domenica 15 ottobre 2017

#ChiamaleBazzecole #2

Tawakkul Karman (Yemen), politica e attivista, Premio Nobel per la pace 2011



27 Aprile 2017«Esportazioni di armi, boom dell'Italia nel 2016: +85,7%. Sul dato, quasi raddoppiato rispetto al 2015, pesa soprattutto la fornitura di 28 aeromobili Eurofighter (sono i velivoli multiruolo più avanzati al mondo, ndr) al Kuwait. Livelli record anche nelle importazioni di armamenti, soprattutto dagli Stati Uniti. Nel 2016 sono quasi raddoppiate le esportazioni italiane di armamenti. Se nel 2015 erano state vendute all'estero armi per 7,9 miliardi di euro, l'anno successivo il totale ha raggiunto i 14,6 miliardi. (...) La seconda categoria di armamenti più venduta risulta essere quella di "bombe, siluri razzi, missili e accessori". (...) nel corso del 2016 l'Italia ha esportato in 82 Paesi in totale, confermandosi uno dei principali attori mondiali per penetrazione del mercato». [La Repubblica]

8 Luglio 2017 - «(...) Ma il dato politicamente importante è il boom di vendite verso Paesi in guerra in violazione della legge 185/1990, che vieta l'esportazione e il transito di armamenti verso Paesi in stato di conflitto e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. L'Italia nel 2014-2015 è stato l'unico Paese della UE ad aver fornito pistole, revolver, fucili e carabine alle forze di polizia e di sicurezza del regime di Al Sisi (con quale faccia chiedono verità per Giulio Regeni!). Nigrizia (storico mensile dei missionari comboniani, ndr) denuncia forniture militari a Paesi dell’Africa settentrionale, a regimi autoritari, all'Arabia Saudita, condannata dall'Onu per crimini di guerra e per la quale il Parlamento europeo ha chiesto un embargo sulla vendita di armamenti. (...)» [Roberto Saviano, scrittore e giornalista]

22 Settembre 2017 - «Guerra Yemen: Camera non ferma vendita armi. L’Italia può continuare a vendere armi alla coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita. Quella che bombarda da oltre 900 giorni lo Yemen causando più della metà degli oltre 10 mila morti tra i civili. L'invio di materiale bellico potrà proseguire finché non ci sarà formalmente un embargo internazionale. Lo ha deciso la Camera dei Deputati che si è pronunciata rigettando le mozioni presentate da Marcon, Duranti e altri (Sinistra italiana e Articolo 1 - Mdp) e da Corda e altri (M5S) e accogliendo invece le mozioni rese note solo all’ultimo minuto da Lia Quartapelle (Pd), Valentina Vezzali (Scelta civica, Ala, Maie) e Bruno Archi (Forza Italia). (...) Il governo e la Camera dei deputati rinunciano così ad esercitare un ruolo attivo e propositivo riguardo all'embargo di armamenti nei confronti dell'Arabia Saudita. Embargo richiesto da due risoluzioni votate ad ampia maggioranza dal Parlamento europeo». [Giorgio Beretta, analista del commercio internazionale e nazionale di sistemi militari e di armi comuni, ricercatore per l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di sicurezza e difesa (Opal) di Brescia, parte della Rete italiana per il disarmo (Rid)]




Carissimi - nel senso del prezzo pagato dalle migliaia di civili uccisi e mutilati dalle bombe made in Italy - onorevoli deputati Quartapelle, Vezzali e Archi: avrei una domanda per ciascuno di voi, a scelta.
1) La legge 185/1990 stabilisce che «L'esportazione ed il transito di materiali di armamento sono vietati: - verso i Paesi in stato di conflitto armato (...) - verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani (...)»; che brivido si prova a trasgredirla proprio dalle stesse poltrone che la videro nascere?
2) La pubblicità è l'anima del commercio: che ne pensate di far stampare delle vedute di Montecitorio con i saluti dall'Italia a vostra firma, e quindi volantinare le terre bombardate e i canali attraversati dai relativi migranti in fuga?
3) Per presentare le mozioni, lo scorso 19 settembre vi siete svegliati appena in tempo: qual è la qualità del vostro sonno, in queste prime settimane d'autunno?


DOC




6 Ottobre 2017 - «683 bimbi uccisi e feriti dalla coalizione di Riad. Le atrocità commesse dall'Arabia Saudita nello Yemen sono state riportate da un rapporto del segretario generale dell'Onu. Sono oltre 8.000 i bambini vittime della guerra nel 2016. (...)» [Ticinonline] - Non finisce purtroppo qui, ma io mi fermo: to be continued, se vorrete, sui media internazionali che riusciranno a carpire notizie da quei territori.



#ChiamaleBazzecole: rubrica di attualità volta a sensibilizzare l'eventuale pubblico su questioni troppo spesso nascoste sotto i tappeti da chi poi pretende che camminiamo con le pattine, al fine di evitare il "tutti giù per terra".

giovedì 12 ottobre 2017

La riproduzione degli insetti


Noriyuki Saitoh li fa col bambù...


...Edouard Martinet ricicla bici, moto e auto...


...Yumi Okita morbidi tessuti...


...Julie Alice Chappell circuiti stampati...


...Raku Inoue ha il pollice verde...


...e Yuki Tsunoda si diletta col vetro.


Ma se a farlo son le orchidee...


...il prodigio è presto ricambiato.



DOC

domenica 8 ottobre 2017

Tracce d'Europa (revival)


L'Eurovision Song Contest, festival musicale nato nel 1956 su ispirazione del nostro Festival di Sanremo e organizzato dall'Unione Europea di Radiodiffusione, è l'evento non sportivo più longevo e più seguito al mondo. Il primo anno vi parteciparono 7 stati europei, e lo spettacolo si tenne a Lugano, Svizzera. I padroni di casa ne uscirono vincitori, con la deliziosa "Refrain" (Ritornello) cantata da Lys Assia.


Nella stessa edizione del '56, l'Italia - piazzatasi a pari merito delle altre nazioni in una sorta di 2° posto collettivo (i punteggi dei voti non furono mai resi pubblici) - vi partecipò con due brani (fu l'unica edizione che prevedeva due canzoni per ciascuna nazione): "Aprite le finestre" di Franca Raimondi e "Amami se vuoi" di Tonina Torrielli, rispettivamente anche 1° e 2° posto al Festival di Sanremo del medesimo anno.

Il primo grande successo italiano si registrò nel 1958 con la celebre "Nel blu dipinto di blu" di Domenico Modugno, che si classificò al 3° posto su un totale di 10 nazioni in gara, e che nello stesso anno vinse anche a Sanremo. Da allora ad oggi, fra tutte le canzoni presentate all'Eurovision (circa 1.500), resta quella con il maggior numero di reinterpretazioni da parte di altri artisti (le cosiddette cover), anche del calibro di Dean Martin, Cliff Richard e David Bowie: lo riporta il sito ufficiale del festival, con tanto di foto-ricordo a corredo.


Finora l'Italia ha ospitato la manifestazione due volte (nel 1965 a Napoli e nel 1991 a Roma) e in totale ha partecipato a 43 delle 62 edizioni del festival, vincendo due volte:
• nel 1964 con "Non ho l'età (per amarti)", brano che nello stesso anno vinse anche il Festival di Sanremo, cantato da una sedicenne Gigliola Cinquetti;
• nel 1990 con "Insieme: 1992", brano scritto e cantato da Toto Cutugno.
Questa la lista di tutti i cantanti e gruppi italiani che si sono esibiti*: Franca Raimondi (1956), Tonina Torrielli (1956), Nunzio Gallo (1957), Domenico Modugno (1958-59-66), Renato Rascel (1960), Betty Curtis (1961), Claudio Villa (1962-67), Emilio Pericoli (1963), Gigliola Cinquetti (1964-74), Bobby Solo (1965), Sergio Endrigo (1968), Iva Zanicchi (1969), Gianni Morandi (1970), Massimo Ranieri (1971-73), Nicola Di Bari (1972), Wess e Dori Ghezzi (1975), Al Bano e Romina Power (1976-85), Mia Martini (1977-92), Ricchi e Poveri (1978), Matia Bazar (1979), Alan Sorrenti (1980), Riccardo Fogli (1983), Alice e Franco Battiato (1984), Umberto Tozzi e Raf (1987), Luca Barbarossa (1988), Anna Oxa e Fausto Leali (1989), Toto Cutugno (1990), Peppino Di Capri (1991), Enrico Ruggeri (1993), Jalisse (1997), Raphael Gualazzi (2011), Nina Zilli (2012), Marco Mengoni (2013), Emma (2014), Il Volo (2015), Francesca Michielin (2016), Francesco Gabbani (2017).

Nella storia dell'Eurovision, l'Irlanda spicca al 1° posto con 7 vittorie; al 2° posto la Svezia (6), e al 3° posto Regno Unito, Francia e Lussemburgo (5). Una classifica più interessante (e anche meno "razzista") è senz'altro quella che si basa sul numero di voti ottenuti dalle canzoni, in rapporto al numero massimo di voti ottenibili. Col 78,92% dei voti, al 3° posto troviamo "Ein bißchen Frieden" (Un po' di pace), cantata da Nicole Hohloch, che nel 1982 fece vincere la Germania Ovest su un totale di 18 nazioni partecipanti.


Al 2° posto, con l'80,39% dei voti, si piazza "Save your kisses for me" (Conserva i tuoi baci per me) dei Brotherhood of Man, che nel 1976 fece vincere il Regno Unito su un totale di 18 nazioni partecipanti.


Al 1° posto, con l'80,63% dei voti, brilla "Tu te reconnaîtras" (Ti riconoscerai), cantata da Anne-Marie David, voce davvero meritevole che nel 1973 fece vincere il Lussemburgo su un totale di 17 nazioni partecipanti.



DOC


(*) 🏆 Mini-contest: potendo scegliere un solo nome, quale, tra i cantanti e gruppi italiani che si sono esibiti sinora (vedi sopra), è tuo preferito più di tutti gli altri? Puoi postare la risposta nei commenti qui sotto.

mercoledì 4 ottobre 2017

#ChiamaleBazzecole #1




#ChiamaleBazzecole = Titolo e hashtag per una nuova rubrica di attualità, nata oggi con l'obiettivo di sensibilizzare l'eventuale pubblico su questioni troppo spesso nascoste sotto i tappeti da chi poi pretende che camminiamo con le pattine, al fine di evitare il "tutti giù per terra". Ciò attraverso mirati ma sintetici approfondimenti su dati di fatto (oggettività), sigillati da esternazioni personali più o meno condivisibili (soggettività).
#1 = Numero assegnato al post che segue e che inaugura la rubrica. Strategia preventiva: se tutto ciò avrà un futuro, il secondo post sarà etichettato #2, il terzo #3, e così via. I post pubblicati in questa rubrica non avranno quindi altro titolo, così io potrò concentrarmi meglio sui contenuti, e voi capirete subito se vi trovate all'interno (#ChiamaleBazzecole #X) o all'esterno (post di altra natura con titolo a sè).



"Submarine" by Paweł Kuczyński



6 Settembre 2017 - «Facebook ha venduto spazi pubblicitari politici a una società sotto copertura russa durante le elezioni del 2016, vinte da Donald Trump. Lo rende noto lo stesso social network, sottolineando di aver rinvenuto circa 100mila dollari di spese pubblicitarie legate ad account falsi riconducibili probabilmente alla Russia. Nei messaggi pubblicitari non si faceva espresso riferimento al voto». [La Repubblica]
«Alex Stamos, capo della sicurezza di Facebook, ha dichiarato che gli annunci e gli account sembravano concentrarsi sull'amplificazione di messaggi sociali e politici divisivi in ​​tutto lo spettro ideologico - toccando argomenti da questioni LGBT alle questioni di razza all'immigrazione ai diritti alle armi». [Time]

21 Settembre 2017 - «Mentre i media tradizionali (giornali, radio, tv) sono soggetti a leggi rigorose che impongono di verificare l'identità di chi acquista spazi pubblicitari in campagna elettorale, nulla di simile esiste per i social media. I russi hanno capito che quello è il Far West, e ne hanno approfittato. Con perizia tecnica, perché a quanto pare i loro messaggi di propaganda politica erano minuziosamente adattati a tante micro-categorie di elettori, a ciascuno arrivava un linguaggio tagliato su misura». [La Repubblica]

30 Settembre 2017 - Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore di Facebook, pubblica un post sul proprio profilo:

«Stasera si conclude Yom Kippur, il giorno più sacro dell'anno per gli ebrei in cui riflettiamo sull'anno passato e chiediamo il perdono per i nostri errori. Per coloro che ho ferito quest'anno, chiedo perdono e cercherò di essere migliore. Per i modi in cui il mio lavoro è stato usato per dividere le persone anziché riunirle, chiedo perdono e lavorerò per fare meglio. Che possiamo essere tutti migliori nell'anno a venire, ed essere tutti iscritti nel libro della vita».



Carissimo - nel senso del prezzo costantemente pagato da noi tutti per i tuoi errori - Mark, prendo atto del nobile gesto di contrizione, e non ho dubbi che tu possa fare di meglio. Ma consentimi: l'idea che «essere tutti iscritti nel libro della vita» debba dipendere da te non mi sfagiola neanche un po'.



DOC



3 Ottobre 2017 - «Facebook: i post pagati dalla Russia hanno raggiunto 10 milioni di utenti». [Il Sole 24 Ore] - Non finisce sicuramente qui, ma io mi fermo: to be continued, se vorrete, sui media internazionali.