domenica 25 giugno 2017

Vasco alla quarantesima

In attesa dell'imminente live celebrante 40 anni di canzoni di Vasco Rossi, previsto per il prossimo 1° luglio a Modena Park (220mila spettatori annunciati per un concerto che - ahimè - non vedrò), colgo l'occasione per fissare su questo diario virtuale le impronte di un personaggio che in qualche modo mi ha aiutato a crescere, nel bene e nell'indissolubile male che ci completa. Qui accanto la copertina del volume appena uscito in libreria: "Vasco XL - 40 anni di canzoni (con i miei commenti)", Mondadori, che contiene i testi di tutte le canzoni (176!) scritte dal 1977 a oggi. Nella foto che segue riporto invece il mio biglietto di un concerto tenutosi nell'89, che conservo tuttora insieme al nostalgico ricordo del Vasco e di me "ragazzini".


Dai timidi esordi (1979, presenta Walter Chiari)...


...a "più grasse" evoluzioni...


...già stampate nel futuro («E la vita continua anche senza di noi»)



DOC

martedì 13 giugno 2017

Quando si dice ammazzare il Tempo...

Della Noia ho già disquisito in un altro post, qui non c'entra. Qui si parla di Tempo incarnato: sofferto e goduto, farcito e svuotato, improvvisato, costruito, distrutto e reinventato, al ritmo d'un cuore bilanciere. Giorno e notte, pomeriggio soprattutto. Vertigini, cose fatte e intimità. A volte sognato, mai veramente dominato. In una parola, "vissuto".

Tempo. E' forse l'unica reale dimensione che ci contiene. Lo Spazio è mutevole, il Tempo (forse) no. Posso tornare in un luogo dopo 50 anni, e trovarlo profondamente stravolto, al punto da non riconoscerlo più; ma quel cambiamento, per quanto radicale, non ha minimamente intaccato ciò che vi accadde cinquant'anni prima, sia che io abbia buona memoria, sia che voglia deformare o rimuovere i miei ricordi. Quel particolare evento è semplicemente accaduto, o più complessamente, accaduto per sempre: inespugnabile nella sua odiosa immutabilità.

Ammazzare il Tempo. Quel verbo, "ammazzare", pare fuori luogo. Che io sappia, si ammazzano - tristemente - Animali e Persone; ma non le cose inanimate, e men che meno quelle astratte come il Tempo. Poi, però, ci ho ripensato. Se ammazzare significa togliere la Vita, e se Vita altro non è che Tempo concesso, con tanto di limite ignoto quanto inevitabile, ecco allora che la tragedia può effettivamente consumarsi: "ammazzare il Tempo", proprio come da luogo comune, ma senza metafora.

Nell'ammazzare sono implicate due figure protagoniste, la vittima e il suo carnefice. La vittima non è per forza una donna: se preferite, nel caso specifico del maschio potremmo dire "vittimo", al pari di "sindaca" per le femmine. Ma non divaghiamo. Potenzialmente, in tutti i casi, tempi e luoghi, la vittima può essere chiunque. Stesso dicasi per i carnefici, i cosiddetti "assassini", coloro che (non esiste giustificazione plausibile, se non in rare complicanze generate dalla Vita stessa) tolgono la Vita.

Abbiate pazienza, arrivo subito al punto, sperando di non trascinarvi nello stesso pozzo da cui vorrei mettervi in guardia. Riassumendo: togliere la Vita significa sottrarre parte del Tempo che normalmente e variabilmente è concesso a ciascuno di noi, relativamente alla Morte più o meno naturale a cui tutti siamo destinati. In base a questa piatta verità, possiamo distinguere i nostri potenziali carnefici in due macro-categorie: assassini di serie "A", e assassini di serie "B".

Gli assassini di serie "A" sono quelli classici, raccontati dalla letteratura noir come dalle pagine di cronaca dei quotidiani. Tutti i delitti commessi all'interno di questa categoria, per quanto diversi tra loro per Tempo, Spazio, circostanze e modalità, hanno un solo elemento in comune. La fetta di Vita che viene orribilmente sottratta alle vittime, riguarda esclusivamente il loro Futuro. E qui sorge spontaneo chiedersi: ma un Futuro, per queste anime violate, era previsto? [PAUSA DI RIFLESSIONE] Credo proprio di sì, e ce l'hanno tutto sulla coscienza quegli st***zi dei loro assassini. Ma potrei sbagliarmi.

Gli assassini di serie "B" sono invece gli ispiratori di questo post. Sono quelli che solitamente ammazzano senza neanche rendersene conto, ma nei casi peggiori ne sono perfino consapevoli. La sostanziale differenza, rispetto alla categoria di cui sopra, è che questi non cancellano interi Futuri, ma altrettanto preziose gocce di Presente.  E non è così raro sfuggire alle loro grinfie, come fortunatamente accade per la categoria "A". Qui non ci sono Forze dell'Ordine appositamente preposte a difenderci.
Se un supermercato apre 3 casse su 8, e mi costringe a file interminabili; se le Poste fanno anche di peggio coi loro sportelli; se al Caf mi fanno aspettare 3 ore per dire e dare al Governo quanti soldi pretende; se sommo i minuti dedicati ai pedanti call-center; se aspetto il bus che non passa; se anziché servirmi il commerciante chiacchiera; se mi blocchi l'auto parcheggiata; se...

Se in questi casi si parla di "tempi morti", ci sarà pure un motivo. E se dovessi vivere cent'anni, sommando - o meglio sottraendo - questi piccoli buchi neri, è come se i titolari della lettera B mi avessero ucciso a 80. Senza neanche risparmiarmi la vecchiaia. Ma attenzione: A o B che siate, non smetterò mai di vomitarvi addosso il mio disappunto.


DOC

domenica 28 maggio 2017

Il tesoro dei Louwman

DODGE - TOURING CAR | 1914

L'auto che vedete qui sopra, un'americana Dodge del 1914, è all'origine della singolare realtà che vado a raccontarvi. Era il 1934, quando un intraprendente ventenne olandese di nome Pieter Louwman decise che quella sua auto appena importata sarebbe stata la prima di una lunga e assortita serie. A quanto pare, c'è chi colleziona francobolli, chi farfalle, e chi... automobili.

BENZ PATENT MOTOR CAR | 1886
BROOKE 25/30-HP SWAN CAR | 1910
CYGNET THE BABY SWAN CAR | 1920

Buon sangue non mente: il figlio di Pieter, Evert Louwman, ha continuato negli anni a impreziosire la raccolta ereditata dal padre; nel 1969 è stata accorpata la collezione di un altro appassionato, tale Geerlig Riemer, e il 3 luglio 2010 Beatrice, l'allora Regina dei Paesi Bassi, ha ufficialmente inaugurato il "Lowman Museum", situato nella città dell'Aia.

Il museo Lowman a l'Aia, Paesi Bassi
Beatrice, Regina dei Paesi Bassi dal 1980 al 2013, con il proprietario del museo Evert Louwman, durante la cerimonia di inaugurazione del 3 luglio 2010

Oggi il museo conta oltre 250 vetture, provenienti da ogni parte del mondo e da tutte le epoche, a partire dalla fine dell'800. Molto generosa la scelta di esporre l'intera raccolta in formato virtuale, con foto e descrizione dei modelli, attraverso il sito web ufficiale (in lingua olandese o inglese): http://www.louwmanmuseum.nl

BUGATTI TYPE 50T COACH PROFILÉE | 1932
FORD MODEL 18 'GOLDEN DEUCE' COUPE | 1932
THAMES 48-HP MOTOR STAGE COACH | 1913
TALBOT LAGO T26 GRAND SPORT COUPE SAOUTCHIK | 1946

DOC

domenica 14 maggio 2017

Auguri mamma!

William-Adolphe Bouguereau, L'innocence, 1893

Auguri di cuore, cara mamma: che nessuno rappresenti mai più, in futuro, la tua preziosa essenza attraverso la raffigurazione puerile e disgraziata di una pianta grassa abborracciata.

Google, Doodle per la Festa della Mamma, 14 Maggio 2017


DOC