punto che definirlo "cartone" è decisamente riduttivo (lo consiglio a chiunque abbia superato gli zero anni d'età).
Il fiume di capelli di una principessa armata di padella catturano lo spettatore già dalle primissime scene, per poi trascinarlo in un'appassionante avventura e assorbirlo completamente sino ad un finale prima tragico, poi commovente, quindi ovviamente festoso. La comicità è il principale degli ingredienti: risate a crepapelle in una ricetta composta da un'animazione in Computer Graphic senza precedenti arricchita dalle recenti tecniche 3D, irresistibili scene "musical" nella più classica tradizione disneyana, e una umanità nei sentimenti e nelle espressioni dei personaggi davvero fuori dal comune... Il resto te lo lascio scoprire, perchè se ancora non l'hai visto non devi perdertelo.


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giovedì 9 dicembre 2010

Ode semiseria al Tiramisù


TiramisùOh, Tiramisù

Un'estasi dal piattino

scateni sul palato
ad ogni cucchiaino
supremo e prelibato.

Soffici savoiardi,

leggeri leggeri,
ne mangio a miliardi
senza darmi pensieri.

La crema al mascarpone

l'han fatta proprio bene,
come il latte di Giunone
mi dà forza nelle vene.

Ma ecco un altro gusto:

è il caffè della moka,
energico e robusto
come un colpo di bazooka.

Cacao amaro amaro

contrasta la dolcezza
in un connubio raro
d'infinita squisitezza.

Scaglie di cioccolato?

Non me l'aspettavo...
Colui che t'ha creato
è stato proprio bravo!

Con te, Tiramisù,

sorride il mio banchetto:
tagliatelle al ragù
e arrosto di capretto.


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mercoledì 8 dicembre 2010

Ladri di mestiere



Ruba il lavoro chi non mette passione nel suo operato, ammorbando pericolosamente il mondo con la propria grettezza.

Ruba il lavoro chi non è all'altezza di rivestire il ruolo che gli è stato affidato dalla società.

Ruba il lavoro l'inoperoso parassita colpevole di sottrarre un impiego a chi ne sarebbe stato maggiormente degno.

Ruba il lavoro chi ha ottenuto il proprio posto senza il minimo sforzo, magari grazie all'intercessione di un personaggio influente, o al versamento di una somma di denaro neanche sudata, o a carte false che attestano false competenze.

Ruba il lavoro chi fa un lavoro disonesto che garantisce guadagni facili e consistenti: un'attività di questo tipo non si può definire lavoro, poichè alimenta profondi scompensi a danno di una crescita morale e globale.

Ruba il lavoro il ministro dell'istruzione quando non è in grado di garantire un solido futuro ai giovani, perchè troppo impegnato a godere i lussi che quella immeritata poltrona gli vale (per non parlare della pensione da urlo che riceverà quando smetterà di distruggere sogni e realtà). Questa figura è peraltro collocabile nelle categorie espresse nei primi due punti e allargabile a qualsiasi governatore incapace di favorire lo sviluppo del Paese.

Ruba il lavoro l'imprenditore che, lamentando una crisi, tronca senza pietà la carriera dei propri dipendenti al primo accenno di flessione del fatturato, dandosi la zappa sui piedi e rendendosi alimentatore della stessa crisi di cui si lamenta.

Ruba il lavoro il bianco come il nero.

Ruba il lavoro il lavoro nero: che tu lo proponga o che tu lo svolga, che tu ne tragga profitto o che tu vi sia costretto, è sempre dannoso.

Ruba il lavoro la logica della flessibilità, che lo polverizza in piccole briciole che non sfamano nessuno.

Ruba il lavoro alla Grande Mietitrice chi non mette in sicurezza i cantieri e gli stabilimenti. E qui, ma solo per rispetto, mi fermerò.


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lunedì 6 dicembre 2010

Nicola e il palloncino viola



Un frizzante mattino d'inverno, la signora Rossetti entrò nell'aula, salutò gli alunni e fece l'appello. Quindi chiese loro: - Chi di voi ricorda di cosa abbiamo parlato ieri?
- Io maestra! - rispose la bimba del secondo banco alzando la mano, e continuò: - Della pace nel mondo.
- Brava, Alessia. E adesso ditemi, avete portato tutti i 20 centesimi come vi ho raccomandato?
- Sì, maestra - risposero questa volta quasi in coro gli alunni.
- Bene. Allora prendete un foglio e scriveteci sopra un messaggio di pace, un pensiero che vi viene dal cuore e che vorreste che tutti leggessero.
Pochi minuti dopo, quando tutti ebbero terminato il compito, la maestra disse: - Avete scritto? Benissimo. Adesso piegate il foglio e mettetelo in tasca. Poi mettetevi il cappotto e disponetevi in fila per due. Andiamo nel giardino, c'è una persona che ci aspetta.
Quelle parole suscitarono curiosità e interesse nei bambini, che le obbedirono rumoreggiando. Arrivati nel giardino della scuola, Alessia, che capeggiava la fila, disse concitata: - I palloncini, maestra! Che bello, sono per noi?
- Si, Alessia: adesso ciascuno di voi darà le monete al signore, e lui vi darà un palloncino. Scegliete il colore che volete, ma mi raccomando, non lasciateli volare via perchè il signore ha solo quelli.
I bambini non se lo fecero ripetere: circondarono l'omino dei palloncini, indicandogli ognuno il colore prescelto. Alla fine l'uomo, con gli ultimi due palloncini in mano, andò dalla maestra e le disse: - Tenga signora. Uno è per lei. Ma quest'altro?
- Eppure li avevo contati... - rispose lei. Quindi fece nuovamente l'appello, ma al nome di "Nicola" non ottenne risposta.
- Bambini, qualcuno ha visto Nicola? Stamani era in classe - chiese la maestra.
- Gli ho detto di venire, ma lui è rimasto lì - rispose Antonio.
Allora lei scambiò due parole col signore dei palloncini, poi disse ad alta voce: - Bambini, se state tranquilli, io vado un attimo a cercare Nicola. Nel frattempo, ciascuno di voi legherà il foglio scritto in classe al filo del suo palloncino, senza farselo scappare. Se avete difficoltà il signore, qui, è disposto ad aiutarvi. Mi raccomando, eh?
Detto ciò, la maestra tornò nell'aula e vide che Nicola guardava i suoi compagni dalla finestra.
- Nicola - gli disse con tono pacato - cosa fai qui tutto solo?
Lui si voltò un po' spaventato, quindi abbassò lo sguardo e arrossendo le rispose: - Io... non ho i soldi, maestra. La mamma non me li ha voluti dare, dice che siamo già abbastanza poveri.
Lei lo guardò dispiaciuta, poi lo prese per mano e gli disse: - Non ti preoccupare, Nicola. Vieni lo stesso, ci penso io. Metti il cappotto, svelto, che gli altri ci stanno aspettando.
Mentre il bambino le ubbidiva, la maestra notò sul suo banco il foglio con la frase che lui aveva scritto: «Facciamo la pace». Lo piegò e lo diede ad Antonio dicendogli di portarlo con sè.
Tornata nel giardino con Nicola, si assicurò che tutti avessero il palloncino con il foglio legato al capo del filo, quindi disse loro di lasciarli volare in cielo tutti insieme, in modo che i loro pensierini potessero raggiungere altre persone per diffondere nel mondo un messaggio di pace. Nicola seguì con lo sguardo il suo palloncino viola finchè non lo vide scomparire lontano tra i piccoli fiocchi di neve.


Un'ora più tardi il palloncino, trascinato dal vento, terminò il suo viaggio nel cortile interno di un imponente edificio della zona industriale. Non era più così gonfio, dopo il gran volo, e per quanto si dimenasse non riuscì più ad uscirne. Scoppiò dopo pochi minuti, e il foglietto che Nicola gli aveva affidato si infilò in una delle finestre del palazzo.

Il Sig. Pupazzi, Direttore Generale della Buytoy, una delle ditte di giocattoli più importanti d'Italia, in quel momento stava parlando al telefono.
- Signorina, ha informato i 50 dipendenti del taglio del personale, come le avevo detto? Voglio che sappiano per tempo che stanno per essere licenziati. Quando? Ieri mattina? Benissimo. Chiami un taxi per Elena, che sta uscendo.
Elena era la moglie del Direttore: poco prima era passata da lui per ricordargli di firmare le carte del divorzio e i documenti che certificavano la cessione di una grossa fetta del capitale investito nella ditta, denaro che le spettava di diritto.
Chiusa la cornetta, il Sig. Pupazzi si alzò dalla poltrona, serrò la finestra e tornò alla scrivania per leggere il quotidiano; scostando il giornale, la sua attenzione fu però attratta da un foglietto piegato in due, con un filo attorno. Lo aprì e ne lesse il contenuto.
«Elena!» - pensò - «Questa è la sua grafia. Non ha mai imparato a scrivere bene quella donna. Ma allora... forse non tutto è perduto».
- Signorina! - disse parlando all'interfono - Le ha detto dove andava Elena? Benissimo. Disdica tutti gli appuntamenti. Sto uscendo.

Due giorni dopo, di sera...
- Anna, vieni qui. Dammi un bacio! - disse Mauro elettrizzato, rientrando a casa. Quindi abbracciò e baciò più volte in viso la moglie.
- Ma... che ti prende? Hai bevuto? - rispose lei, sorpresa da tanto fervore.
- Macchè! - rispose il marito, e continuò: - Oggi è un giorno speciale!!! Lascia stare quei fagioli, si va al ristorante!
Quando la moglie gli chiese spiegazioni, lui disse che il datore di lavoro aveva ritirato il suo licenziamento, e per di più gli aveva accordato l'aumento di salario che attendeva da tempo.
- Ma... com'è possibile? - disse Anna, sorpresa e raggiante insieme, aggiungendo: - E tutte quelle chiacchiere sulla crisi dell'azienda, sui capitali inconsistenti...
- Beh, sai... sono solo indiscrezioni, ma pare che il Direttore abbia «fatto pace» con la moglie, e si siano rimessi insieme... Così adesso l'azienda è salva, grazie anche ad un ingente contributo che la signora ha deciso di versare per far quadrare i bilanci. A proposito, guarda qua: per scusarsi con i dipendenti coinvolti, il Sig. Pupazzi ha anche regalato a ciascuno di loro questo enorme pacco pieno di giocattoli della nuova linea di produzione.
Questa volta fu lei a dare un bacio al marito, poi chiamò - Nicola! Vieni! Papà ha una sorpresa per te!


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martedì 30 novembre 2010

Anno nuovo in vista.
Oroscopi? No, grazie

I panettoni nei supermercati, gli spot pubblicitari a tema, gli addobbi nei negozi, gli articoli per il presepe, gli alberi di Natale, i giochi pirotecnici... Di anno in anno, in questo periodo, veniamo rapiti sempre più in anticipo dall'atmosfera natalizia e di fine anno "grazie" ad aggressive campagne pubblicitarie e insidiose strategie di vendita. Ma chi più si affanna nel precedere gli agguerriti concorrenti di questa scapicollante rincorsa sono sempre i produttori di calendari e i propinatori di oroscopi. Ed è su quest'ultima categoria che vorrei oggi soffermarmi.

Premetto che non li biasimo, cosa non si farebbe per tirare a campare, soprattutto in quest'epoca; e poi le caratteristiche dei segni zodiacali non le hanno mica formulate loro, le hanno semplicemente ereditate e si limitano a farne un'articolo di vendita. Ma se i loro potenziali "clienti" fossero tutti come il sottoscritto, avrebbero cambiato mestiere da un pezzo.
Confesso che se mi capita un quotidiano tra le mani mi diverto anche a leggerlo, l'oroscopo, e talvolta riscontro sorprendenti analogie con la mia situazione (lavoro, salute, denaro, amore...); ma su di me ottengono lo stesso effetto di una vignetta: che faccia sorridere o meno, voltata quella pagina ne resta poco o nulla. E ti spiego perché.

Alla base del mio scetticismo vi è il principio stesso su cui si basano gli oroscopi, segno per segno. Sappiamo che ognuno dei dodici simboli deriva dalla rispettiva costellazione dello Zodiaco. Ciò significa che qualcuno, nel passato ha associato alle costellazioni, unendo i puntini come nei giochi enigmistici, la sagoma e quindi il nome di qualcosa di reale, allo stesso modo in cui a volte, guardando le nuvole, assegnamo loro la forma di un animale o altro. Prendiamo ad esempio la rappresentazione dei primi tre segni, e vediamo come essi derivino dal tracciato che unisce il relativo gruppo di stelle: 


In definitiva, l'associazione è: composizione di stelle > forma > nome costellazione. Fin qui tutto okay. Ma evidentemente non bastava. Allora gli astrologi cosa si sono inventati: hanno suddiviso l'anno solare in altrettanti periodi, e via con un'altra associazione. Quindi adesso avremo: composizione di stelle > forma > nome costellazione > periodo dell'anno. E l'uomo? Già, mancava una connessione con l'essere umano, da sempre "al centro dell'Universo". Presto fatto: composizione di stelle > forma > nome costellazione > periodo dell'anno > data di nascita. Sì... ora sembra che ci siamo. Considera che te l'ho fatta breve, senza contare "ascendenti", "congiunzioni" e quant'altro: in realtà, su quegli scarabocchi in cielo è stata architettata una vera e propria filosofia che ha proseliti in tutto il pianeta.

Ma non è ancora questo il punto. Il fatto che gli astri influenzino il destino degli uomini potrei anche mandarlo giù (come una medicina amara), ma di certo non l'idea che un essere umano possa assumere le caratteristiche di un soggetto idealmente tracciato attorno ad un gruppo di stelle. E' farsesco, ad esempio, che con la forma della bilancia si faccia riferimento alla giustizia (tipo "Forum") o ad una tendenza all'equilibrio: se anzichè una bilancia, in quella composizione ci avessero visto un paio di gambe? Se tanto mi dà tanto, gli avrebbero dato il nome di "gambe" e i nati sotto quel segno sarebbero stati persone "con i piedi per terra", o avvezzi a scalciare! E se ci avessero visto un secchio? Le persone in questione sarebbero state dei secchioni!?


Invece pare proprio che le divinazioni degli astrologi siano imperniate su tali concetti. Ho cercato "Oroscopo" su Google, ho visitato alcuni siti, e ne ho avuto la conferma. Guarda ad esempio le associazioni tanto ovvie quanto inverosimili riportate qui (fonte "Oroscopi.it", il primo della lista, ovvero tra i più quotati, ma negli altri la cosa non cambia):
ARIETE - Le persone nate sotto il segno dell'Ariete sono creative e altamente adattabili, ma sono anche impetuose e testarde.
TORO - La caratteristica pregnante di questo segno è la forza. Le persone nate sotto il segno del Toro sono testarde di natura, è difficile far cambiare loro idea.
GEMELLI - Una caratteristica predominante dei Gemelli è la dualità della loro natura e mentre i casi di sdoppiamento della personalità sono relativamente rari, la mente dei gemelli esprime sempre contraddizioni.
CANCRO - Le discussioni lo logorano, le critiche lo feriscono e come il granchio si rintana nel suo guscio.
LEONE - Il Leone è il segno dell’esuberanza, denota una grande personalità e un destino da capo. (Sì, re della foresta... n.d.a.)

Etc. etc. Insomma, per quanto mi possano affascinare le stelle, preferisco credere ad altre favole. E comunque, non essendo un esperto astrologo, può darsi che le informazioni in mio possesso o i miei ragionamenti siano errati. In questo caso, ti prego, smentiscimi: ne sarei davvero felice.


DOC

domenica 28 novembre 2010

Doctor Peter racconta / 9° episodio:
Chat au chocolat

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.


- Che cavolata!
- Di che parli, Michelle?
- Del ridicolo racconto che ha scritto questo qua. Una storia sulle invasioni aliene che si interrompe con una squallida battutaccia. Non credo che tornerò su questo stupido blog. Tu invece che fai?
- Sto chattando su "Omegle".
- Wow! Hai beccato qualcuno che non sia il solito arrapato che sbava sulla tastiera?
- Beh, sì. Almeno così sembra... E' austriaco. Si chiama Manuel.
- Ah. E che fa di bello Manuel?
- E' in partenza. Dice che domattina prende l'aereo da Vienna, e indovina per dove...
- No. Non mi dire che viene a Roma! Che bello, così vi incontrerete.
- See, figurati! Neanche lo conosco. E poi non ce n'è bisogno, ho già un ragazzo.
- Ma dai, gli sconosciuti vanno conosciuti. Già vi vedo... «Manuel e Samantha»... suona proprio bene, sai?
- La vuoi piantare? Dammi una mano, piuttosto. Mi ha chiesto qual'è la strada più breve per l'hotel, e lo sai che io sono una frana in queste cose.
- Lascia fare a me. Dove alloggerà?
- Al Palace, in via Veneto.
- Wow! Un 5 stelle! Questo tipo mi piace sempre di più. Passami il portatile.
- Va bene, ma poi chiudi. Federico mi aspetta alle sette e tu devi ancora finire di prepararti. Se vuoi che t'accompagni al cine bisogna che ti dia una mossa.
- Tranqui, sorellona, non farò attendere il tuo "Romeo". E comunque ricorda che se non fosse stato per te avrei anch'io il mio "Romeo" pronto a portarmi al cine senza tante paranoie.
- Uffa, ancora con quella storia? Te l'ho detto mille volte, non è colpa mia se t'ha lasciata.
- See, see...

Il giorno dopo...
- Come ti dicevo, Federico, Michelle non me l'ha ancora perdonata.
- Non fartene una colpa, Samantha: l'hai fatto solo per il suo bene. Le passerà, vedrai. Piuttosto, sai una cosa? Come fai l'amatriciana tu non la fa nessuno.
- Lo so, lo so. Ma aspetta a parlare: ho in serbo ancora una bella sorpresa per te...
- Anch'io tesoro. - Così dicendo, Federico estrasse dalla tasca un piccolo cofanetto bordeaux, e lo aprì mostrandole il contenuto.
- Nooo, ma... è fantastico. Ma perchè? Ti sarà costato una fortuna.
- La mia fortuna è averti incontrata, Samantha. E questo anello lo dimostra. Mi vuoi sposare?
- Fede, io...
DIN DON!
- Ehm... Aspettavi qualcuno, cara?
- Veramente... no. Vado ad aprire.
Sull'uscio un'omone di due metri e venti dall'aspetto ripugnante che stringeva in mano un minuscolo mazzolino di fiori secchi esordì: - Puonciorno ammore mio. Zono arrivato puntualissimo, vero? Dare te un krosso bacio.
Samantha non fece in tempo a ritrarsi che l'energumeno la strinse in un abbraccio soffocante e le stampò un viscido bacio sulle labbra.
- Ma insomma, Samantha, chi diavolo è questo qui?
- Non... non lo so. Te lo giuro.
- Spergiura. Era questa la tua sorpresa?! E io che volevo...
- Federico, calmati! Ora che ci penso, credo d'aver capito... Ma fidati, io non c'entro niente - si difese Samantha, e aprendo il frigorifero aggiunse: - La sorpresa era... questa. - Così dicendo posò sul tavolo un bel dolce al cioccolato a forma di cuore finemente decorato.
- Che fai, mi prendi in giro? Arriva questo qui, ti chiama "ammore", vi baciate... Non sono mica scemo. E in quanto alla sorpresa, sai cosa ne faccio? - Furioso, prese il dolce e glielo scagliò contro, ma lei si scansò, così il cioccolato andò a spalmarsi sul pancione dell'austriaco, che si imbestialì e gli mise le mani al collo deciso a strozzarlo, e non demordeva, nonostante Samantha gli fosse saltata sull'enorme schiena per difendere il suo ex-amore...
Nel frattempo, sullo schermo del portatile campeggiava un nuovo messaggio e-mail: «Mittente: Michelle. Testo: 1-1».

venerdì 26 novembre 2010

La donna che c'è in me


Mamma guarda "Avatar 3D" al cine

Mi guardo allo specchio
lo specchio mi guarda
mi dice «sei vecchio»
con voce bugiarda:
lo sa troppo bene
che appena m'incanto
rivedo le scene
del mio primo pianto.

Scordare non posso
l'amore materno,
ancora lo indosso,
mi scalda l'inverno
d'una vita donata,
ricevuta, mai resa,
cresciuta e curata
senza alcuna pretesa.

In quel riflesso
intravedo mia madre,
sotto un cipresso
l'amor di mio padre,
d'un rosso cero
accendo la fiamma,
d'amore sincero
l'amor mio per la mamma.


DOC

martedì 23 novembre 2010

Musica per il cuore: "Il solista"



La trama accennata dal distributore di Dvd a noleggio non mi convinceva, ma ero stanco di sfogliare l'elenco, così l'ho preso. Mi sono dovuto ricredere. "Il solista" (titolo originale "The soloist", uscito in Italia a Luglio per la Regia di Joe Wright, con Jamie Foxx e Robert Downey Jr.) si è rivelato una pellicola di tutto rispetto, che ha fatto breccia nel mio cuore e che ho inserito nell'album dei film a mio avviso più belli e interessanti.
Imperniato sulla realtà dei clochard, o meglio, visto che è ambientato a Los Angeles, homeless, cioè persone senzatetto, ti cattura grazie all'impeccabile interpretazione di Jamie Foxx, che trascina lo spettatore nella vita travagliata del protagonista, afflitto da problemi mentali e non, sfiorando una girandola di temi secondari e spunti di riflessione che lo completano con coerenza: il valore dell'amicizia, l'altruismo, gli effetti terapeutici della musica, la forza di lottare come quella di arrendersi...
Tratto da una storia vera, il filtro della cinepresa non ne compromette l'autenticità, piuttosto riesce con mirabile maestria a farti rivivere le situazioni in prima persona, e anche se si sviluppa con scene a volte molto forti e struggenti, non viene mai esaltato con una drammaticità che non risieda nel puro svolgimento dei fatti.
Devo confessare che il genere drammatico non lo prediligo, perchè non mi va di intristirmi a causa di un film triste, ma soprattutto perchè spesso questi film vengono facilmente affrontati con una gravità fine a se stessa, o peggio, con cinica superficialità; al contrario ho una sensibile passione per tutte le storie che mi "smuovono", che mettono alla prova gli ingranaggi della mente e dell'animo (uno per tutti "A beautiful mind"), ed è in quest'ottica che "Il solista" mi ha rapito. A suo favore, inoltre, le scene che vedono protagonista la Musica (Beethoven), veri e propri "viaggi" della mente, nonchè la scorrevolezza del racconto che con ritmo incalzante riempe degnamente ogni minuto della durata.
Se ti capita di vederlo in Dvd, non perderti gli speciali a corredo: anche questi si distinguono, intrigandoti con i risvolti della storia vera e i commenti di coloro che ne hanno preso parte.

Per la trama e per ogni genere di informazione ti rimando alla relativa pagina su MyMovies.it: http://www.mymovies.it/film/2009/ilsolista

Il sito ufficiale del film invece è qui: http://www.soloistmovie.com/

Buona visione, se ti va.

DOC

lunedì 22 novembre 2010

Doctor Peter racconta / 8° episodio: Space invaders

Gli episodi di questa serie sono autoconclusivi: possono essere letti anche singolarmente, essendo collegati tra loro solo da piccoli spunti o da personaggi già presentati. L'elenco completo delle pubblicazioni si trova in fondo.


«Questa nuova specie di funghi è una scoperta che ha del sensazionale. Non parlo del loro colore, peraltro singolare: la loro principale peculiarità sta nel fatto che si tratta di organismi autotrofi. I funghi che abbiamo conosciuto sino ad oggi sono organismi incapaci di sintetizzare autonomamente gli alimenti che gli necessitano, sottraendoli ad altri vegetali: da qui la loro classificazione in eterotrofi. I funghi blu hanno invece la straordinaria facoltà di provvedere alla sintesi, e dalle prime analisi che abbiamo effettuato pare che siano in grado di iniettare alle piante a cui si affezionano particolari enzimi che ne esaltano la crescita difendendole dai parassiti e dalle avversità ambientali. Abbiamo ragione di credere che questi funghi rappresenteranno una vera e propria svolta nel campo della botanica, accelerando processi vegetativi e favorendo ogni genere di coltura».

- Che ne pensate, altezza?
- Caro Tarvos, le notizie ti danno ragione. La tua idea di inviare sulla Terra le spore dei funghi blu ha avuto successo, ma non basta. Se vogliamo approdare sul pianeta gemello con la garanzia di un duraturo benessere, non è sufficiente incrementarne la fertilità: dovremo spurgarlo dai veleni dell'inquinamento che i lontani cugini, nei secoli, vi hanno accumulato.
- Ecco... se mi permettete, Sire, vorrei aggiornarVi sui risultati dei miei ultimi studi. La nostra conoscenza, come Voi ben sapete, è di gran lunga superiore alla loro: noi oggi siamo in grado di porre velocemente rimedio ai problemi di quel pianeta, e Ve lo dimostrerò. Seguitemi nel laboratorio.
Re Telesto si alzò dal trono, e seguì il Consigliere Tarvos nei sotterranei. Una volta giunti nello studio, questi gli mostrò un'ampolla contenente un liquido trasparente.
- Vedete questa? E' una soluzione che ho preparato io stesso. L'ho chiamata "Febbrarelle".
- Vedo, Tarvos, vedo. Ma che io sappia l'acqua calda è già stata scoperta - rispose ironicamente il Re.
- Non scherzate Sire. Il mio piano è di mescolarla alle acque della Terra ad insaputa degli umani, per questo motivo è trasparente. Ma gli effetti che sortirà saranno sorprendenti. Contiene infatti molecole di Dna opportunamente modificate: una volta ingerita il soggetto sentirà solo un lieve calore (da cui il suo nome), durante il quale la sua struttura molecolare verrà drasticamente trasformata fino a stravolgere completamente le funzioni degli organi. I polmoni inspireranno anidride carbonica e restituiranno ossigeno, il palato e lo stomaco rifiuteranno il cibo di cui ora si nutrono in favore di scarti alimentari, muffe, veleni, ma anche derivati del petrolio e materie plastiche che andranno a ricostituire la circolazione, i muscoli e lo scheletro. In definitiva, mio Re, otterremo una nuova generazione di esseri umani, finalmente perfetti, che ci consegneranno un pianeta più puro del nostro.
Re Telesto mugugnò pensieroso, poi, rivolgendosi a Tarvos, disse: - Hai carta bianca. Sei responsabile delle tue parole e delle tue azioni, e se le cose andranno come dici ti farò Ministro di quel sistema solare. Ma se i tuoi calcoli si dovessero rivelare sbagliati, se anche la minima cosa dovesse andare storta, sappi che ti lasceremo da solo nelle loro mani. Questa conversazione non andrà oltre.
- Non fallirò - rispose risoluto il Consigliere. E continuò: - Domani stesso invierò sulla terra le sonde piene del liquido, che giungerà loro sotto forma di comunissima pioggia. E fra meno di tre anni terrestri saremo pronti per invadere il pianeta.

Tre anni dopo, sulla Terra...
- Mamma, mamma, corri! Ho visto un Ufo!
- Aspetta, adesso non posso. Sono in bagno, sto facendo la torta.

domenica 21 novembre 2010

Fuori e dentro di me


CASCATA



ANIMALE E VEGETALE



ATTORE NON PROTAGONISTA



GABBIANO SPIACCICATO



DOC

lunedì 1 novembre 2010

Dies jovis I Novembris MCMXLVI


In questo giorno dedicato come ogni anno a tutti i Santi, vorrei riportare alla memoria il 1° Novembre 1946, storico Giovedì in cui Karol Wojtyla venne ordinato sacerdote.

Karol Wojtyla

Da qui il desiderio di onorare la figura di un uomo che ha rappresentato per me e per molti di noi un prezioso punto di riferimento per la sua fede, la sua saggezza, la sua coerenza e la sconfinata bontà che lo avvicinavano a Dio.
Ricordo ancora lo sconcerto del mondo intero, in quel Maggio '81, di fronte alla notizia dell'attentato: era pomeriggio, ed io appresi la notizia dalla tv che interruppe i miei cartoni animati per un'edizione speciale del Tg, cosa che avvenne contemporaneamente su tutti i pochi canali. Sentii la gravità di quell'evento, corsi a svegliare mio padre che stava riposando, e tornai davanti alla Tv a seguirne preoccupato gli sviluppi.
Confesso di non essere mai stato un assiduo praticante della religione cattolica, e crescendo l'ho in gran parte abbandonata nel credo e nella pratica, ma fin da quando ero giovane ho sempre provato un profondo rispetto per questo essere umano e per tutto ciò che ha rappresentato.


DOC


Per la biografia di Papa Giovanni Paolo II rimando alla pagina relativa su "biografieonline.it".

sabato 30 ottobre 2010

Nonno, nipote e web


Gap generazionale

- Te l'ho detto mille volte, Gemma. Secondo l'impiegato, la nostra pensione è giusta.
- E io ti ripeto, caro Manu, che la mia amica se ne intende, e se dice che prendiamo troppo poco, ha ragione lei. Ha detto che sul sito dell'INPS è spiegato chiaramente, ma tu no, tu sei testardo, sei vecchio, per te internet è una cosa che si mangia.
- Guarda che se son vecchio io sei vecchia anche tu, cara Gemma. E entrambi abbiamo vissuto 70 anni senza bisogno di "infernet".
- Nonno, si dice "internet"!
- Zitta tu, che sto parlando io.
- Invece di zittirla, perchè non ti fai insegnare un po' da tua nipote, che è sempre lì appiccicata a quel portatile? In fondo si tratta solo di leggere sullo schermo.
- E sia. Se non altro per smentire quella saputella della tua amica, che è pure brutta!
- Guarda nonno, è semplice. Si accende da qui, vedi?
- Umpf!

Dopo mezz'ora...
- Basta così. Ho imparato tutto, non sono mica rimbecillito! Lasciami un po' da solo, che nuoto da me.
- Si dice "navigo", nonno.
- Umpf!

Dopo un'ora...
- Lo vedi? Vedi Gemma che era come dicevo io? Dillo anche a quell'altro genio, domani. E dille anche che se vuole prendere lezioni di webbo io sono qui.
- Si dice web, nonno.
- Zitta tu. Vuoi saperne più di me?

Dopo un mese...
- Spiacente signora. L'erogazione delle sue spettanze è stata interrotta come richiesto.
- No, scusi, non ho capito...
- La sua pensione è stata reintegrata nelle casse dell'Erario, e in via definitiva. Mi risulta dal terminale che è stata fatta una specifica istanza online.
- Manu! Ma stai sentendo cosa dice il signore?
- Si, Gemma, ma io non ho fatto niente. Non capisco...
- Capisco io, capisco! Andiamo a casa, muoviti. E spera che tua nipote riesca a capire che diavolo hai combinato.
- Umpf.

Una volta a casa...
- Vai sul sito dell'INPS, Luigina, e cerca di venire a capo del pasticcio che ha fatto il nonno.
- Vediamo... Ecco. Questa è l'home page. Dove hai cliccato, nonno?
- Scendi un po'... ancora un po'... ferma. Ecco! Ho fliccato su quel bottone rosso, dove c'è scritto "ESSE-O-ESSE Pensione".
- Si dice "cliccare", nonno. E lì non c'è scritto "S.O.S. Pensione", ma "SOSPENSIONE". Da quant'è che non cambi gli occhiali, nonno? Mi sa che la nonna è andata a prendere il mattarello, nonno.
- Zitta. Spegni tutto. Vieni, scappiamo...


DOC

martedì 26 ottobre 2010

Felice Halloween, ma non solo


Halloween

Oggi mi sono divertito ad inserire alcuni effetti speciali nella Home page: è un modo per augurarti un felice Halloween... un po' in anticipo, perchè a mio avviso il bello, in questo tipo di eventi, sta più nella preparazione e nell'attesa, anzichè nella festa vera e propria: vola via in poche ore, seppure vissute con intensità.
Confesso che Halloween è la festa meno "sentita" dal sottoscritto, vuoi per l'età, nonostante i chiari sintomi della sindrome di Peter Pan, vuoi perchè quando lui era piccolo in Italia non si festeggiava affatto. Ma a cosa è legata di preciso questa ricorrenza? Ho voluto approfondire, e visto che ci avviciniamo al periodo più saturo di feste dell'anno, la curiosità mi ha spinto ad allargare le ricerche anche alle altre feste, almeno alle principali. Mi son detto: «Metti che càpito a "Chi vuol essere Milionario" e mi fanno una domanda che ha per tema le festività: non solo farei una figuraccia, ma tornerei a casa con le pive nel sacco». E infatti ho scoperto che le cose che ignoravo, al riguardo, erano più di quelle che immaginavo.

CAPODANNO - 1° Gennaio - Risale alla festa del dio romano Giano, (600 d.C.). Nel 1691 papa Innocenzo XII stabilì la ricorrenza nella data del 1° Gennaio, cioè secondo lo stile della Circoncisione: nella Chiesa cattolica si lega infatti alla Circoncisione di Gesù (rito ambrosiano) o alla Solennità della Madre di Dio (rito romano).
Usanze e credenze - Countdown, brindisi (vacci piano), baci sotto al vischio e non, fuochi artificiali (maneggiare con cura), biancheria intima rigorosamente rossa (wow!), vecchi oggetti (o suocere) giù dalla finestra, cenone (le lenticchie sono buon auspicio di prosperità se non di mal di pancia durante il veglione), veglione con balli e trenini sulle note di "Disco Samba".

EPIFANIA - 6 Gennaio - Con questo termine i cristiani, già nel III secolo, commemoravano le manifestazioni divine (miracoli, segni, visioni, ecc.) ma soprattutto la Natività del Cristo.
Usanze e credenze - Regali e dolci ai bambini (nella calza) portati dalla vecchia, orrenda ma buona Befana a cavallo della sua scopa volante. Se i bimbi nella calza trovano il carbone, è la punizione perchè hanno fatto i cattivi (in realtà si tratta di un dolce anche quello, preparato appositamente). Se associamo la filastrocca «La Befana vien di notte / con le scarpe tutte rotte / con le toppe alla sottana / Viva, Viva La Befana!» al proverbio «Epifania tutte le feste porta via», capiamo perché in alcuni paesi si usa allestire un fantoccio che la rappresenta e poi bruciarlo.

SAN VALENTINO - 14 Febbraio*: «La festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati e celebrata in gran parte del mondo (soprattutto in Europa, nelle Americhe ed in Estremo Oriente)». (...) «La festività prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino da Terni, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d'amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all'alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell'amor cortese».
Usanze - Si copre di attenzioni e di regali la persona (o le persone :) che ci fanno battere forte il cuore.

CARNEVALE - Tra Febbraio e Marzo*: «Nei paesi cattolici, il Carnevale ha inizio con la Domenica di Settuagesima (la prima delle sette che precedono la Settimana Santa secondo il calendario Gregoriano); finisce il martedì precedente il Mercoledì delle Ceneri che segna l'inizio della Quaresima. La durata è perciò di due settimane e due giorni. Il momento culminante si ha dal Giovedì grasso fino al martedì, ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso). Questo periodo, essendo collegato con la Pasqua (festa mobile), non ha ricorrenza annuale fissa ma variabile. Per questo motivo i principali eventi si concentrano in genere tra i mesi di febbraio e marzo». (...) «Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cristiana (soprattutto in quelli di tradizione cattolica). I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l'elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l'uso del mascheramento. Benché facente parte della tradizione cristiana, i caratteri della celebrazione carnevalesca hanno origini in festività ben più antiche, come ad esempio le dionisiache greche o i saturnali romani, che erano espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza».
Usanze* - «Il Carnevale di Venezia, il Carnevale di Viareggio e lo Storico Carnevale di Ivrea sono considerati tra i più importanti al mondo. La loro fama, difatti, travalica i confini nazionali e sono in grado di attrarre turisti sia dall'Italia che dall'estero. Il Carnevale più lungo d'Italia è però quello di Putignano. Il Carnevale di Venezia è conosciuto per la bellezza dei costumi, lo sfarzo dei festeggiamenti nella magica atmosfera della Laguna e consta di diversi giorni fitti di manifestazioni di svariato tipo: mostre d'arte, sfilate di moda, spettacoli teatrali etc. Il Carnevale di Viareggio è uno dei più importanti e maggiormente apprezzati carnevali a livello internazionale. A caratterizzarlo sono i carri allegorici più o meno grandi che sfilano nelle domeniche fra gennaio e febbraio e sui quali troneggiano enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui tratti caratteristici, specialmente quelli somatici, vengono sottolineati con satira ed ironia. I carri, che sono i più grandi e movimentati del mondo, sfilano lungo la passeggiata a mare viareggina, un viale di oltre tre chilometri che si snoda tra la spiaggia e gli edifici di stile liberty che si affacciano sul mar Tirreno. Lo Storico Carnevale di Ivrea, famoso per il suo momento culminante della Battaglia delle Arance, è invece considerato uno tra i più antichi e particolari al mondo, seguendo un cerimoniale più volte modificatosi nel corso dei secoli. (...) La Puglia è la regione italiana con il maggior numero di manifestazioni abbinate alla lotteria nazionale del carnevale: il già citato Carnevale di Putignano, Carnevale di Massafra, Carnevale di Gallipoli, Carnevale Dauno a Manfredonia.

PASQUA - Tra il 22 Marzo e il 25 Aprile - Dal IV secolo d.C. la data la stabilisce la Luna (munirsi di calcolatrice): prima Domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera. E' la più importante ricorrenza in tutto il Cristianesimo. Il nome completo è "Pasqua di Gesù Cristo" in quanto ne celebra la resurrezione.
Usanze e credenze - Ci sono più animali nella Pasqua che in uno zoo: si pranza col sacrificio di poveri agnelli indifesi; si bollono e dipingono uova che dovevano essere pulcini; si termina il pranzo con la colomba, un dolce che ne ricorda a malapena la forma, quale simbolo di pace; il coniglio invece è un simbolo pagano della fertilità. Si regalano uova di cioccolata con sorpresa (brutta, a meno di non spendere fior di quattrini). Si regalano dolci e giocattoli ai bambini. Si preparano dolci e pietanze tipiche.

LUNEDI' DELL'ANGELO - Il giorno successivo a Pasqua - Comunemente detta "Pasquetta", questa festa ricorda l'incontro dell'angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù.
Usanze e credenze - Generalmente si trascorre insieme a parenti o amici con una gita o scampagnata, pic-nic sull'erba e attività all'aperto (e sovente il cielo è coperto o piove). Questa tradizione potrebbe rifarsi ai discepoli diretti ad Emmaus: lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme.

PESCE D'APRILE - 1° Aprile*: Non si tratta di una festa, ma di una divertente ricorrenza dalle origini ignote che non mi sentivo di omettere. Da Wikipedia: «La tradizione del pesce d'aprile, seguita in diversi paesi del mondo, consiste in uno scherzo da mettere in atto il 1° aprile. Lo scherzo può essere anche molto sofisticato e ha lo scopo di creare imbarazzo nelle vittime, in altri casi è solo un sistema per divertirsi fra amici». (...) «Diversi mezzi di comunicazione di massa hanno deliberatamente o involontariamente diffuso in molti paesi diversi pesci d'aprile (per gli inglesi April fool's day, per i tedeschi Aprilscherz). Persino giornali e televisioni considerate serie considerano il primo aprile un giorno in cui è lecito far passare per informazione corretta bufale anche notevoli. Ogni anno in questo giorno si diffondono notizie che poi si rivelano false».

FESTA DELLA LIBERAZIONE - 25 Aprile - Ricorre la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista durante la II guerra mondiale: l'insurrezione generale italiana portò alla liberazione di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Verona e altre città italiane.
Usanze - Celebrazioni pubbliche, cortei, manifestazioni culturali e di piazza (ex partigiani e non).

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA - 8 Marzo* - «Comunemente definita Festa della Donna, ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo». (...) «Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e di Teresa Mattei».
Usanze - Celebrazioni pubbliche, cortei, manifestazioni culturali e di piazza. Il simbolo è la mimosa (vedi sopra).

FESTA DEL PAPA' - 19 Marzo - Le sue origini si perdono in altri Paesi e in tempi remoti. Celebra la figura del padre, e in Italia coincide con il giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù. C'è anche una connotazione commerciale: sembra che la Casa di liquori "Buton" abbia voluto la Festa del Papà per pubblicizzare una ormai nota marca di brandy.
Usanze e credenze - Si usa fare un regalo al proprio papà. In molti paesi, come rito propiziatorio, si brucia l'incolto o si allestiscono dei falò in piazza. Si preparano frittelle e dolci tipici, come le "pettole" o le "zeppole" del Centro-Sud.

FESTA DEI LAVORATORI - 1° Maggio* - «La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori è una festività celebrata il 1° Maggio di ogni anno che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell'Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa». (...) «In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945. Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina».
Usanze - Celebrazioni pubbliche, cortei, manifestazioni culturali e di piazza. I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio dall'anno 1990, a cui partecipano centinaia di migliaia di persone.

FESTA DELLA MAMMA - Seconda Domenica di Maggio - In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi ad Assisi, nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco. Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio, e da allora in questa data si onora la figura della mamma.
Usanze - Si usa onorare la propria mamma donandole  fiori e oggetti.

FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA - 2 Giugno* - «Viene celebrata il 2 Giugno a ricordo della nascita della Repubblica. Il 2 e il 3 Giugno 1946 si tenne, infatti, il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.
Usanze* -  «Nel giugno del 1948 per la prima volta Via dei Fori Imperiali a Roma ospitava la parata militare in onore della Repubblica». (...) «Attualmente il cerimoniale prevede la deposizione di una corona d'alloro al Milite Ignoto presso l'Altare della Patria e una parata militare alla presenza delle più alte cariche dello Stato».

FERRAGOSTO - 15 Agosto* - «Il Ferragosto è una festività tipicamente italiana, assente negli altri paesi europei, che cade il 15 agosto. Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C.». (...) «Coincide con la festa cattolica della dormizione e assunzione di Maria (madre di Gesù)».
Usanze*«Tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta, è spesso caratterizzata da lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, da rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l'esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio» ("Ferragosto, moglie mia non ti conosco" (n.d.a.). ... «Il piatto tradizionale per eccellenza del pranzo di Ferragosto è il piccione arrostito. Tale usanza, un tempo diffusa in buona parte d'Italia e che ancora sopravvive in alcune zone, pare sia nata in Toscana, in epoca carolingia».

HALLOWEEN - Sera del 31 Ottobre* - Il nome "Halloween" deriva da "All Hallows Eve", ovvero "Vigilia di Tutti i Santi". «In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell'estate con Samhain, il loro Capodanno. In irlandese antico Samain significa infatti "fine dell'estate" (Sam, estate, e fuin, fine). A sera tutti i focolari domestici venivano spenti, e riaccesi dai druidi che passavano di casa in casa con torce avvivate presso il falò sacro situato a Tlachtga, vicino alla reale Collina di Tara. Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi. I Celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l'usanza del trick-or-treat (in italiano "dolcetto o scherzetto?"). Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.
Usanze* - «I bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?". Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse». (...) «È usanza ad Halloween intagliare dei zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all'interno. Questa usanza nasce dall'idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti. Queste credenze sono probabilmente reminescenze dell'antico culto druidico legato al fuoco sacro». (...) «Vi è anche una leggenda britannica che narra di un ragazzo, "Jack", che compiva atti malvagi sulla terra e più di una volta aveva fatto gli scherzi al Diavolo, così, quando morì, diventò un fantasma che vaga con una lanterna ricavata da una zucca illuminata (Jack o'lantern, "Jack della Lanterna")».

OGNISSANTI - 1° Novembre* - «La festa di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l'onore di tutti i Santi (canonizzati e non). Ognissanti è anche una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso, noti o ignoti che siano». (...) «Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1° Novembre come data dell'anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie "dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo". Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata».
Usanze - Messe e celebrazioni religiose.

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI - 2 Novembre* - «La Commemorazione dei defunti (in latino Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum, ossia Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti), è una ricorrenza della Chiesa cattolica. Era anticamente preceduta da una Novena e celebrata il 2 novembre di ogni anno. Nel calendario liturgico segue la festività di Ognissanti, che ricorre infatti il 1° novembre».
Usanze - Ci si reca a visitare la tomba dei propri cari portandogli dei fiori in dono.

IMMACOLATA CONCEZIONE - 8 Dicembre* - «L'Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. La Chiesa cattolica celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l'8 dicembre. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858)».
Usanze - Processioni e manifestazioni religiose.

NATALE - 25 Dicembre - Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù.
Usanze e credenze - Mercatini, manifestazioni varie per tutto il periodo, veglia alla vigilia, presepe, abete addobbato, vischio, ghirlande, stelle comete, Babbo Natale porta i regali viaggiando su una slitta trainata da renne volanti, canti e jingle in tema, pietanze e dolci tipici (zampone, cotechino, panettone, pandoro...).

SANTO STEFANO - 26 Dicembre* - «In questo giorno si ricorda Santo Stefano, primo martire cristiano o protomartire». (...) «La ragione di questo giorno festivo non è da ricercare nell'importanza del primo martire del Cristianesimo, ma perché è l'indomani di Natale: allunga quindi le festività natalizie per solennizzare ancora di più la festa della nascita del Salvatore».

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(*): I testi tra le virgolette caporali (« ») sono tratti da Wikipedia.